Il rappresentante dell’UE per i Balcani occidentali in visita tra Kosovo, Serbia e Montenegro

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 18:04 in Balcani Europa

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Il rappresentante speciale dell’Unione Europea per i Balcani occidentali e il dialogo Belgrado-Pristina, Miroslav Lajcak, sta per concludere oggi, venerdì 5 marzo, un tour nella regione iniziato il primo del mese. Il funzionario europeo è passato dal Kosovo, dove è rimasto dal primo al 3 marzo, alla Serbia, in cui ha soggiornato il 3 e il 4 marzo, fino al Montenegro, che ha lasciato il 5 marzo. Secondo quanto reso noto dall’Ufficio dell’UE in Kosovo, Lajcak ha incontrato la leadership politica di tutti e tre i partner dei Balcani occidentali, nonché i rappresentanti dell’Unione Europea nei rispettivi Stati.

Quella in Kosovo è stata la prima visita del rappresentante speciale nel Paese dalla fine delle elezioni anticipate, il 14 febbraio, dove il Movimento Vetevendosje ha ottenuto il 48% dei consensi, sbarrandosi la strada verso la formazione del prossimo governo. Il leader del partito e candidato alla carica di primo ministro, Albin Kurti, in una dichiarazione ai media, ha affermato che il dialogo con la Serbia, favorito dall’UE, non è tra le sue massime priorità.

Lajcak ha iniziato la visita in Kosovo incontrando l’ambasciatore degli Stati Uniti, Phillip S. Kosnett, e il comandante della Kosovo Force (KFOR), la forza militare internazionale guidata dalla NATO. I meeting sono stati definiti dal rappresentante europeo, su Twitter, come una “buona occasione per riaffermare la nostra forte unità transatlantica”. “Nella riunione odierna con il rappresentante speciale dell’UE, abbiamo riaffermato il sostegno degli Stati Uniti a un processo di dialogo collaborativo guidato dall’UE. Il nostro obiettivo: una soluzione globale e una più profonda integrazione euro-atlantica a vantaggio di tutti i cittadini kosovari e serbi”, ha dichiarato dopo i colloqui l’ambasciatore Kosnett, ribadendo le osservazioni del rappresentante speciale.

A Pristina, Lajcak ha anche incontrato Kurti. Dopo l’incontro, il leader del Movimento Vetevendosje ha riferito a T7 che il funzionario dell’UE lo aveva informato in generale sul processo di dialogo con la Serbia. “Gli ho spiegato ancora una volta che abbiamo vinto le elezioni e che il nostro programma si concentrerà sulla giustizia e sull’occupazione poiché ora siamo nel bel mezzo della pandemia di COVID-19. Non siamo contrari al dialogo, ma vogliamo colloqui ben preparati con le autorità”, ha affermato Kurti, sottolineando che eventuali incontri con le delegazioni serbe dovranno fondarsi sull’onestà e non dovranno essere forzati o avvenire sotto pressione. “Rimaniamo impegnati in un processo significativo”, ha comunque garantito il candidato primo ministro kosovaro. Lajcak ha dichiarato, dal canto suo, di aver avuto un incontro positivo e costruttivo con Kurti. “Abbiamo discusso in profondità del dialogo in vista delle fasi successive”, ha precisato.

Il rappresentante dell’UE ha poi tenuto colloqui con il presidente in carica del Kosovo, Vjosa Osmani. Sempre su Twitter, Lajcak ha scritto, il 2 marzo: “È iniziato il secondo giorno in Kosovo con una conversazione molto utile con il presidente ad interim Vjosa Osmani. Abbiamo parlato delle recenti elezioni e degli sviluppi in corso e abbiamo anche discusso delle fasi successive del dialogo”. L’inviato speciale dell’Unione Europea ha più volte ribadito che Serbia e Kosovo devono al più presto riprendere i colloqui sulla normalizzazione dei legami reciproci se vogliono fare progressi verso l’adesione al blocco. Pristina ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, ma Belgrado non ne riconosce lo status. L’UE ha cercato di mediare i negoziati per favorire la ripresa delle relazioni bilaterali, ma dopo una serie di impasse, il dialogo tra Serbia e Kosovo si è momentaneamente bloccato.

