La Lituania apre un ufficio di rappresentanza a Taiwan

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 12:32 in Cina Repubbliche Baltiche Taiwan

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Il Ministero dell’Economia e dell’Innovazione della Lituania ha annunciato, il 3 marzo, che il proprio Paese aprirà un ufficio di rappresentanza a Taiwan entro la fine del 2021. L’obiettivo dichiarato della Lituania sarà rafforzare e diversificare la propria diplomazia nella regione asiatica. Il 4 marzo, la Cina  ha chiesto il rispetto del principio “una sola Cina”.

L’ultima mossa della Lituania rischia di peggiorare le relazioni del Paese europeo con Pechino, insieme alla quale fa parte del summit “17+1”. Quest’ultimo è un raggruppamento creato nel 2012, tra la Cina e 17 Paesi dell’Europa centro-orientale, con l’obiettivo di fornire nuove alternative per l’economia.

Il 4 marzo, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha affermato la Cina si oppone risolutamente all’istituzione di organi ufficiali a Taiwan. Wang ha quindi chiesto che venga rispettato il principio “una sola Cina”.

Nella stessa giornata dell’annuncio dell’apertura dell’ufficio commerciale a Taiwan, il ministro degli Esteri della Lituania, Gabrielius Landsbergis, ha poi dichiarato che il proprio Paese non ha avuto pressoché “alcun beneficio” dal summit 17+1. Landsbergis ha chiarito che ciò non significa che la Lituania abbandonerà il gruppo ma che intende riflettere su quale sia il modo “utile” per costruire una relazione con la Cina. Intanto, a febbraio, la commissione Affari Esteri del Parlamento di Vilnius ha approvato una risoluzione per sostenere l’eventuale abbandono del summit 17+1 da parte della Lituania.

Secondo alcuni analisti citati da South China Morning Post, le parole del ministro potrebbero anticipare un abbandono da parte di Vilnius del summit 17+1. All’interno del Paese la questione sembrerebbe appurata ma resterebbe aperta la problematica di coordinarsi con gli altri Paesi baltici, ovvero l’Estonia e la Lettonia. Le motivazioni che secondo tali analisti avrebbero fatto allontanare il Paese dalla Cina sarebbero stati gli scarsi risultati della partecipazioni lituana sia al summit 17+1, sia al progetto delle Nuove Vie della Seta, oltre ad un peggioramento rispetto alla questione dei diritti umani in Cina e alla percezione di rischi di sicurezza.

L’ultimo incontro del summit 17+1 risale allo scorso 9 febbraio, quando il presidente cinese, Xi Jinping, aveva promesso di potenziare il commercio e gli investimenti nell’area centro-orientale dell’Europa, così come di fornire vaccini. In tale occasione, la Lituania, insieme a Estonia, Lettonia, Bulgaria, Romania e Slovenia non avevano inviato i leader dei rispettivi governi all’evento ma rappresentanti di minor livello. Prima del 9 febbraio, la Lettonia e la Cina poi avevano assistito ad un altro momento di incomprensione dopo che la prima aveva messo impedito all’azienda cinese Nuctech di rifornire tre aeroporti. Quest’ultima è di proprietà dello Stato cinese e si occupa della fabbricazione di apparecchiature per i controlli di sicurezza.

Rispetto all’apertura di un ufficio commerciale a Taiwan, la Lithuania non sarebbe il primo membro del gruppo 17+1 a farlo. In precedenza, anche la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia e la Slovacchia avevano aperto missioni a Taiwan. In ogni caso, la mossa potrebbe infastidire Pechino che potrebbe imporre conseguenze economiche per tale scelta come fatto in precedenza con altri Paesi. Tuttavia, i danni per Vilnius potrebbero essere limitati visto che la Lituania e la Cina hanno un interscambio commerciale dal valore di 500 milioni di dollari e che la Cina non è un grande investitore nel Paese baltico. Nei primi tre trimestri del 2020 il flusso di investimenti dalla Cina alla Lituania si è attestato a 10,58 milioni di dollari.

Per la Cina, Taiwan è una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, ma a Taipei, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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