Discriminazioni contro gli attivisti e la comunità LGBT in Ghana

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 17:13 in Africa Ghana

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In un comunicato ufficiale, Amnesty International (AI), un’organizzazione che tutela i diritti umani, ha condannato le continue discriminazioni contro gli attivisti e la comunità LGBT in Ghana.

Le dichiarazioni di Amnesty International sono arrivate dopo che, il 24 febbraio, le autorità ghanesi hanno fatto irruzione negli uffici dell’associazione LGBT+ Rights Ghana, aperta il 31 gennaio nella capitale, Accra. Il centro, volto a tutelare i diritti della comunità LGBT nel Paese, è stato poi chiuso definitivamente. In questo contesto, AI ha esortato il Governo del Ghana a porre immediatamente fine alla discriminazione contro le persone LGBT e a proteggere coloro che difendono i loro diritti.

Ad oggi, in Ghana, i rapporti omosessuali tra uomini sono criminalizzati nella sezione 104 (1) (b) del codice penale. Stando a quanto riferito da Amnesty International, i media ghanesi hanno riferito che il presidente, Nana Akufo-Addo, ha dichiarato a un raduno religioso che la legalizzazione del matrimonio omosessuale non avverrà mai sotto la sua presidenza. Secondo le informazioni ottenute da AI, la chiusura dell’ufficio di LGBT+ Rights Ghana è stata preceduto da una protesta di alcuni leader religiosi e politici che hanno chiesto pubblicamente la chiusura di tale associazione.

Aperta il 31 gennaio, la sede di LGBT+ Rights è stata affittata da un locatore che, stando a quanto riferito dalla fonte, ha denunciato l’organizzazione alle autorità, sostenendo di non tollerare attività a sostegno dei diritti delle persone LGBTnella sua proprietà. Inoltre, l’associazione LGBT+ Rights ha informato che, pochi giorni dopo l’apertura della sede, alcuni leader conservatori hanno minacciato di bruciare l’ufficio e che la polizia non ha fatto nulla per tutelare gli attivisti.

Nel suo comunicato, Amnesty International ha ribadito il suo appello alle autorità del Ghana affinché riconoscano pubblicamente la legittimità e “l’importante lavoro dei difensori dei diritti umani”, compresi gli attivisti che tutelano idiritti LGBT. Inoltre, AI ha ricordato al Governo ghanese che organizzazioni di questo genere hanno il diritto di svolgere le loro attività senza alcuna discriminazione o paura di rappresaglie, come stabilito dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Difensori dei Diritti Umani del 1998.

 Amnesty International ha anche voluto sottolineare che la Commissione Africana per i Diritti Umani ha adottato la risoluzione del 2014, la quale chiede agli Stati membri, tra cui il Ghana, di garantire che i difensori dei diritti umani lavorino in un ambiente favorevole, privo di stigma e processi penali a seguito delle loro attività di protezione dei diritti umani.

Secondo Human Rights Watch, almeno due agenzie governative, le forze di polizia del Ghana e la Commissione per i diritti umani e la giustizia amministrativa (CHRAJ), hanno tentato di venire incontro alla comunità LGBT, ad esempio fornendo seminari di formazione sui diritti umani per aiutare a garantire la loro protezione. Ciononostante, le persone LGBT sono molto spesso vittime di violenze fisiche, abusi psicologici, estorsioni e discriminazioni in tutto il Paese.

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Julie Dickman

di Redazione

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