Afghanistan: la situazione nella provincia di Helmand

Pubblicato il 5 marzo 2021 alle 15:49 in Afghanistan Asia

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A seguito di una serie di offensive, nella provincia meridionale ci sono 5 distretti su 14 che sfuggono al controllo del Governo di Kabul. Quali sono i principali problemi dell’area, secondo le forze armate afghane

Funzionari locali hanno riferito che 4 dei 5 distretti di Helmand che sono sotto il controllo di militanti islamisti sono quelli di Musa Qala, Baghran, Disho e Khanashin. I talebani hanno lanciato una serie di offensive in altri 8 distretti della provincia, compresa la città di Lashkargah, a partire da ottobre 2020, a seguito delle quali alcuni territori sono caduti. Tuttavia, il governo ha schierato a Sud nuove forze, tra cui quella guidata dal generale Sadat, uno dei più giovani dell’Esercito afghano. 

“Noi riconquisteremo i territori, ma loro hanno perso i loro comandanti chiave e non possono recuperarli”, ha dichiarato il generale Sadat. “Pertanto, la situazione è a nostro favore sul campo di battaglia. Ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Le vittime delle forze di sicurezza si sono ridotte notevolmente, fino a zero, posso dire. Le vittime dei talebani sono aumentate”, ha aggiunto il generale. Sami Sadat, a capo del 215° corpo d’Armata di Maiwand dell’Esercito di Helmand, ha quindi sottolineato la necessità di una riforma delle forze di sicurezza, per prepararsi ad una nuova offensiva dei talebani, prevista in primavera. Il generale Sadat ha affermato che Helmand è uno dei principali hub talebani, dove si registra anche la presenza di al-Qaeda. Tuttavia, ha aggiunto che le sue forze armate sono preparate ad affrontare i militanti, se gli sforzi diplomatici non riusciranno a generare una riduzione delle violenze. 

Sadat, 35 anni, ha studiato in Polonia, Germania e Gran Bretagna e, oltre all’addestramento militare, ha approfondito studi in ambito gestionale ed amministrativo. Il generale Sadat ritiene che Helmand abbia un’importanza strategica dal punto di vista militare sia per il governo di Kabul sia per i talebani. Secondo lui, l’area è teatro di una serie di attività concatenate, che hanno a che fare con il traffico di droga, con i porosi confini con Iran e Pakistan e con la presenza di al-Qaeda. A tale riguardo, il generale ha evidenziato il fatto che al-Qaeda ha organizzato “molti centri di addestramento per i talebani a Helmand”. Secondo Sadat, la cooperazione tra talebani ed al-Qaeda è aumentata a Helmand nell’ultimo anno. 

Allo stesso tempo, alcuni ufficiali dell’esercito hanno affermato che i principali problemi che esistono tra le forze armate dell’area hanno a che fare con la corruzione, una pessima amministrazione, il ritardo nell’approvvigionamento in aree remote. Secondo gli stessi ufficiali, Sadat ha fatto progressi a Helmand negli ultimi due o tre mesi dalla sua nomina. “Prende parte alle operazioni lui stesso”, ha affermato Ezatullah Musazai, uno degli ufficiali dell’esercito. “Finora, ha risposto duramente al nemico e vedremo ulteriori risultati in futuro”, ha aggiunto Mohammad Yahya, un altro ufficiale dell’esercito.

L’Afghanistan è ormai quotidianamente colpito da attacchi letali, in un momento estremamente instabile per il Paese, che aveva avviato colloqui preliminari a futuri negoziati di pace intra-afghani, a partire dal 12 settembre 2020, che ora sembrano naufragare a seguito della riesamina dell’accordo tra Stati Uniti e talebani del 29 febbraio 2020, da parte della nuova amministrazione statunitense, guidata da Joe Biden. A tale proposito, è necessario sottolineare che le violenze erano già in aumento durante i colloqui per finalizzare tale intesa, durante i primi mesi del 2020. Tuttavia, l’instabilità del panorama afghano non aveva impedito la sottoscrizione dell’intesa, fortemente voluta dall’ex presidente degli USA, Donald Trump. In tale contesto, numerosi Paesi sono intervenuti chiedendo di fermare gli assalti che sconvolgono il Paese da anni. 

Tra questi, l’Iran sta monitorando da vicino la situazione in Afghanistan e, il 22 febbraio, l’ambasciata iraniana a Kabul ha condannato i recenti attacchi terroristici nel Paese, sottolineando che il ricorso al terrorismo mina la legittimità di chi commette tali crimini. In una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, l’ambasciata di Teheran a Kabul ha condannato le violenze e espresso solidarietà verso il popolo afghano. I diplomatici iraniani hanno quindi aggiunto che l’identità dei criminali sarà finalmente rivelata e i responsabili non rimarranno impuniti. Le dichiarazioni rappresentano una vicinanza tra i due Paesi che si è fatta sempre più concreta nelle ultime settimane. Il 26 gennaio, il mullah Abdul Ghani Baradar, vice leader dei talebani, si era recato in Iran con una delegazione, per discutere del processo di pace afghano.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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