Yemen: gli Houthi rivendicano un attacco contro Saudi Aramco

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 9:48 in Arabia Saudita Yemen

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Le milizie di ribelli sciiti Houthi hanno riferito, giovedì 4 marzo, di aver condotto un attacco missilistico contro un impianto della compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco, a Gedda, città situata sul Mar Rosso.

La notizia è stata riferita dal portavoce del gruppo, Yahya Sarea, sul proprio account Twitter, specificando che l’attacco, avvenuto all’alba di giovedì, è stato perpetrato per mezzo di un missile da crociera Quds-2. Come affermato dal portavoce, l’operazione, definita accurata, è da considerarsi una risposta “naturale e legittima” al perdurante assedio e alla continua aggressione contro la popolazione yemenita, da parte del Regno saudita. Quest’ultimo, sino ad ora, non ha ancora rilasciato commenti a riguardo.

La struttura bersagliata funge da deposito temporaneo per benzina, diesel e altri prodotti petrolchimici, i quali vengono immagazzinati lì prima della distribuzione. Aramco aveva chiuso la raffineria di Gedda, la cui capacità di produzione ammonta a circa 85.000 barili al giorno, alla fine del 2017, rendendola un hub di distribuzione per i prodotti petroliferi. L’impianto colpito è situato a pochi chilometri a Sud-Est dell’aeroporto internazionale King Abdulaziz di Gedda, il quale accoglie altresì numerosi pellegrini musulmani diretti a La Mecca. Motivo per cui, a seguito dell’attacco del 4 marzo, i voli in arrivo verso l’aeroporto nelle prime ore del mattino sono stati dirottati, come mostrato altresì dai dati forniti dal sito web FlightRadar24.com.

Da parte sua, la coalizione a guida saudita, la quale è impegnata nel conflitto yemenita a sostegno delle forze filogovernative affiliate al presidente legittimo, Rabbo Mansour Hadi, ha riferito di aver intercettato e distrutto, nella medesima giornata del 4 marzo, un missile balistico lanciato dai ribelli sciiti contro Jizan, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. A detta del portavoce della coalizione, il colonnello Turki al-Maliki, obiettivo degli Houthi era, ancora una volta, colpire oggetti e soggetti civili nei pressi di Khamis Mushait. Di fronte a tale scenario, le forze saudite, è stato aggiunto, continuano a impegnarsi per salvaguardare la popolazione, ai sensi del Diritto internazionale umanitario.

Risale al 23 novembre 2020 uno degli ultimi attacchi perpetrati dal gruppo sciita contro un impianto petrolifero di Saudi Aramco a Gedda. Tra gli episodi degli ultimi anni, si annovera, poi, quello del 14 settembre 2019, quando due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, sono stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli Houthi. L’impianto di Abaiq tratta la materia prima dell’oleodotto più grande al mondo, il gigante Ghawar, e lo esporta a Juaymah e Ras Tanura, l’impianto di carico a largo della costa, anch’esso, a sua volta, il maggiore a livello internazionale. Nonostante i ribelli abbiano dichiarato la propria responsabilità, gli Stati Uniti hanno sin da subito puntato il dito contro l’Iran, affermando di avere prove che attestano la provenienza dei droni da una base iraniana, situata al confine con l’Iraq.

Sebbene la maggior parte degli attacchi rivendicati dagli Houthi abbiano causato danni limitati e poche vittime, la loro frequenza ha talvolta turbato i mercati dell’energia e dei trasporti marittimi nel Golfo. A tal proposito, il 4 marzo il greggio Brent è salito dello 0,5% a 64,40 dollari al barile, estendendo i guadagni di quest’anno al 24%.

Il ruolo saudita nel panorama yemenita ha fatto sì che il Regno fosse più volte bersaglio di attacchi condotti dai ribelli Houthi, i quali, a loro volta, hanno messo in luce le offensive condotte dalla coalizione in Yemen. In tale quadro, già il 23 giugno 2020, il gruppo sciita aveva annunciato l’inizio di una “vasta operazione” volta a colpire i territori sauditi, a seguito della fine di una tregua unilaterale annunciata dalla coalizione il 9 aprile. È dal 26 marzo 2015 che l’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto yemenita per sostenere il presidente legato al governo legittimo, Hadi. In particolare, Riad guida una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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