Congo: ucciso il magistrato che indagava sulla morte di Attanasio

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 14:48 in Italia Rep. Dem. del Congo

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Il 5 marzo, citando fonti locali, l’agenzia di stampa Fides, organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie, ha riferito la notizia dell’omicidio di William Assani, il magistrato che stava indagando sulla morte dell’Ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo, del carabiniere e del loro autista.  

La morte dell’uomo sembra essere avvenuta il 2 marzo, a seguito di un agguato avvenuto all’altezza di Katale, sull’asse stradale che collega Rutshuru a Goma. “Fonti locali dichiarano che stava tornando da una riunione a Goma, nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dell’area e in particolare sull’omicidio dell’Ambasciatore italiano e dei suoi due accompagnatori”, hanno riferito all’agenzia di stampa alcune fonti missionarie che operano nel Nord Kivu, nella regione orientale della Repubblica Democratica del Congo. In un comunicato, l’Organizzazione Non Governativa locale CEPADHO, Centro Studi per la Pace, la Democrazia e i Diritti Umani, ha poi confermato di “aver appreso con forte sgomento dell’assassinio del maggiore William Assani, magistrato presso il Tribunale militare di Rutshuru”.

Anche in questo caso i responsabili sembrano essere uomini armati, non identificati. Tuttavia, le stesse fonti aggiungono che una di queste persone è stata neutralizzata dall’esercito congolese. “Il Centro Studi per la Pace condanna con veemenza questo atto spregevole e barbaro, da considerarsi un vero sabotaggio alla magistratura, visto l’impegno e l’abnegazione che ha caratterizzato il Magistrato Militare nel Territorio di Rutshuru. La nostra Organizzazione, scioccata e scandalizzata per la morte del maggiore William Assani, sollecita le autorità perché avviino indagini credibili per trovare gli assassini, affinché gli autori di questo delitto non restino impuniti”, ha aggiunto l’ONG. 

L’ultima notizia di questo tipo nella regione risale al 28 febbraio, quando l’esercito del Paese Africano ha annunciato che presunti militanti delle Forze Democratiche Alleate (ADF) avevano ucciso almeno 10 civili in due attacchi notturni nella parte orientale del Paese. Tuttavia, in generale, la Repubblica Democratica del Congo (RDC), in particolare la parte orientale del Paese, è regolarmente colpita dalla violenza dei gruppi armati. Oltre 100 sono attualmente attivi nello Stato africano. Secondo il Kivu Security Tracker, le ADF, le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R) sono responsabili per oltre un terzo degli incidenti nel Paese e della metà dei civili che vengono uccisi. Tra questi gruppi, le ADF si distinguono per la loro mortalità, in quanto gli sono attribuibili il 37% delle uccisioni civili.

A proposito della morte dell’Ambasciatore italiano in RDC, Luca Attanasio, e del carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha più volte sottolineato che non sarà risparmiato “alcuno sforzo per arrivare alla verità” sulla tragica fine dei due uomini. Anche i due italiani erano in missione a Goma quando sono stati assalti. Inoltre, secondo quanto specificato dal ministro davanti alla Camera dei Deputati, il 24 febbbraio, tale missione si sarebbe svolta su invito delle Nazioni Unite. Anche il percorso in auto, a bordo di un convoglio del World Food Programme (WFP), diretto a visitare un progetto di sostegno per l’alimentazione scolastica, sarebbe stato predisposto dall’organizzazione. Per questo, il ministro italiano ha dichiarato di aver immediatamente chiesto al WFP a Roma e alle Nazioni Unite, riferendo direttamente con il segretario generale Antonio Guterres, di fornire un rapporto dettagliato sull’attacco al convoglio. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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