Cina: prima al mondo per richieste di nuovi brevetti

Pubblicato il 4 marzo 2021 alle 11:36 in Asia Cina

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La Cina è stata il Paese che ha richiesto il maggior numero di brevetti a protezione della proprietà intellettuale nel 2020. Tale dato è emerso da un documento rilasciato il 2 marzo dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (WIPO) e intitolato “Relazione sui brevetti internazionali, i marchi registrati e i disegno industriali”.

La WIPO ha affermato che, nel 2020, a dispetto degli enormi danni in termini economici e umani determinati dalla pandemia di coronavirus, le richieste di brevetti internazionali sono continuare a crescere, toccando nuovi record. Ciò ha provato, secondo la WIPO, che l’innovazione globale è progredita a dispetto della pandemia. In particolare, nonostante un calo del PIL mondiale del 3,4% il numero di brevetti richiesti è aumentato del 4% rispetto al 2019, raggiungendo le 275.900 richieste. I dati hanno poi evidenziato anche un altro trend che riguarda la globalizzazione delle attività di innovazione. Nel caso specifico dell’Asia, ad esempio, le richieste provenienti dal continente hanno rappresentato il 53,7% del totale, crescendo del 35,7% rispetto a dieci anni fa.

Nel caso specifico della Cina, nel 2020, il volume delle richieste di brevetti ha registrato una crescita del 16,1%, continuando ad attestarsi al primo posto al mondo, con un totale di 68.720 richieste. Al secondo posto si sono, invece, classificati gli Stati Uniti che hanno fatto 59.230 domande, in aumento rispetto all’anno precedente del 3%. Gli USA sono poi stati seguiti dal Giappone, con 50.520 richieste e un aumento annuo del 4,1%, dalla Corea del Sud con 20.060 domande e una crescita del 5,2% anno su anno e dalla Germania con 18.643 richieste, in diminuzione del 3,7% rispetto al 2019. Altri Paesi in cui le domande di brevetti internazionali sono aumentate sono stati l’Arabia Saudita, la Malesia, il Cile, Singapore e il Brasile.

Per quanto riguarda le aziende, nel 2020, il primato nelle richieste di brevetti è stato per il quarto anno consecutivo del gigante cinese Huawei che ha presentato 5.464 domande. Al secondo posto si è poi collocata la Sud-coreana Samsung seguita dalla giapponese Mitsubishi e dalle Sud-coreane LG Electronics e Qualcomm.  Dal punto di vista delle istituzioni universitarie, invece, la classifica delle richieste di brevetti è stata dominata dalla statunitense University of California, seguita dal Massachusetts Institute for Technologies, al secondo posto, e dalla Shenzhen University della Cina al terzo. La classifica prosegue poi con le cinesi Tsinghua University e Zhejiang University. Dal punto di vista della composizione, invece, la maggior parte delle richieste di brevetti hanno riguardato tecnologie informatiche (9,2%), comunicazioni digitali (8,3%), tecnologie mediche (6,6%), macchine elettriche (6,6%) e di misurazione (4,8%).

In concomitanza alla crescita nelle richieste di brevetti internazionali, quelle di marchi registrati hanno avuto un calo, che era stato previsto, per la prima volta dalla crisi finanziaria globale 2008, pari allo 0,6% con 63.800 richieste. Solitamente, a tali domande corrispondono l’uscita di nuovi prodotti o servizi, il cui sviluppo è al momento in una fase di rallentamento a causa della pandemia. Per quanto riguarda, infine, le richieste per la protezione delle opere di disegno industriale nel 2020, anch’esse hanno avuto un calo per la prima volta dal 2006 del 15% rispetto all’anno precedente, con un totale di 18.580 domande.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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