L’eventualità di una partnership tra Russia e Cina contro gli Stati Uniti

Pubblicato il 8 marzo 2021 alle 8:45 in Cina Russia USA e Canada

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L’editore della rivista statunitense The National Interest, Charles Ziegler, ha valutato l’ipotesi di una partnership tra Russia e Cina per contrastare gli Stati Uniti. Quali sono i punti di intesa e le divergenze tra i due Paesi.

Secondo Ziegler, Mosca e Pechino si considerano grandi potenze, e concordano sulla cooperazione per limitare o contenere la capacità di Washington di dominare le relazioni internazionali e sfidare la loro sovranità. Dal canto opposto, entrambe le nazioni sostengono una struttura del mondo multipolare, dove ogni Stato è libero di promuovere i propri interessi senza l’interferenza degli USA. Questa stretta collaborazione, per l’editore, continuerà probabilmente fino a quando il presidente cinese, Xi Jinping, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, rimarranno in carica, in quanto ciascuno vede i propri interessi molto più compatibili con l’altra parte rispetto agli Stati Uniti.

Nel 2018, diplomatici dei due Paesi hanno discusso il coordinamento sul Medio Oriente e hanno convenuto di mantenere un dialogo su una serie di questioni nella regione. Il Medio Oriente è causa sia di opportunità sia di problemi di sicurezza per Russia e Cina, mentre gli USA hanno avviato una politica di graduale disimpegno. Tra i vari interessi comuni, Ziegler ha ricordato che Mosca e Pechino si sono entrambe opposte al ritiro dell’ex-presidente americano, Donald Trump, dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) e ne hanno approfittato negoziando una più stretta cooperazione militare ed economica con Teheran. In generale, in Medio Oriente, la Cina è diventata il più grande investitore della regione nel 2016 e, il primo agosto 2017, ha ufficialmente stabilito la sua prima base militare all’estero, a Gibuti. Per quanto riguarda la Russia, Mosca è impegnata in tutta la regione dal punto di vista diplomatico, della vendita di armi a Egitto, Iraq, Arabia Saudita, Libia, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Turchia, e ha concluso un accordo di 25 anni, il primo dicembre 2020, per una base navale in Sudan, che sarà complementare a quella già presente a Tartus, in Siria.

In altre regioni, ha sostenuto Ziegler, nonostante i due Paesi non cooperino apertamente, il loro consenso implicito riduce le opzioni politiche di Washington. Ad esempio, l’editore ha menzionato le circostanze in cui Pechino si è astenuta dal criticare Mosca, come per l’annessione della Crimea e la situazione in Ucraina. Viceversa, la Russia appoggia tacitamente la crescente presenza della Cina nel Mar Cinese Meridionale.

Tuttavia, per Ziegler il rinnovato interesse di Mosca per l’Asia meridionale, in particolare nei confronti di India e Pakistan, ha il potenziale di aumentare le tensioni con Pechino. Nel dettaglio, l’obiettivo della Russia potrebbe essere quello di vincolare la Cina in una rete di accordi e istituzioni che limiterebbero i suoi desideri egemonici nella regione. Allo stesso tempo, Mosca sta allacciando legami politici e commerciali con il Sud-Est asiatico, evitando un’eccessiva dipendenza da Pechino. In tale contesto, ha inoltre sottolineato l’editore, è inverosimile che la Russia appoggi militarmente la Cina in caso di confronto militare con gli USA e, parallelamente, è ancora meno probabile che Pechino sostenga attivamente Mosca qualora scoppiasse un conflitto in Europa.

Le relazioni economiche russo-cinesi sono in continua crescita, tranne che per una parentesi nel 2020 legata al coronavirus. Nel 2019, il commercio bilaterale ha raggiunto un valore di oltre 110 miliardi di dollari. Il rapporto economico tra i due Paesi è caratterizzato da distinte complementarità. Da un lato, la Russia esporta petrolio, gas naturale, altre materie prime e armi in Cina. Dall’altro, Pechino vende principalmente prodotti finiti. Mosca è molto più dipendente economicamente dalla Cina che viceversa. Nel 2018, la nazione asiatica ha rappresentato il 15,5% del fatturato commerciale totale di Mosca, mentre la Russia, per contro, solo lo 0,8%.

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Mariela Langone

di Redazione

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