Blocco nelle relazioni tra Russia e Regno Unito, Lavrov incolpa Londra

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 10:12 in Russia UK

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Il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha dichiarato che lo stato delle relazioni tra Mosca e Londra è a un punto di congelamento. Durante un’intervista con la rivista Pensiero Russo, riportata dall’agenzia stampa RIA il 4 marzo, il ministro ha ricordato che negli ultimi anni il Governo britannico ha mantenuto una forte posizione anti-russa, accompagnata da un costante aumento della pressione sulle sanzioni. In particolare, Lavrov ha sottolineato che, dopo la Brexit, Londra ha preso provvedimenti contro funzionari e organizzazioni russe tre volte.

“A prescindere dalla loro adesione all’UE, le autorità britanniche hanno costantemente sferrato attacchi assolutamente ingiustificati contro di noi, usando la dura retorica anti-russa nello spazio pubblico. Di conseguenza, l’interazione bilaterale è in gran parte cessata, la fiducia è stata persa, lo ‘stato’ delle relazioni è al punto di congelamento”, ha affermato il ministro.

Ciò nonostante, Lavrov ha indicato che Mosca è pronta a lavorare con Londra sui meccanismi economici bilaterali. Di fatto, il ministro non ha nascosto che la Russia ha ripetutamente espresso interesse per l’espansione dei propri legami economici con il Regno Unito, indipendentemente dalla Brexit. “Da parte nostra, siamo pronti a riattivare i meccanismi bilaterali specializzati, tra cui il Comitato intergovernativo per il commercio e gli investimenti, e il dialogo ad alto livello sull’energia”, ha reso noto Lavrov.

In tale contesto, Mosca sta osservando attentamente la comunicazione tra Bruxelles e Londra per quanto riguarda l’interazione dopo la Brexit. “Crediamo che in futuro la Gran Bretagna manterrà la posizione di importante partner commerciale della Russia”, ha rilevato il ministro della Federazione. Nel 2020, il volume degli scambi bilaterali tra Londra e Mosca è stato pari a 26,6 miliardi di dollari, con un aumento del 53,6% rispetto al 2019.

Lasciare l’Unione europea non ha spinto il Regno Unito a normalizzare il dialogo con la Russia. Il 2 marzo, la Gran Bretagna ha accolto con favore la decisione dell’UE e degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro Mosca per il caso di Alexei Navalny. Secondo il ministro degli Esteri britannico, Dominique Raab, Londra continuerà a lavorare con i partner per “consegnare la Federazione Russa alla giustizia”.

A tal riguardo, il 5 marzo, l’agenzia Bloomberg ha informato che Stati Uniti e Gran Bretagna starebbero considerando di introdurre ulteriori sanzioni contro Mosca per l’uso di armi chimiche. Secondo le fonti dell’agenzia, i funzionari inglesi intendono insistere affinché l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) “continui a esercitare pressione sulla Russia” per rispondere al suo uso di sostanze proibite. Nelle prossime settimane, Londra discuterà potenziali misure con i principali alleati europei, tra cui Francia e Germania. Inoltre, qualora Mosca venisse giudicata colpevole di una grave violazione del divieto internazionale sulle armi chimiche, il presidente degli USA, Joe Biden, potrebbe prendere in considerazione l’imposizione di sanzioni sul debito sovrano del Paese, in cooperazione con l’UE, hanno riferito le fonti.

Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, le richieste di Washington per la distruzione di armi chimiche da parte di Mosca mancano di logica e di motivazioni, poiché la Russia ha da tempo rispettato tutte le disposizioni della Convenzione, e non possiede alcuna arma chimica.

Le tensioni tra Regno Unito e Russia si sono riaccese nel mese di luglio 2020. Dapprima, il 6 luglio, con l’imposizione di nuove sanzioni inglesi ai danni di 25 funzionari russi per violazione dei diritti umani, in connessione al maltrattamento e alla morte dell’avvocato Sergei Magnitsky. Successivamente, il 21 luglio, la Commissione parlamentare di Londra per l’Intelligence e la Sicurezza ha accusato Mosca di aver cercato di influenzare il referendum scozzese del 18 settembre 2014, nel quale gli elettori di Edimburgo avevano rifiutato l’indipendenza dal Regno Unito. Infine, la Gran Bretagna ha affermato che la Russia ha cercato di hackerare le peroprie ricerche sul vaccino contro il coronavirus.

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Mariela Langone

di Redazione

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