Yemen: gli Houthi attaccano il Regno saudita, l’esercito mette al sicuro Ma’rib

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 8:30 in Arabia Saudita Yemen

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Mentre gli Houthi hanno continuato a colpire obiettivi situati nel Regno saudita, le forze dell’esercito filogovernativo hanno riferito che il governatorato di Ma’rib, oggetto di una violenta offensiva, è stato messo “al sicuro” dalla minaccia posta dai ribelli.

Stando a quanto riportato da al-Jazeera venerdì 5 marzo, sulla base delle informazioni riferite dall’agenzia di stampa di Riad, le forze della coalizione internazionale a guida saudita hanno intercettato e distrutto un drone, carico di esplosivi, lanciato dai ribelli Houthi contro il Regno. Da parte sua, il portavoce militare del gruppo sciita, Yahya Sarea, ha affermato che i ribelli hanno colpito siti sauditi, definiti “rilevanti”, con tre droni. Nello specifico, ad essere stati bersagliati sono stati Abha e la base aerea di King Khalid, entrambi situati nel Sud dell’Arabia Saudita. Il giorno precedente, il 4 marzo, le stesse milizie ribelli avevano riferito di aver condotto un attacco missilistico contro un impianto della compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco, a Gedda, città situata sul Mar Rosso, mentre le forze della coalizione avevano dichiarato di aver distrutto un missile balistico lanciato dai ribelli sciiti contro Jizan, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita.

Nel frattempo, all’interno dei territori yemeniti, il governatorato di Ma’rib continua ad essere teatro di violenti scontri, da porsi nel quadro di una perdurante offensiva, lanciata dai ribelli sciiti nella prima settimana di febbraio. Circa gli ultimi sviluppi, l’esercito nazionale yemenita ha riferito di aver respinto un presunto “attentato suicida” nel distretto di Sirwah, a Ovest di Ma’rib, provocando la morte di almeno 30 combattenti Houthi e il ferimento di altri. Parallelamente, le forze filogovernative, affiliate al presidente legittimo, Rabbo Mansour Hadi, hanno dichiarato di aver preso di mira i rinforzi inviati dal gruppo sciita nella regione, causando la distruzione di diversi veicoli e perdite in termini di vite umane.

È stato il medesimo esercito yemenita a riferire che il governatorato di Ma’rib è diventato “sicuro e stabile”. In particolare, il portavoce dell’esercito yemenita, il generale di brigata Abdo Majali, ha affermato che le forze armate e le tribù yemenite, stanziate su più fronti a Ma’rib, sono passate dalla difesa all’attacco. Ciò ha messo in difficoltà le milizie Houthi, verso cui la regione è stata resa inaccessibile. Motivo per cui, il governatorato può considerarsi al sicuro al 100%. L’esercito yemenita, ha poi riferito il portavoce, ha impiegato diverse tattiche per far fronte al gruppo sciita, tra cui anche operazioni di accerchiamento e attacchi a sorpresa, che gli ha consentito di raggiungere risultati positivi. Da parte loro, invece, gli Houthi, dopo aver subito diverse sconfitte, hanno lanciato missili balistici e droni sia contro Ma’rib sia contro l’arabia Saudita, il che, a detta di Majali, potrebbe provocare una devastazione nella regione yemenita.  

Il governatorato di Ma’rib, situato a circa 120 km a Est della capitale yemenita, rappresenta una delle ultime roccaforti nel Nord dello Yemen controllata in gran parte dalle forze filogovernative. Oltre ad essere ricca di risorse petrolifere, la regione ospita circa un milione di yemeniti, rifugiatisi negli anni in un’area ritenuta essere un porto sicuro. Gli Houthi, da parte loro, mirano a prendere il controllo di un governatorato considerato strategico e che consentirebbe loro di completare i piani espansionistici delineati per le aree settentrionali. Motivo per cui, le milizie sciite hanno dato il via a un’offensiva sin dal mese di gennaio 2020, ma le tensioni si sono particolarmente acuite nelle ultime settimane, coinvolgendo altresì i campi profughi situati nell’Ovest della regione. Nel frattempo, più di 1.500 famiglie, pari a circa 12.000 individui, sono state costrette a sfollare, aggiungendosi alle circa 116.000 persone che hanno abbandonato le proprie abitazioni nel corso del 2020.

Di fronte a uno scenario caratterizzato da crescenti violenze, l’inviato speciale dell’Onu, Martin Griffiths, il 18 febbraio, aveva esortato gli Houthi a porre immediatamente fine alla propria offensiva su Ma’rib, definita la peggiore dall’inizio del suo mandato, la quale mette in pericolo non solo le opportunità di pace in Yemen, ma altresì la vita di centinaia di sfollati. A detta dell’inviato, cercare di impadronirsi di territori con la forza minaccia tutte le prospettive per il processo di pace, in un momento in cui sembrano esservi le basi per raggiungere un accordo volto a porre fine al perdurante conflitto, scoppiato a seguito del colpo di Stato Houthi del 21 settembre 2014.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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