Yemen: Washington sanziona due leader Houthi

Pubblicato il 3 marzo 2021 alle 9:30 in USA e Canada Yemen

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Gli Stati Uniti, il 2 marzo, hanno imposto sanzioni contro due leader delle milizie sciite Houthi, ritenuti essere responsabili degli attacchi contro l’Arabia Saudita, la popolazione civile e le imbarcazioni che navigano nel Mar Rosso.

Gli individui sanzionati sono il comandante delle forze aeree Houthi, Ahmad al-Hamzi, e il comandante delle forze di difesa navale e costiera del gruppo sciita, Mansur al-Saadi. A detta del Dipartimento del Tesoro statunitense, questi avrebbero acquistato armi dall’Iran, da impiegare nei “complessi” attacchi transfrontalieri, oltre ad essere tra i responsabili della pianificazione degli attentati. “Oggi, gli Stati Uniti si stanno attivando per rispondere a comportamenti simili”, ha affermato il Dipartimento di Stato USA in una dichiarazione, aggiungendo che Washington si impegna a perseguire i responsabili di quelle azioni maligne perpetrate da Ansar Allah, nome con cui si fa riferimento al gruppo sciita, le quali sono alla base del perdurante peggioramento del conflitto yemenita. Già il 28 febbraio, il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, aveva condannato un attacco transfrontaliero contro i territori dell’Arabia Saudita, presumibilmente effettuato dagli Houthi.

Mansour Al-Saadi, altresì noto come Sajjad, oltre ad essere il “supervisore” delle forze navali Houthi, è considerato la mente degli attacchi perpetrati a danno delle rotte del commercio internazionale. Il comandante, stando alle informazioni trapelate, ha ricevuto una “intensa” formazione in Iran e ha svolto un ruolo nel contrabbandare armi iraniane in Yemen. Tra le sue specializzazioni, si annovera il piantare mine navali e la preparazione di imbarcazioni con trappole esplosive, sotto la supervisione e la guida di esperti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana (IRGC) e di Hezbollah. Al-Saadi proviene dall’area di Fout Maran, nel Governatorato di Saada, una delle roccaforti più rilevanti per i ribelli Houthi, ed è stato definito tra i più stretti collaboratori del leader del gruppo sciita, Abdul-Malik al-Houthi, mentre si pensa abbia legato molto anche con Teheran. In tale quadro, Al-Saadi faceva parte dell’equipaggio della nave iraniana Jihan, fermata al largo della costa yemenita, nel 2012, dopo aver scoperto che stava trasportando armi e materiale esplosivo inviato dall’Iran alle milizie ribelli.

Circa l’altro comandante sanzionato, al-Hamzi, non sono circolate particolari informazioni. Al momento, si sa che anch’egli proviene dal governatorato di Saada e che non aveva rivestito alcun ruolo ufficiale prima di essere nominato a capo delle forze aeree Houthi, all’inizio del 2019. Dopo aver ricevuto addestramento in Iran, si presume che al-Hamzi sia stato scelto proprio per facilitare il lavoro degli esperti dell’IRGC e di Hezbollah, i quali sovrintendono all’assemblaggio e al contrabbando di aerei da combattimento e droni. Il predecessore di al-Hamzi, Ibrahim al-Shami, ritenuto essere tra i “leader di spicco”, era stato ucciso in “circostante misteriose”, ma, secondo alcune fonti, era stato precedentemente estromesso dalle stesse milizie Houthi, per motivi tuttora sconosciuti.

A seguito dell’insediamento del nuovo presidente USA, Joe Biden, alla Casa Bianca, Washington si è detta determinata a svolgere un ruolo più attivo nel porre fine al conflitto yemenita, scoppiato a seguito del colpo di Stato Houthi, del 21 settembre 2014. Al contempo, però, come affermato da Biden, gli Stati Uniti sono consapevoli delle minacce poste contro l’Arabia Saudita, la quale continua a far fronte ad attacchi missilistici e per mezzo di droni, perpetrati da forze sostenute dall’Iran. Motivo per cui, gli USA si sono impegnati a continuare a sostenere Riad e a fornirle sostegno per far sì che questa possa difendere la propria sovranità e integrità territoriale, oltre che alla sua popolazione. 

Il 16 febbraio, le milizie Houthi sono state rimosse dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere e da quella degli Specially Designated Global Terrorist (SDGT). Come affermato precedentemente dal segretario di stato USA, Antony Blinken, i responsabili degli attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita saranno designati come terroristi individualmente. Era stata la precedente amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, ad annunciare la classificazione del gruppo sciita, altresì noto come Ansar Allah, come un’organizzazione terroristica internazionale. La mossa, però, ha sollevato crescenti preoccupazioni a livello internazionale, riguardanti soprattutto un eventuale esacerbarsi della situazione umanitaria in Yemen, il che ha portato Joe Biden a rivedere la decisione del suo predecessore. In tale quadro, già il 25 gennaio, gli Stati Uniti avevano temporaneamente sospeso il divieto di transazioni che coinvolgono gli Houthi, il quale avrebbe implicato congelare i beni del gruppo sciita legati agli Stati Uniti e l’interruzione di transazioni e trasferimenti bancari con banche e istituzioni statunitensi. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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