Gruppi paramilitari dell’Irlanda del Nord sospendono l’accordo di Belfast

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 19:42 in Irlanda del Nord UK

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Il 3 marzo, i gruppi paramilitari lealisti dell’Irlanda del Nord hanno comunicato al primo ministro britannico, Boris Johnson, di aver temporaneamente ritirato il sostegno all’accordo di pace del Venerdì Santo del 1998, a causa delle crescenti preoccupazioni relative all’accordo sulla Brexit. 

Nonostante abbiano promesso un’opposizione “pacifica e democratica”, un avvertimento di questo tipo ha causato un forte aumento della pressione su Johnson, sulla sua controparte irlandese, Micheal Martin, e sull’UE. L’accordo di pace del 1998, noto anche come accordo di Belfast, ha messo fine a tre decenni di violenza tra nazionalisti a maggioranza cattolica, a favore di un’Irlanda unita e gli unionisti protestanti, o lealisti, che volevano che l’Irlanda del Nord rimanesse parte del Regno Unito. I paramilitari lealisti, tra cui l’Ulster Volunteer Force, l’Ulster Defense Association e il Red Hand Commando, si sono detti preoccupati per l’interruzione del commercio tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito, a causa dell’accordo sulla Brexit.

“I gruppi lealisti stanno ritirando il loro sostegno all’accordo di Belfast”, hanno scritto in una lettera del 3 marzo a Johnson firmata dal presidente del Loyalist Communities Council, David Campbell, vista dall’agenzia di stampa Reuters. Una lettera simile è stata inviata al leader irlandese e le copie sono state recapitate al vicepresidente della Commissione Europea, Maros Sefcovic. I gruppi paramilitari hanno affermato di essere determinati a portare avanti una pacifica opposizione unionista al Protocollo dell’Irlanda del Nord, parte del Trattato sulla Brexit del 2020, ma hanno aggiunto un avvertimento. “Per favore, non sottovalutate la forza dei sentimenti su questo tema in tutta la famiglia unionista”, riferisce la lettera. “Se voi o l’UE non siete pronti a onorare la totalità dell’accordo, allora sarete responsabili della distruzione permanente dell’accordo”, continua il testo. La missiva aggiunge che i gruppi non sarebbero tornati a rispettare l’accordo fino a quando i loro diritti non fossero stati ripristinati e il protocollo dell’Irlanda del Nord non fosse stato modificato per garantire il commercio senza restrizioni tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito.

Il commercio attraverso il confine terrestre nel territorio dell’isola irlandese è stata una delle questioni più controverse dei negoziati sulla Brexit. Alla fine, Londra ha accettato che l’Irlanda del Nord rimanesse nel mercato unico dell’UE e nel territorio doganale, mentre il resto del Regno Unito ne è uscito il primo gennaio di quest’anno. Ciò significa che non sono richiesti controlli sulle merci che attraversano il confine terrestre irlandese, ma sono necessari sulle merci che viaggiano tra l’Irlanda del Nord e l’Inghilterra, la Scozia o il Galles. I supermercati britannici nell’Irlanda del Nord hanno per il momento un periodo di grazia di tre mesi, fino a fine marzo, per adattare i loro sistemi di controllo doganale. Tuttavia, alcuni punti vendita nordirlandesi stanno avendo gravi carenze di prodotti freschi solitamente importati dalla Gran Bretagna e temono che la situazione possa peggiorare.

L’intesa di Belfast, nota anche come accordo del Venerdì Santo, ha messo fine a decenni di violenze che hanno coinvolto repubblicani irlandesi, lealisti britannici e forze armate inglese, causando la morte di oltre 3.000 persone. I gruppi lealisti hanno abbandonato la lotta armata nel 1998 e la violenza residua è stata in gran parte portata avanti da gruppi nazionalisti dissidenti che si sono opposti all’intesa, come la Nuova IRA. Tuttavia, la Brexit ha sconvolto l’equilibrio politico nella regione. Le autorità dell’Irlanda del Nord hanno temporaneamente sospeso i controlli veterinari e ritirato il personale di frontiera dai porti a seguito dell’apparizione di minacciosi graffiti che indicavano i lavoratori portuali come obiettivi di possibili attacchi. Le imprese dell’Irlanda del Nord hanno nel frattempo avvertito delle estreme difficoltà di fronte alle nuove incombenze burocratiche derivanti dalla Brexit. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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