La Guayana accusa: caccia venezuali nel suo spazio aereo

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 20:37 in America Latina Venezuela

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La Guyana ha dichiarato, nella serata di mercoledì 3 marzo, che due caccia venezuelani sarebbero entrati nel suo spazio aereo, circondando un’area posta al confine tra i due Paesi, prima di tornare nel proprio territorio. L’incidente sarebbe solo l’ultimo dei tanti che caratterizzano la disputa di confine tra le due nazioni sudamericane.

Caracas sostiene che gran parte della Guyana orientale sia compresa nel suo territorio, una dichiarazione fortemente respinta da Georgetown. Il conflitto tra i due Stati è esploso negli ultimi anni, quando le autorità guianesi hanno iniziato a sviluppare riserve di petrolio vicino all’area contesa.

Il Ministero degli Esteri della Guyana ha reso noto, in una dichiarazione pubblicata il 3 marzo, che due caccia Sukhoi SU 30 dell’esercito venezuelano avrebbero sorvolato la comunità di Eteringbang e una vicina pista di atterraggio lungo il confine tra i due Paesi ad “un’altitudine molto bassa di 1500 piedi”, intorno alle ore 13:20 di martedì 2 marzo. I due aerei avrebbero fatto il giro una volta prima di tornare in Venezuela, ha aggiunto la dichiarazione. “Il governo della Guyana condanna questo ultimo atto di aggressione da parte delle forze armate venezuelane ritenendole una violazione della sovranità guianese nello spazio aereo sopra il suo territorio”, afferma il comunicato, aggiungendo che il gesto indica che Caracas “sarebbe pronta a usare aggressioni e intimidazioni per costringere la Guyana a cedere il suo patrimonio”. Il Ministero dell’Informazione venezuelano non ha immediatamente risposto alle richieste di commento.

L’incidente arriva dopo che, il 25 gennaio, una nave della Marina venezuelana aveva trattenuto due barche della Guyana accusate di praticare attività di pesca illegale nella zona economica esclusiva (ZEE) del Venezuela. Le ZEE sono aree marittime in cui i Paesi hanno diritti speciali per quanto riguarda l’esplorazione e l’uso delle risorse marine. Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, a inizio marzo, ha emesso un decreto che crea una “Strategic Zone for the Development of the Atlantic Facade” in un’area che, secondo la Guyana, comprenderebbe la sua ZEE e le sue acque territoriali. 

Un mese fa, il 2 febbraio, tra i due Paesi si era parlato per la prima volta di conflitto armato. Il governo del Venezuela aveva espresso la sua condanna alle dichiarazioni del presidente della Guyana, Irfaan Alí, il quale aveva affermato che avrebbe mantenuto la totale rottura dei rapporti con il vicino orientale, fino a quando i due pescherecci sequestrati da Caracas per violazione delle acque territoriali non sarebbero stati restituiti. “Il Venezuela respinge duramente ed energicamente le sfortunate parole del presidente della Guyana, pronunciate il 30 gennaio 2021, con le quali cerca di fabbricare ragioni per un conflitto nella regione, apertamente prive di verità e aderenza al diritto internazionale”, aveva scritto il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, sul suo account Twitter. Nelle sue dichiarazioni, Alí aveva chiesto l’immediato rilascio dell’equipaggio e delle navi e aveva affermato di essere disposto a parlare con Maduro solo se le imbarcazioni fossero state riconsegnate alla Guyana e l’incontro non avesse affrontato la disputa territoriale sull’Essequibo. Si tratta di un’area di circa 160.000 chilometri quadrati ad Ovest dell’omonimo fiume. Entrambe le nazioni sudamericane rivendicano diritti di sovranità sulla regione, per la quale il governo di Georgetown ha intentato una causa dinanzi alla Corte internazionale di giustizia. In diverse occasioni, il Venezuela ha respinto la competenza della Corte a ricevere il ricorso presentato dalla Guyana in relazione alla controversia e ha chiesto di affrontare la questione attraverso negoziati bilaterali nell’ambito dell’Accordo di Ginevra. Le tensioni sull’Essequibo iniziarono nel 1899, quando l’arbitrato di Parigi assegnò la regione contesa all’Impero Britannico, che la incorporò nell’allora colonia della Guyana britannica, divenuta indipendente nel 1966. 

La pressione nell’area si accumula ormai da oltre un mese. L’8 gennaio, la Guyana Defense Force ha riferito in un comunicato che insieme alla Guardia Costiera degli Stati Uniti avrebbe partecipato alla prima di una serie di esercitazioni congiunte sulla costa del Paese. Tali manovre militari, tenutesi tra l’11 e il 20 gennaio, sono state definite “una minaccia” per la sicurezza nazionale del Venezuela. Lo stesso 8 gennaio Maduro ha annunciato la creazione di un nuovo territorio sulla costa atlantica con l’obiettivo di proteggere gli spazi continentali, marini, sottomarini, insulari, lacustri e fluviali, nonché suolo e sottosuolo, aria, spazi continentali, insulari e marittimi, e le risorse che queste aree contengono, provocando l’ira della sua controparte guyanese.

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Chiara Gentili

di Redazione

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