Bolivia: attesa per i risultati delle amministrative

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 6:43 in America Latina Bolivia

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I boliviani sono tornati alle urne per le elezioni municipali e regionali del Paese, domenica 7 marzo, circa quattro mesi dopo il voto presidenziale e legislativo, vinto dal Movimento al socialismo (Mas) dell’ex presidente Evo Morales. Ora si attendono i risultati delle amministrative, che riguardano la scelta dei governatori dei nove dipartimenti, i membri delle Assemblee dipartimentali e i sindaci dei 336 comuni boliviani. In tutto, verranno designate circa 5.000 autorità regionali.

“Dopo aver ripristinato la democrazia nel 2020, oggi tocca a noi eleggere i nostri rappresentanti territoriali”, ha twittato il presidente boliviano Luis Arce, poco dopo l’apertura dei seggi. “La Bolivia è un modello democratico nel mezzo della pandemia”, ha aggiunto. Le ultime elezioni generali nel Paese, per la scelta del presidente e dei membri del Parlamento, si sarebbero dovute tenere il 3 maggio, ma, a causa del coronavirus, erano state rinviate al 18 ottobre 2020.

La Bolivia ha segnalato oltre 253.000 casi di COVID-19 e più di 11.800 decessi, secondo i dati della Johns Hopkins University. La situazione sanitaria è in crisi e gli operatori sanitari hanno scioperato, il mese scorso, per chiedere misure di salute pubblica più severe. Il presidente dell’autorità elettorale del Paese, Salvador Romero, ha accolto con positività lo sforzo della Bolivia di tenere due elezioni nazionali in mezzo alla pandemia. “Stiamo garantendo lo svolgimento di un atto democratico trasparente e sostenuto dalle più avanzate misure di biosicurezza”, ha detto Romero, concludendo: “In questo modo, la cittadinanza e i candidati possono essere certi che i risultati rifletteranno pienamente la volontà espressa nelle urne”.

A ottobre, il presidente Arce aveva vinto con il 55% dei voti, evitando un potenziale ballottaggio, e il suo partito, il Mas, aveva ottenuto la maggioranza in entrambe le Camere del Congresso. “Ora la nostra grande sfida è ricostruire la nostra patria in pace, ritrovare gioia, stabilità e speranza in un domani migliore per tutti i boliviani”, aveva affermato il presidente sui social media dopo l’annuncio dei risultati. “Non deluderemo la fiducia che le persone hanno riposto in noi”, aveva aggiunto. 

Oltre al Mas, alle elezioni amministrative del 7 marzo, i partiti che hanno presentato candidati in tutti o quasi i dipartimenti sono stati il Frente para la Victoria, l’Unidad Civica Solidaridad, il Partido de Acción Nacional Boliviano, Comunidad Ciudadana, dell’ex presidente Carlos Mesa, e il Movimiento Tercer Sistema. In base ai recenti sondaggi, i candidati del partito di maggioranza affonteranno le sfide maggiori in alcune parti di La Paz, El Alto, Cochabamba e Santa Cruz. Le ultime previsioni hanno ipotizzato che uno dei politici schierati dall’opposizione potrebbe guadagnare la carica di governatore nella regione di Santa Cruz e affrontare una competizione serrata a La Paz. Daniel Schweimler, corrispondente di Al Jazeera, ha affermato che la pandemia è stata la questione centrale su cui si sono concentrati gli elettori boliviani prima delle elezioni. “Il coronavirus ha messo in evidenza le questioni che più preoccupano le persone che stanno votando in Bolivia”, ha detto Schweimler, riferendosi soprattutto a problemi riguardanti la salute e l’economia.

L’ex presidente Morales è stato rovesciato dopo le elezioni presidenziali del 2019, vinte per pochi decimi di punti percentuali e macchiate da accuse di brogli, frodi e incidenti. L’opposizione di centro e di destra ha iniziato da quel momento una serie di mobilitazioni che hanno avuto l’appoggio della polizia, dei militari e della grande impresa e che sono sfociate in quello che Morales ha sempre definito un colpo di stato. Quando la resistenza al golpe è diventata ancora più forte, sia a Cochabamba che a El Alto, Morales si è ritrovato costretto a lasciare il Paese, recandosi in esilio prima in Messico e poi in Argentina. Nel frattempo, il Mas, dal Parlamento, in cui aveva la maggioranza, ha legittimato il governo della presidente ad interim, Jeanine Áñez, riuscendo così a prendere parte alle elezioni del 25 ottobre 2020 e a vincerle.

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Chiara Gentili

di Redazione

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