Nave da guerra tedesca nel Mar Cinese Meridionale, Pechino commenta

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 10:13 in Cina Germania

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La Germania ha rivelato, il 2 marzo, che nel mese di agosto 2021 invierà in Asia una sua nave da guerra, che attraverserà anche il Mar Cinese Meridionale nella fase di ritorno. Il giorno successivo, il Ministero Affari Esteri di Pechino ha affermato che ogni Paese è libero di sorvolare e solcare il Mar Cinese Meridionale nel rispero della legge internazionale, purché ciò non venga utilizzato come scusa per danneggiare la sicurezza e la sovranità territoriale dei Paesi che si affacciano sulle sue coste.

Alcuni funzionari dei Ministeri degli Esteri e della Difesa della Germania hanno rivelato l’invio in Asia nel mese di agosto prossimo di una nave da guerra tedesca. Al contempo, però, Berlino ha specificato che, durante il suo passaggio nel Mar Cinese Meridionale, l’imbarcazione transiterà a 12 miglia nautiche di distanza da qualsiasi territorio, comprese isole e scogliere cinesi presenti nel bacino. L’ultimo passaggio di una nave da guerra tedesca nel Mar Cinese Meridionale risale al 2002.

Il 3 marzo, il Dipartimento di Stato degli USA ha accolto con favore la notizia chiedendo a Berlino di sostenere la regione dell’Indo-Pacifico e “l’ordine internazionale basato su regole”. In Europa, dopo la Francia, la Germania è stato il secondo Paese a definire ufficialmente una “strategia per la regione dell’Indo Pacifico”, nel mese di settembre 2020. L’obiettivo dichiarato di Berlino è quello di diventare “un attore e partener creativo” nella regione che contribuirà alla salvaguardia dell’ordine internazionale basato su leggi.

 

Lo stesso 3 marzo, anche il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha commentato la notizia, ricordando la necessità di tutelare la sovranità territoriale dei Paesi che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale. In precedenza, lo stesso Wang aveva affermato che, per la Cina, non vi fosse alcun problema rispetto ad operazioni di passaggio marittime o aeree in tali acque e aveva dichiarato di rispettare la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale. La Cina aveva specificato di opporsi, invece, a quei Paesi che utilizzano la scusa della cosiddetta “libertà di navigazione” per minacciare la sovranità e la sicurezza della Cina, così come pace e stabilità regionali.

Di recente, gli USA hanno intensificato la propria presenza nelle acque del Mar Cinese Meridionale. Lo scorso 17 febbraio, ad esempio, il cacciatorpediniere statunitense USS Russell ha solcato le acque nei pressi delle isole Spratly, eseguendo un esercizio di libertà di navigazione. Le isole di tale arcipelago sono rivendicate in toto dalla Cina e in parti diverse dal Vietnam, dalla Malesia, dalle Filippine, da Taiwan e dal Brunei. Al momento, tali isole sono parzialmente occupate da Vietnam, Cina, Malesia, Filippine e Taiwan e Pechino occupa militarmente 9 scogliere.

Oltre agli USA, anche la Francia ha lanciato una serie di iniziative per aumentare la propria presenza nella regione dell’Indo Pacifico. Rispetto al Mar Cinese Meridionale,  lo scorso 8 febbraio, Parigi aveva inviato il sottomarino d’attacco nucleare Émeraude e la nave di sostegno Seine della Marina francese nel Mar Cinese Meridionale, per “affermare che la legge internazionale è l’unica ad essere valida, qualunque sia il mare attraversato”. 

Per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti. In tale quadro, gli USA hanno respinto le rivendicazioni di Pechino, accusandola di aver adottato un atteggiamento aggressivo nei confronti degli altri contendenti, e hanno promesso sostegno ai propri partner e alleati regionali per contrastare le azioni cinesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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