La Corea del Sud e le criptovalute

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 13:25 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Sud sta assistendo ad una seconda ondata di popolarità delle criptovalute e del mercato azionario tra la popolazione di varie fasce d’età. Secondo un’analisi proposta da The Diplomat il 3 febbraio, questo potrebbe incoraggiare il governo di Seoul a dotarsi di una propria valuta digitale nazionale.

Secondo dati relativi al mese di marzo 2021, in Corea del sud, gli utenti delle due maggiori applicazioni per smart phone di criptovalute sono triplicati in tre mesi, raggiungendo un totale di 2 milioni di persone. La metà dei sud-coreani che hanno utilizzato criptovalute appartengono a fasce d’età tra i quaranta e i cinquant’anni. Quest’ultimo dato farebbe supporre che l’utilizzo di tali forme di scambio di denaro starebbe diventando ampiamente diffuso tra la società in generale. Nel 2018, le criptovalute avevano assistito ad un primo momento di popolarità in Corea del Sud soprattutto ma tra le fasce di popolazione di età compresa tra i venti e i trent’anni.

La Corea del Sud starebbe poi assistendo ad un diffuso e crescente interesse nazionale della popolazione per il mercato azionario. In precedenza, tale settore era trattato con diffidenza dalla popolazione ma, ad oggi, la presenza della cosiddetta generazione dei “millennials”, ovvero di coloro nati tra gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, nel mercato azionario è in aumento.

Secondo The Diplomat, le due tendenze si spiegherebbero per il fatto che,  dopo la diffusione del coronavirus e l’adozione di politiche di stimolo all’economia in Corea del Sud, sono cresciuti l’inflazione, i prezzi nel mercato immobiliare mentre vi è stata una stagnazione nei salari. Di fronte a tali circostanze, le fasce della popolazione tra i 40 e i 50 anni e i millennials  hanno cercato nelle criptovalute e negli investimenti azionari entrate aggiuntive.

Tuttavia, il governo Sud-coreano sarebbe ancora spaventato da alcuni aspetti legati alle criptovalute e alle azioni, quali i loro crescenti tassi di interesse. Tra i segnali di rischio finanziario vi sarebbe proprio l’’aumento dei mutui e dei prestiti d’investimento in azioni che ha caratterizzato il 2020. Oltre a questo, al momento, tre tra le principali banche Sud-coreane non eseguono transazioni in criptovaluta per più motivi. Innanzitutto, queste ultime sarebbero rischiose per quanto riguarda riciclaggio di denaro, fughe di dati e attacchi informatici. In secondo luogo, le criptovalute sarebbero estremamente volativi ed estremamente incompatibili con la “natura conservatrice” di regolatori finanziari e banche.

Nonostante le preoccupazioni, però, il Ministero dell’Economia e delle Finanze di Seoul ha annunciato misure per regolare il settore. Lo scorso 22 febbraio, la Corea del Sud ha deciso di tassare gli investitori i cui guadagni superano i 2.260 dollari del 20% a partire dal 2022. Allo stesso modo, anche investitori nel settore del retail vedranno i propri profitti tassati a partire dal 20223 per valori superiori a 44.000 dollari. Infine, la Bank of Korea ha annunciato un progetto pilota per testare la valuta digitale della banca centrale (CBDC) che sarà sottoposta alla sua regolamentazione. Così facendo Seoul ha fatto un passo in avanti verso la legalizzazione della moneta digitale e si è allineata con attori internazionali, quali USA, Unione europea, India, Svezia, Giappone e Cina. Quest’ultima in particolare è stata il Paese che ha finora maggiormente investito sulla moneta nazionale digitale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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