Messico: almeno 64 omicidi politici in sei mesi

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 19:48 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Sicurezza del Messico, Rosa Icela Rodríguez, ha riferito, giovedì 4 marzo, che almeno 64 politici sono stati assassinati, tra settembre 2020 e febbraio 2021, nel Paese americano, in una serie di omicidi realizzati con lo scopo di influenzare il corso delle elezioni parlamentari e regionali del prossimo 6 giugno. “La criminalità organizzata e i colletti bianchi possiedono un vasto repertorio di azioni volte a intaccare queste elezioni attraverso strategie di complicità o pressioni violente”, ha dichiarato Rodríguez. Il ministro ha denunciato, nello specifico, 73 casi di violenza politica, inclusi 64 omicidi, avvenuti principalmente negli stati di Guerrero, Oaxaca, Veracruz, Bassa California, Jalisco, Guanajuato e Morelos. Non ha precisato, tuttavia, quante delle vittime fossero candidate alle elezioni del prossimo 6 giugno.

Per cercare di arginare questo fenomeno, il governo ha presentato un piano per rafforzare la protezione dei rappresentanti politici minacciati. “Stiamo lavorando per fermare l’aumento di questi reati perché le organizzazioni criminali cercano di rafforzare le loro operazioni attraverso l’intimidazione e aumentare la loro influenza politica”, ha sottolineato il ministro durante la conferenza stampa del presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador. Da parte sua, il capo di Stato ha chiarito che, se necessaria, la protezione dei leader politici o dei candidati alle elezioni “dovrà essere volontaria” in modo da non essere considerata come una sorta di “interferenza” da parte del governo.

Rodríguez ha evidenziato che i candidati che corrono il maggior rischio di essere presi di mira dalla criminalità organizzata sono quelli di Guerrero, Jalisco, Michoacán, Morelos, Oaxaca, Sinaloa e Veracruz. Le forme di pressione più comuni sono l’omicidio, il rapimento, le minacce ai parenti, l’incendio delle abitazioni e l’estorsione. “Agiscono anche avvicinandosi ai candidati, entrando in contatto con attori politici dei partiti o governi locali e, prima del processo elettorale, offrono finanziamenti, donazioni o garantiscono protezione per le loro campagne”, ha spiegato il ministro.

Circa 94 milioni di messicani sono chiamati ad eleggere 500 membri della camera bassa, 15 dei 32 governatori statali, 30 congressi statali e migliaia di sindaci e altri funzionari locali alle prossime elezioni parlamentari e regionali. Secondo la società di consulenza Etellekt, durante la campagna per le elezioni del 2018, sono stati assassinati 153 politici, 48 dei quali aspiravano a una carica elettiva. È stato uno dei processi elettorali più violenti del Paese. Del totale di quei crimini, secondo Etellekt, almeno il 90% è rimasto impunito.

Oltre agli omicidi politici, un’altra delle piaghe del Messico è la questione del narcotraffico. A fine 2020, la Drug Enforcement Administration (DEA) degli Stati Uniti ha previsto che aumenterà le proprie attività in Messico nel corso di quest’anno. Secondo le informazioni del quotidiano Milenio, l’agenzia USA per il controllo degli stupefacenti e dei narcotici ha richiesto 1,5 milioni di dollari al Congresso degli Stati Uniti per la creazione di tre posizioni per agenti speciali negli uffici da essa dispiegati in Messico e Centro America. Ad oggi, 54 agenti operano in 10 uffici in Messico. Nella richiesta a cui hanno avuto accesso i media si segnala che “in queste regioni un aumento degli agenti migliorerà il coordinamento operativo con le controparti estere della DEA incaricate di far rispettare la legge attraverso indagini bilaterali”, anche per il sequestro di stupefacenti e lo sviluppo di fonti riservate nella regione.

L’agenzia richiede anche risorse per l’acquisto di un aereo King Air 350, da 9,2 milioni di dollari, che verrebbe utilizzato per attività di spionaggio per combattere i cartelli messicani sia nel Paese, sia in Colombia, Perù e Afghanistan. Sono velivoli che di solito vengono utilizzati per il trasporto di merci, personale della DEA e attività di sorveglianza, spiega l’agenzia. La DEA ha già 9 velivoli che sono stati utilizzati per catturare persone sospette in nazioni come Paraguay, Perù, Honduras e Guatemala. Le unità sono dotate di tecnologia di spionaggio nota come Intelligence Surveillance and Reconnaissance (ISR). Inoltre, si stima che risorse per 7,7 milioni di dollari USA finanzino cellule di polizia infiltrate dalla criminalità organizzata, note come Unità investigative sensibili che operano in Messico e America centrale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.