UNHCR: truppe eritree ed etiopi accusate di crimini di guerra

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 15:35 in Eritrea Etiopia

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L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR) ha confermato le gravi violazioni di diritti umani commesse nella regione del Tigray, in Etiopia, dichiarando che potrebbero costituire crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

In base a quanto emerso da un comunicato ufficiale, il capo dell’UNHCR, Michelle Bachelet, ha sottolineato la necessità urgente di aprire un’indagine indipendente sull’attuale situazione del conflitto nella regione settentrionale del Tigray.  Le dichiarazioni di Bachelet sono arrivate a seguito della pubblicazione di documento redatto da Amnesty International (AI) il 26 febbraio, il quale ha mostrato che tra il 19 e il 19 novembre 2020, le truppe eritree che operano nella città etiope di Axum hanno commesso una serie di violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, compresa l’uccisione di centinaia di civili. A queste rivelazioni si è aggiunto un report del Governo statunitense, reso noto al pubblico il 26 febbraio dal New York Times, che ha stabilito che i militari etiopi e i combattenti ad essi affiliati stanno effettuando una campagna sistematica di pulizia etnica nel Tigray e in particolare nella parte occidentale, confinante con la regione di Amhara.

Secondo l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, più parti del conflitto sono state identificate come possibili responsabili di tali abusi, comprese le forze di difesa nazionale etiopiche, il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), le forze armate eritree, le forze regionali di Amhara e le milizie alleate. Nel comunicato si legge: “Le vittime e i sopravvissuti a queste violazioni non devono vedersi negati i loro diritti alla verità e alla giustizia”. In questo contesto, Bachelet ha espresso la preoccupazione che le violazioni possano continuare impunemente. In aggiunta, Bachelet ha informato che il suo ufficio è riuscito a reperire informazioni riguardo a dei bombardamenti indiscriminati nelle città di Mekelle, Humera e Adigrat, avvenuti nel novembre 2020, oltre a delle segnalazioni di gravi violazioni e abusi dei diritti umani, compresi i massacri ad Axum e Dengelat.

 Bachelet ha esortato il Governo etiope, che al momento non ha ancora risposto alla dichiarazione delle Nazioni Unite, a concedere al suo ufficio e ad altri investigatori dell’ONU l’accesso al Tigray “per stabilire i fatti e attribuire leresponsabilità, indipendentemente dall’affiliazione di questi ultimi”. Il capo dell’UNHCR ha anche espresso preoccupazione per le detenzioni dei giornalisti e dei traduttori che lavorano per le agenzie di stampa nel Tigray. Tuttavia, Al Jazeera English informa che sono stati tutti rilasciati il 3 marzo.

 Il 4 novembre 2020, il Governo federale etiope ha dichiarato guerra al Tigray People’s Liberation Front (TPLF), iniziando un violento conflitto dell’omonima regione settentrionale del Tigray, uno dei 10 Stati federali semi-autonomi organizzati secondo linee etniche in Etiopia. Il Tigray ospita principalmente il popolo tigrino che costituisce circa il 6% della popolazione etiope. I tigrini sono stati a lungo molto influenti e dominanti nel Paese, controllando il Governo per tre decenni. Le fortune del TPLF sono diminuite da quando Abiy è salito al potere nel 2018, dopo che anni di proteste antigovernative hanno costretto il suo predecessore, Hailemariam Desalegn, a dimettersi. Sotto Abiy, i leader del Tigray si sono lamentati di essere ingiustamente presi di mira nei procedimenti per corruzione, rimossi dalle posizioni di vertice e ampiamente considerati come capri espiatori per i problemi del Paese.

Nel novembre 2019, il primo ministro e il presidente del Fronte Democratico Rivoluzionario Popolare Etiope hanno unificato i partiti costituenti della coalizione di Governo, istituendo il cosiddetto Partito della prosperità. Il TPLF ha considerato illegale questa fusione, pertanto non ha partecipato. La faida tra il Governo e il TPLF è diventata più intensa dopo che il Tigray ha tenuto le proprie elezioni a settembre, sfidando il Governo di Abiy che ha rinviato le elezioni nazionali a causa della pandemia. Di conseguenza, l’esecutivo ha stabilito che il Governo del Tigray era illegale e, in cambio, il Tigray ha detto di non riconoscere più l’amministrazione di Abiy.

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Julie Dickman

di Redazione

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