Al-Sisi in Sudan per parlare della diga etiope sul Nilo Azzurro

Pubblicato il 6 marzo 2021 alle 19:30 in Egitto Etiopia Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 6 marzo, si è recato in visita in Sudan dove ha parlato con il presidente del Consiglio sovrano, il generale Abdel Fattah al-Burhan, della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), la diga che l’Etiopia sta costruendo sul Nilo Azzurro.

A conclusione dell’incontro, la presidenza egiziana ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato che Al-Sisi e Al-Burhan hanno espresso la propria opposizione rispetto ad “azioni unilaterali che cercano di imporre un fatto compiuto e monopolizzare” le risorse del Nilo Azzurro. L’Egitto e il Sudan hanno quindi concordato di rilanciare i negoziati con la mediazione dell’Unione Africana, dell’Onu, degli USA e dell’Unione europea (UE) per raggiungere un accordo sulla GERD prima della stagione delle piogge.

Il 6 marzo, Al-Sisi ha viaggiato a Khartoum per la prima visita dalla rivoluzione avvenuta nel Paese e, in seguito alla quale, l’11 aprile 2019, era stato deposto l’allora leader, Omar al-Bashir.  Durante il suo dominio sul Paese, le relazioni tra Khartoum e Il Cairo erano state tese. Durante la sua visita, oltre ad Al-Burhan, Al-Sisi incontrerà anche altri esponenti della leadership sudanese con i quali parlerà dello sviluppo delle relazioni bilaterali. La principale motivazione del viaggio del presidente egiziano è stata, però, la preoccupazione condivisa da Egitto e Sudan per i piani di riempimento della GERD da parte di Addis Abeba.

Già al momento dell’annuncio della visita di Al-Sisi, il 2 marzo scorso, i ministri degli Esteri sudanese ed egiziano, Mariam Sadiq al-Mahdi e Sameh Shoukry, avevano descritto i programmi etiopi di riempire la GERD una seconda volta “minacce dirette alla sicurezza idrica” dei rispettivi Paesi. I ministri avevano quindi rivolto un appello all’Onu, agli USA e all’UE per mediare nella disputa.

In relazione al 2020, l’Etiopia ha annunciato di aver completato gli obiettivi che si era posta per il primo anno di riempimento della riserva della GERD e ha dichiarato di essere pronta a procedere con tali operazioni anche in futuro, a prescindere dal raggiungimento di un accordo con gli i Paesi a valle del Nilo Azzurro, ovvero l’Egitto e il Sudan. Addis Abeba ha avviato il progetto della GERD nel 2011 e lo ha spesso descritto come un’ancora di salvezza che potrebbe sollevare milioni di africani dalla povertà e vede nel progetto un’opera necessaria per il proprio sviluppo e la propria elettrificazione. La GERD dovrebbe diventare il più grande sistema idroelettrico africano, in grado di generare oltre 6.000 megawatt di elettricità. L’Etiopia rivendica diritto assoluto sul Nilo Azzurro, in quanto il suo corso nasce e attraversa il proprio territorio, ma anche il Sudan e l’Egitto sono dipendenti da tale corso d’acqua e vogliono raggiungere un accordo sul suo sfruttamento prima che venga messa in funzione.

Per quanto riguarda il Sudan poi, parallelamente alla questione della GERD, Khartoum e Addis Abeba hanno dispute territoriali di confine aperte che nascono dal fatto che gli agricoltori della regione etiope di Amhara rivendicano diritti sulle terre nella pianura di al-Fashqa, che il Sudan considera sotto la propria giurisdizione. Spesso si verificano scontri tra le parti che sono particolarmente intensi durante le stagioni della semina e del raccolto.

I due Paese condividono un confine di circa 1.600 chilometri. Nel 1902, il Regno Unito, l’allora potenza coloniale in Sudan, e l’Etiopia stipularono un accordo per tracciare la frontiera ma nel documento mancava l’individuazione di chiare linee di demarcazione. Gli ultimi colloqui sul confine tra i due Paesi si sono tenuti, il 29 maggio 2020, ad Addis Abeba. In precedenza, tra il 2002 e il 2006, si sono svolte regolari riunioni tra i due Paesi per affrontare la questione della demarcazione delle frontiere.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.