Doha e Riad intenzionate e rafforzare le relazioni bilaterali

Pubblicato il 8 marzo 2021 alle 18:13 in Arabia Saudita Qatar

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L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, ha accolto oggi, lunedì 8 marzo, il ministro degli Affari Esteri saudita, Faisal bin Farhan al-Saud, giunto a Doha nel quadro di una visita ufficiale.

Durante l’incontro, il primo di tal tipo dal 2017, le due parti hanno preso in esame le relazioni bilaterali che legano il Qatar e l’Arabia Saudita, e le modalità per rafforzarle, mentre hanno discusso degli sviluppi di alcuni dossier regionali e internazionali di interesse comune e di quanto minaccia la stabilità della regione mediorientale, oltre che del mondo. A tal proposito, al-Saud e al-Thani si sono detti concordi non solo a sviluppare i legami di cooperazione bilaterale in diversi ambiti, ma altresì a promuovere un’azione congiunta a livello arabo e del Golfo.

In concomitanza con la visita, Doha ha espresso la sua condanna per l’attacco perpetrato il 7 marzo dalle milizie di ribelli sciiti Houthi contro le strutture petrolifere di Saudi Aramco presso il porto di Ras Tanura. Quanto accaduto, a detta del Qatar, rappresenta un atto di sabotaggio che viola tutte le norme del Diritto internazionale. A tal proposito, nella medesima giornata del 7 marzo, il Ministero degli Esteri dello Yemen ha annunciato di aver ripristinato le relazioni con il Qatar, a seguito di un incontro tra i ministri di entrambi i Paesi avvenuto a Doha. In tale occasione, il Qatar, precedentemente membro della coalizione a guida saudita attiva nel conflitto in Yemen, ha sottolineato la necessità del raggiungimento di una soluzione politica alla guerra civile yemenita.

Risale, invece, al 4 gennaio, la notizia con cui Riad aveva dichiarato di voler riaprire il suo spazio aereo e le sue frontiere terrestri e marittime al Qatar. Ciò è avvenuto a un giorno di distanza dalla firma della dichiarazione di al-Ula, che ha posto fine alla cosiddetta crisi del Golfo. Quest’ultima era scoppiata il 5 giugno 2017, quando Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Bahrain avevano imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico. La decisione era nata in seguito alle accuse rivolte a Doha per via del suo presunto sostegno e finanziamento di gruppi terroristici, tra cui Hamas ed Hezbollah, e dell’appoggio all’Iran, principale rivale di Riad nella regione. Da quel momento, i quattro Paesi avevano chiuso i loro confini marittimi, terrestri e aerei con il Qatar. Doha ha ripetutamente negato le accuse nei suoi confronti e ha più volte affermato che non vi era “alcuna giustificazione legittima” per la rottura dei rapporti.

Poi, il 5 gennaio scorso, nella città saudita di al-Ula, sono stati mossi i primi passi verso un disgelo delle tensioni. In particolare, i Paesi fautori del blocco hanno deciso di porre ufficialmente fine alla crisi e, nella dichiarazione finale di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis. Nelle settimane successive, i Paesi coinvolti hanno gradualmente aperto le proprie frontiere al Qatar. A tal proposito, già l’11 gennaio, Riad ha accolto il primo aereo proveniente dal Qatar, mentre nella stessa giornata ha avuto luogo il decollo di un aereo della Saudi Airlines in direzione Doha. 

In realtà, i primi segnali verso la de-escalation erano apparsi a seguito della visita in Qatar del consigliere senior e genero dell’ex presidente degli USA, Jared Kushner, svoltasi il 2 dicembre 2020. Poi, il 4 dicembre, il ministro degli Esteri del Kuwait, lo sceicco Ahmad Nasser al-Sabah, aveva dichiarato che le parti coinvolte nella questione, Riad e Doha in primis, si erano impegnate in colloqui fruttuosi, dimostrando la propria disponibilità a porre fine alla crisi. Il giorno successivo, il 5 dicembre, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan al-Saud, aveva affermato che le possibilità di risoluzione della crisi del Golfo erano estremamente positive e che presto sarebbe stato raggiunto un accordo definitivo, effettivamente siglato il mese successivo.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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