Colloqui India-Giappone: preoccupa la Cina

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 18:09 in Uncategorized

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Il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il suo omologo giapponese, Yoshihide Suga, hanno avuto una conversazione telefonica il 9 marzo, durante la quale hanno parlato di Indo-Pacifico e Cina. La parti hanno concordato di aumentare la cooperazione bilaterale così come con gli altri due Paesi con cui formano il gruppo Quad, ovvero l’Australia e gli USA.

Durante la conversazione durata 40 minuti, Suga ha espresso preoccupazione rispetto ai tentativi cinesi di alterare unilateralmente lo status quo nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale. Oltre a questo, Tokyo è anche preoccupata per la situazione di Hong Kong e per quella del Xinjiang. L’India e il Giappone hanno quindi deciso di lavorare insieme per garantire libertà e apertura nell’Indo-Pacifico.

Secondo quanto riferito da alcune fonti interne all’esecutivo giapponese a Kyodo News, entro la fine della settimana, Suga e Modi potrebbero incontrare gli altri due leader del Quad, ovvero il presidente statunitense, Joe Biden, e il premier australiano, Scott Morrison. I loro argomenti di discussione saranno la Cina, la distribuzione equa dei vaccini contro il coronavirus e il cambiamento climatico

Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Suga, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. 

Sia Nuova Delhi, sia Tokyo hanno dispute territoriali aperte con Pechino, la prima nella regione himalayana e la seconda nel Mar Cinese Orientale. Secondo un ex segretario agli Esteri dell’India, Kanwal Sibal, tanto la telefonata tra Modi e Suga, tanto l’incontro del Quad potrebbero mettere in allerta Pechino. Il dialogo indo-giapponese dovrebbe poi essere contestualizzato alla luce della nuova presidenza statunitense che ha promesso un approccio risoluto nel contrastare le Cina. Secondo altri osservatori poi, la convergenza tra Tokyo e Nuova Delhi è un chiaro segnale della preoccupazione per le attività regionali della Cina.

Oltre a questioni relative alla Cina, i due leader asiatici hanno anche parlato della situazione in Myanmar, dove lo scorso primo febbraio l’Esercito ha deposto il governo civile prendendo il potere. Entrambi hanno espresso preoccupazione per le recenti violenze della polizia sui manifestanti. Sempre secondo quanto affermato da Sibal, proprio il Myanmar sarebbe stato un Paese in cui India e Giappone avrebbero cercato di cooperare per contrastare la crescente influenza della Cina. Tuttavia, in tal caso gli interessi indiani e quelli degli altri Paesi del Quad sono profondamente diversi, condividendo l’India un confine con il Myanmar.

L’intensificarsi delle relazioni indo-giapponesi risale al governo dell’ex premier del Giappone Shinzo Abe. Quest’ultimo, dal 2006, aveva lanciato un summit annuale tra i due Paesi e aveva spostato la priorità strategica del Giappone alla regione dell’Indo-pacifico, sottolineando l’importanza dell’India nella regione. La stessa idea del summit Quad è da attribuire alla sua figura. Il Giappone ha più volte fornito sostegno finanziario all’India, con la quale ha concluso anche un accordo nucleare nel 2018. A gennaio 2021 Nuova Delhi ha quindi insignito Abe della seconda più alta onorificenza civile del Paese, la medaglia Padma Vibhushan, per il contributo fornito alle relazioni bilaterali tra i due Paesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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