Svezia: un uomo ferisce otto persone con un coltello, si indaga per terrorismo

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 8:31 in Europa Svezia

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Almeno otto persone sono rimaste ferite dopo essere state attaccate da un uomo armato di ascia, il 3 marzo, nella città di Vetlanda, nel Sud della Svezia. Sebbene in un primo momento si sia pensato ad un tentato omicidio, la polizia locale non ha escluso l’ipotesi terrorismo.

L’episodio si è verificato intorno alle 15:00. A tale ora, la polizia locale ha ricevuto alcune segnalazioni di un uomo con “un’arma affilata” che stava aggredendo diverse persone nel centro della cittadina, in una zona affollata situata nei pressi della stazione ferroviaria. L’attentatore, un uomo di circa venti anni, ha colpito otto volte prima di essere fermato. Egli è stato sparato alla gamba e arrestato dalle forze di polizia, mentre i feriti, due dei quali versano in gravi condizioni, sono stati trasportati in ospedale. Stando a quanto riferito dalle autorità regionali, sulla base delle informazioni fornite dall’ospedale di Jonkopin, due delle vittime hanno riportato ferite più lievi.

Al momento, sono ancora sconosciute le motivazioni che hanno spinto il ventenne ad agire, ma sia il primo ministro svedese, Stefan Lofven, sia la polizia non escludono che possa essersi trattato di un attentato terroristico. Si pensa che l’attentatore, la cui identità non è stata ancora rivelata, abbia agito da solo , lanciandosi all’assalto dei passanti armato di ascia o coltello. In realtà, la polizia non ha fornito particolari dettagli sul tipo di arma impiegata. Dopo essere rimasto anch’egli ferito, l’uomo è stato portato in ospedale, ma, come affermato dal capo della polizia locale, Jonas Lindell, non risulta essere in gravi condizioni, e le forze di polizia contano di interrogarlo quanto prima. Inoltre, sono stati gli stessi agenti ad affermare che l’attentatore era già noto per reati minori. 

Per il premier si è trattato di un “atto atroce” a cui far fronte “combinando le forze” della nostra società. Lofven ha poi esortato  tutti a “inviare un pensiero alle persone colpite dalla violenza e agli uomini e alle donne dell’assistenza sanitaria, della polizia e del comune che lavorano per prendersi cura dei feriti e ripristinare la sicurezza”. Il governo, inoltre, ha riferito di essere in costante contatto con le forze di sicurezza, mentre l’agenzia di sicurezza interna svedese, SAPO, sta lavorando al caso. “Valutano continuamente se ci sono motivi per adottare misure di miglioramento della sicurezza e sono pronti a farlo se necessario”, ha affermato il primo ministro in una nota.

Vetlanda, situata a circa 190 km a sud-Est di Goteborg, la seconda maggiore città della Svezia, e la cui popolazione ammonta a circa 13.000 abitanti, è stata descritta come una cittadina tranquilla. Uno degli attacchi terroristici verificatosi in Svezia negli ultimi anni, che ha ricevuto maggiore eco, risale al 7 aprile 2017. In tale data, a Stoccolma, un camion si è scagliato contro la folla presso Drottninggatan – Queen Street, una strada nel centro della capitale, uccidendo 4 persone e ferendone 15. L’attentatore, il 39 uzbeko, Rakhmat Akilov, dopo aver abbandonato la scena dell’incidente, è stato rintracciato e arrestato dalla polizia l’8 aprile, presso Marsta, a Nord di Stoccolma. Il quotidiano svedese The Local aveva reso noto che il terrorista aveva rivelato agli agenti di polizia di “essere felice di ciò che aveva fatto” e di aver “compiuto ciò che doveva”, in riferimento all’attacco. Le indagini hanno poi rivelato che Akilov, operaio edile, padre di quattro figli, e simpatizzante dell’ISIS, aveva fatto richiesta di asilo in Svezia nell’ottobre 2014, ma la sua domanda era stata rigettata e, nel giugno 2016 era stata emessa un’ordinanza di allontanamento dal Paese entro quattro settimane. Oltre a non presentarsi alla polizia per effettuare un rimpatrio volontario, Akilov ha fatto perdere le proprie tracce. Le forze di sicurezza hanno riferito di aver rintracciato uno scambio di messaggi tra l’attentatore e un simpatizzante ceceno dell’ISIS sia prima, sia dopo l’attacco.

Il Global Terrorism Index 2020 ha posto la Svezia alla 63esima posizione tra i 163 Paesi in cui è stato analizzato l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 2.892. Inoltre, il Paese è stato incluso tra coloro che hanno registrato un notevole miglioramento, riportando il minor livello in materia di attività terroristica dei sei anni precedenti. Secondo quanto riportato nel Country Report on Terrorism 2019, il livello della minaccia terroristica in Svezia non ha subito particolari cambiamenti nel 2019 rispetto all’anno precedente, il 2018. Tuttavia, i “gruppi xenofobi e suprematisti bianchi” stavano aumentando di dimensioni e collaboravano più frequentemente tra loro. Alla fine del 2019, il livello di allerta nazionale rimaneva al Livello 3, ovvero minaccia elevata senza nessuna prova di pianificazione, su una scala di 5. Il governo, da parte sua, ha continuato a profondere sforzi nella lotta al terrorismo, proponendo un progetto di legge che criminalizzerebbe la collaborazione con organizzazioni terroristiche e un altro progetto che autorizzerebbe l’accesso delle forze dell’ordine ai dati crittografati su computer e dispositivi mobili. In tale quadro, il Paese scandinavo è un membro della coalizione internazionale anti-ISIS, e, oltre a essere considerato un leader nel sostegno umanitario alle comunità colpite dallo Stato Islamico, ha schierato circa 70 addestratori militari in Iraq a sostegno di tale coalizione. Parallelamente, la Svezia è un membro del Financial Action Task Force (FATF), e detiene lo status di osservatore in diversi altri organi regionali, quali la Caribbean Financial Action Task Force, la Financial Action Task Force of Latin America e la Middle East and North Africa Action Task Force. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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