La Cina abbandona gli obiettivi di crescita del PIL

Pubblicato il 8 marzo 2021 alle 13:24 in Asia Cina

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La Cina ha deciso per la prima volta che non prefisserà un obiettivo di crescita generale dell’economia per il piano quinquennale 2021-25, per garantire flessibilità al governo nella gestione di rischi interni ed esterni al Paese. Oltre a questo, tale scelta servirà ad incentivare la modernizzazione del Paese, dando priorità all’aspetto qualitativo rispetto a quello quantitativo della crescita economica.

L’8 marzo, il vice direttore della Commissione per le riforme e lo sviluppo nazionale della Cina, l’organo incaricato della redazione dei piani quinquennali per l’economia, Hu Zucai, ha affermato che tale decisione darà a Pechino un maggior grado di flessibilità per gestire le incertezze. Oltre a questo, consentirà alle parti coinvolte nella sua implementazione di dedicare maggiore attenzione alla qualità e all’efficienza dello sviluppo. Tuttavia, ciò non significherà che la Cina non avrà bisogno di un tasso di crescita del PIL specifico.

Hu ha dichiarato che l’economia cinese si è evoluta e ha raggiunto una fase di sviluppo di alto livello. Per questo, il Paese non potrà limitarsi semplicemente a perseguire numeri che indicano la crescita del suo PIL a discapito di aspetti quali la qualità, l’efficienza e l’ambiente. Tuttavia, restando l’espansione del PIL un indice chiave per lo sviluppo, la potenza e la competitività internazionale dell’economia, il governo ha deciso di includerlo in modo diverso. Un tasso di crescita ragionevole servirà a modernizzare il Paese, essendo la Cina ancora il maggiore Paese in via di sviluppo al mondo, tale aspetto è alla base della risoluzione dei suoi problemi. Oltre a questo, un obiettivo di crescita sarà necessario per realizzare il raddoppiamento del PIL pro-capite cinese entro il 2035, come indicato dal presidente cinese, Xi Jinping. Secondo il vice presidente della Renmin University, Liu Yuanchuan, per raggiungere tale obiettivo la Cina dovrà avere un tasso di crescita del 4,78% annuo nei prossimi 15 anni.

Il piano quinquennale per l’economia 2021-25 non ha posto un obiettivo specifico relativo al quinquennio e manterrà, invece, la crescita annua a livelli “ragionevoli”. Per il 2021, l’obiettivo di crescita dell’economia cinese prevede un aumento del PIL dal 6% in su.

In passato, l’obiettivo di crescita economica stabilito da Pechino nei suoi piani quinquennali ha svolto la funzione di guida per lo sviluppo. Oltre a questo, tale dato è stato legato alle carriere di importanti funzionari in tutto il Paese e aveva fatto sì che si creasse una sorta di competizione tra i governi locali nel raggiungimento dell’obiettivo stesso che ha incentivato la crescita del Paese in generale.

In seguito all’impatto sull’economia determinato dalla diffusione della pandemia di coronavirus e visti i rischi crescenti di indebitamento per raggiungere obiettivi non sempre attuabili, più accademici e consiglieri hanno chiesto a Pechino di rivedere le proprie valutazioni macroeconomiche e il sistema degli obiettivi annuali del PIL. Nel 2020, viste le circostanze determinate dalla pandemia di coronavirus, la Cina aveva abbandonato l’obiettivo annuale di crescita non fissandone uno. Più osservatori si aspettavano quindi che tale scenario si ripetesse anche per il 2021 e che il Paese si limitasse a porre un obiettivo quinquennale.

Rispettivamente al 13esimo piano quinquennale 2016-20, il tasso di crescita annuale previsto era del 6,5%.Nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus a livello globale e la conseguente crisi economica a livello mondiale, nel 2020, il PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati per la prima volta il 18 gennaio scorso. Nel 2020, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%. In base agli aggiornamenti del 28 febbraio, il PIL pro-capite cinese è stato di 72.447 yuan nel 2020, crescendo del 2% rispetto all’anno precedente.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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