Sudafrica: Capo della Giustizia accusato per dichiarazioni pro-Israele

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 17:00 in Africa Israele Sudafrica

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Al Capo della Giustizia del Sudafrica, Mogoeng Mogoeng, è stato ordinato di scusarsi alla nazione e di ritirare le dichiarazioni pro-Israele fatte durante un webinar nel giugno 2020.

Secondo la stampa sudafricana, il 4 marzo, la Commissione per la Condotta Giudiziaria ha ritenuto Mogoeng colpevole e gli ha ordinato di “scusarsi incondizionatamente” per essere stato coinvolto in un controverso incontro ospitato da The Jerusalem Post il 23 giugno 2020. La Commissione ha inoltre ordinato a Mogoeng di ritrattare e ritirare senza riserve una dichiarazione pro-Israele che ha pronunciato in quell’occasione. Tuttavia, il Capo della Giustizia ha informato che non intende scusarsi.  

Le prime denunce della società civile sono arrivate da organizzazioni non governative africane, quali Africa 4 Palestine, South Africa Boycott Disinvestments and Sanctions Coalition e Women’s Cultural Group. Sono stati questi attori a rivolgersi alla Commissione per la Condotta Giudiziaria per condannare i commenti di Mogoeng. Principalmente, le loro denunce affermavano che Mogoeng aveva commesso violazioni intenzionali del Codice di condotta giudiziaria, in quanto è stato coinvolto in un dibattito politico controverso, che sarebbe in violazione della legge sudafricana. Alla luce di ciò, il Comitato per la Condotta Giudiziaria ha dichiarato che Mogoeng dovrà scusarsi entro i prossimi 10 giorni in una riunione dei giudici in carica della Corte ostituzionale e rilasciare una copia delle scuse con la sua firma all’ufficio del Capo della Giustizia.

Durante il webinar del 23 giugno 2020, il moderatore, Yakoov Katz, aveva chiesto a Mogoeng di parlare del “suo amore per il popolo ebraico” e di esporre suoi pensieri sulle tese relazioni diplomatiche tra il Sudafrica e Israele. In una lunga risposta, Mogoeng ha iniziato riconoscendo che la direzione politica presa dal suo Paese era vincolante per lui, aggiungendo che “come ogni cittadino ho il diritto di criticare le leggi e le politiche del Sudafrica o anche di suggerire che sono necessari dei cambiamenti”. In questo contesto, Mogoeng ha detto di avere “l’obbligo come cristiano di amare Israele e di pregare per la pace di Gerusalemme”.

Stando a quanto riferito dal quotidiano Africa News, nel giugno 2020, l’African National Congress (ANC), il partito al potere in Sudafrica dal 1994, ha denunciato il sostegno di Mogoeng Mogoeng allo “Stato di apartheid israeliano”. Allo stesso modo, il Partito della Sinistra Radicale (EFF) ha richiesto che Mogoeng ritirasse immediatamente le sue osservazioni, accusando Israele di perseguire una politica di occupazione “illegale, criminale e genocida” nei territori palestinesi. Secondo la fonte, Israele è stato a lungo accusato di avere legami privilegiati con il regime guidato dalla comunità bianca “razzista” sudafricana prima della fine dell’apartheid, in particolare fornendogli armi nonostante un embargo internazionale. Nel 2013, i leader israeliani non hanno partecipato ai funerali di Nelson Mandela, a cui hanno partecipato funzionari di tutto il mondo, compreso il presidente palestinese, Mahmoud Abbas.

Secondo quanto riferito da Deutsche Welle News, Nel 2017, i membri dell’African National Congress (ANC) al potere hanno adottato una risoluzione che chiedeva il declassamento dell’ambasciata in Israele per attirare l’attenzione sulla politica di insediamento di Israele. Un’analista politico sudafricano, Ralph Mathekga, ha fatto notare che il Sudafrica ha una sorta di solidarietà storica con il popolo palestinese e che la maggior parte dei partiti politici, compresi i sindacati, sono simpatizzanti per la Palestina. Inoltre, Mathekga ha aggiunto che “si sente spesso il paragone tra l’apartheid e quello che sta succedendo in Israele” Di fatto, dopo l’apartheid, il regime durato dal 1948 al 1994 che si basava sulla segregazione razziale, il Sudafrica ha cercato di svolgere un ruolo di mediatore tra palestinesi e israeliani.

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Julie Dickman

di Redazione

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