Il presidente nigeriano adotta misure per contrastare la criminalità

Pubblicato il 6 marzo 2021 alle 6:03 in Africa Nigeria

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Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha adottato delle misure per affrontare l’attuale quadro di insicurezza che caratterizza il Nord della Nigeria, tra cui l’aumento della sorveglianza ai confini del Paese.

Secondo la stampa nigeriana, il 4 marzo, il presidente Buhari e la sua amministrazione hanno inaugurato una nuova struttura del Nigeria Immigration Service (NIS). Durante il discorso di apertura, Buhari ha sottolineato l’urgente necessità di migliorare la sicurezza intorno ai confini della nazione in modo che i criminali non trovino in Nigeria un rifugio sicuro per nascondersi e portare avanti le loro attività. Le dichiarazioni di Buhari arrivano dopo la tensione che è emersa il 3 marzo, quando le 279 studentesse dello Stato di Zamfara, sequestrate e poi rilasciate, hanno ricongiunto le loro famiglie. Proprio in quel momento, si sono sentiti dei colpi di arma da fuoco, che hanno poi spinto il presidente ad imporre un coprifuoco a Zamfara per prevenire ulteriori episodi di violenza.

Stando a quanto riferito dalla fonte, durante questa settimana si sarebbe tenuto anche un incontro tra igovernatori del Nord-Est della Nigeria, dove i funzionari locali hanno deciso di creare delle organizzazioni di sicurezza locali per affrontare le sfide della sicurezza nella zona. Di fatto, nella parte Nord-orientale del Paese è situata la roccaforte di Boko Haram, il più importante gruppo terroristico che opera in Nigeria. Alla luce di ciò, la regione è regolarmente colpita da attacchi ed è caratterizzata da un alto livello di instabilità.

Secondo quanto riferito dalla stampa nigeriana, Buhari, durante il suo discorso inaugurale del nuovo ufficio del NIS, ha incaricato tutte le agenzie di sicurezza di aumentare le loro prestazioni nella protezione della popolazione e delle loro proprietà, al fine di migliorare la posizione del Paese nell’indice di sicurezza globale. In questo contesto, il presidente Buhari ha esortato la NIS a collaborare con le organizzazioni internazionali di sicurezza come l’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale (INTERPOL) nella salvaguardia dei confini. Riferendosi alle agenzie, ha aggiunto: “Vi incarico di essere implacabili nello svolgimento del vostro dovere di mantenere i nostri confini sicuri”.

La direttiva del presidente Buhari rivolta alle agenzie di sicurezza è la terza annunciata questa settimana per affrontare la crisi di sicurezza nel Nord del Paese che porta a rapimenti, banditismo e insurrezioni jihadiste. Il 2 marzo, Buhari ha dichiarato il divieto di volo nei cieli che sovrastano lo Stato di Zamfara, l’epicentro del banditismo nel Nord-Ovest, oltre a vietare le attività minerarie su tutto il territorio statale. Il 3 marzo, il presidente ha ordinato alle agenzie di sicurezza di sparare a vista a chiunque porti armi illegali come gli AK-47.

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è complesso, essendo caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi, ovvero uomini armati che sono soliti effettuare rapimenti per riscatto e furti di bestiame. Inoltre, prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Anche l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone.

Secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi starebbero formando delle alleanze con Boko Haram, il più importante gruppo terroristico jihadista che opera in Nigeria, soprattutto nella regione settentrionale. L’organizzazione è nata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Il Nord della Nigeria è regolarmente colpito sia da attacchi terroristici sia da sequestri. Il 26 febbraio, un gruppo di banditi ha rapito 279 studentesse nello Stato di Zamfara, che sono state rilasciate il 2 marzo. Il 23 febbraio almeno 10 persone sono state uccise e circa 60 ferite quando i militanti di Boko Haram hanno attaccato Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno, situata a Nord-Est del Paese. Il 15 febbraio, un gruppo di persone è stato sequestrato mentre transitava su un autobus nei pressi del villaggio di Kundu, nello Stato del Niger, in Nigeria occidentale. Il 22 febbraio, sono stati rilasciati 53 degli ostaggi, tra cui 20 donne e 9 bambini. Ancora prima, il 16 febbraio, sono stati rapite circa 42 persone, tra studenti e insegnanti, dal Government Science College a Kagara. La scuola è situata a circa 260 chilometri a Nord-Ovest dalla capitale nigeriana, Abuja, una delle regioni più colpite da questo genere di rapimenti. Circa due mesi prima, l’11 dicembre 2020, 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram.

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Julie Dickman

di Redazione

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