Lajcak è arrivato nella capitale della Serbia, Belgrado, il 3 marzo dopo aver concluso gli incontri di alto livello in Kosovo. Dopo un colloquio con il presidente serbo, Aleksandar Vucic, il rappresentante speciale ha sottolineato che gli Stati membri dell’UE si aspettano che le due parti riprendano a dialogare. “Il dialogo è la chiave per far avanzare Serbia e Kosovo nel loro percorso europeo”, ha detto Lajcak in conferenza stampa, aggiungendo che l’Unione Europea starebbe lavorando a stretto contatto con gli Stati Uniti in vista di un obiettivo comune per i due Paesi dei Balcani occidentali ovvero l’adesione al blocco. Vucic, dal canto suo, dopo l’incontro con la controparte europea, ha affermato che la Serbia è pronta a tornare al tavolo dei negoziati e insiste per raggiungere una soluzione di compromesso. “Crediamo che un accordo di compromesso significhi che nessuno ottiene tutto e che tutti avranno abbastanza”, ha dichiarato il presidente serbo. Lajcak ha dunque ipotizzato che i negoziati tra Belgrado e Pristina potrebbero concludersi entro pochi mesi, ma i due Paesi dovranno stabilire quando riprendere il dialogo.

Gli USA e la maggior parte delle nazioni europee riconoscono l’indipendenza del Kosovo, ma non Russia e Cina, entrambe alleate della Serbia. Belgrado è stata costretta a cedere il controllo sul Kosovo nel 1999 dopo che una campagna NATO, guidata dagli Stati Uniti, ha posto fine alla repressione serba sui separatisti di etnia albanese. Più di 10.000 persone sono morte nel conflitto, avvenuto nel 1998-99. Pristina sostiene che, nei futuri colloqui con Belgrado, non consentirà la discussione di possibili modifiche ai confini e all’integrità territoriale del Kosovo. Il dialogo, secondo il governo kosovaro, può essere “ripristinato” ma deve essere diretto verso il riconoscimento reciproco degli attuali confini tra Serbia e Kosovo. Il presidente ad interim Vjosa Osmani ha poi ribadito che Belgrado dovrebbe al più presto “scusarsi per i crimini di guerra commessi in Kosovo”. Anche il primo ministro kosovaro uscente, Avdullah Hoti, che ha ugualmente incontrato il rappresentante speciale Lajcak, ha sottolineato che il dialogo con la Serbia dovrebbe basarsi su tre principi fondamentali: un accordo finale con riconoscimento reciproco tra Belgrado e Pristina, nessuna negoziazione sulla sovranità e integrità territoriale del Kosovo e l’intoccabilità della Costituzione kosovara

L’ultima tappa della visita di Lajcak nei Balcani occidentali è stata il Montenegro. Il rappresentante dell’Unione Europea ha incontrato, venerdì 5 marzo, il vicepremier di Podgorica, Dritan Abazovic. Nella giornata del 4 marzo, invece, aveva incontrato il capo di Stato, Milo Djukanovic, il premier, Zdravko Krivokapic, e il presidente del Parlamento, Aleksa Becic. Nel corso dei colloqui Lajcak ha ribadito che Bruxelles si aspetta che il Montenegro “rimanga saldamente sulla strada europea”. “Il Montenegro condivide i valori europei ed è un partner importante per l’UE per quanto riguarda la sua politica estera e di sicurezza. Ho detto ai miei partner quanto l’Unione apprezzi il pieno e chiaro allineamento del Montenegro con le posizioni di politica estera dell’Unione europea”, ha detto Lajcak parlando con i giornalisti al termine dei colloqui. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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