Vaccini Covid: Colombia primo Paese americano a riceverli tramite il COVAX

Pubblicato il 3 marzo 2021 alle 7:14 in America Latina Colombia

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La Colombia è stato il primo Paese del continente americano a ricevere una spedizione di vaccini contro il coronavirus attraverso il programma COVAX, sostenuto dalle Nazioni Unite. Lo Stato dell’America Latina ha ottenuto, lunedì primo marzo, 117.000 dosi del vaccino Pfizer-BioNTech. L’arrivo della spedizione nella capitale, Bogotà, è avvenuto pochi giorni dopo l’anniversario del primo caso rilevato nell’America del Sud.

La Colombia è stata una delle nazioni più colpite della regione, registrando oltre 2,25 milioni di casi e quasi 60.000 decessi correlati al coronavirus. “La giornata di oggi segna una pietra miliare molto importante perché COVAX effettua la sua prima consegna nell’emisfero occidentale e il primo Paese a riceverla è proprio la Colombia”, ha affermato in una nota il presidente Ivan Duque.

Il programma COVAX, ovvero il COVID-19 Vaccines Global Access Facility, mira a garantire che le persone più vulnerabili al mondo siano vaccinate e che i Paesi a basso e medio reddito abbiano un accesso equo ai vaccini. Tuttavia, l’iniziativa è stata ostacolata a causa di una fornitura globale di dosi estremamente limitata e per via di problemi logistici. Sebbene miri a fornire 2 miliardi di dosi quest’anno, attualmente il programma ha accordi legalmente vincolanti solo per diverse centinaia di milioni di dosi.

“L’arrivo significa che più operatori sanitari e popolazioni ad alto rischio possono iniziare ad essere vaccinate”, ha affermato in un comunicato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La pandemia di COVID-19 può finire solo se la vaccinazione avviene in modo equo e sono davvero felice di vedere le dosi di vaccino in Sud America e in altre regioni questa settimana grazie a COVAX”, ha aggiunto.

L’Organizzazione Panamericana della Sanità ha dichiarato che prevede di aumentare l’accesso ai vaccini in America Latina attraverso il programma delle Nazioni Unite e ha annunciato piani per portare circa 280 milioni di vaccini nelle Americhe e nei Caraibi entro la fine dell’anno. L’organizzazione ha ribadito, in una dichiarazione rilasciata lunedì primo marzo, che 36 Paesi della regione riceveranno i vaccini Pfizer-BioNTech e quelli di AstraZeneca attraverso l’iniziativa COVAX. Di questi, 26 lo faranno attraverso i propri fondi mentre 10 riceveranno i vaccini gratuitamente. Si prevede che Perù, El Salvador e Bolivia otterranno i vaccini Pfizer-BioNTech come parte della “prima ondata” di spedizioni COVAX, ha sottolineato l’organizzazione panamericana nella sua dichiarazione.

La Colombia ha iniziato la sua campagna di vaccinazione contro il COVID-19 il mese scorso. Il governo ha dichiarato che mira a vaccinare 35 milioni di persone quest’anno, tra cui centinaia di migliaia di migranti e rifugiati venezuelani che attualmente vivono nel Paese.

Il vaccino porta speranza dopo circa un anno di coronavirus in Colombia, una nazione che ha una popolazione di circa 50 milioni di persone. “Oggi inizia un nuovo capitolo, in cui questa pandemia viene sconfitta. Questo capitolo inizia con una vaccinazione di massa, sicura, efficace e gratuita in tutto lo Stato”, ha dichiarato il presidente Duque mentre assisteva alla prima iniezione del siero nel suo Paese, il 17 febbraio. La prima fase delle vaccinazioni colombiane andrà a beneficio del personale sanitario e degli anziani ultra 80enni. Il governo prevede di immunizzare un milione di persone durante il primo mese di vaccinazioni, che ha descritto come la più grande sfida per la salute pubblica nella storia del Paese.

Dal 17 febbraio, la Colombia ha dato il via al suo piano volto a immunizzare 35,2 milioni di persone con sieri acquisiti attraverso una serie di accordi bilaterali e attraverso il meccanismo COVAX, sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Per ora, le dosi arrivate in Colombia sono quelle del vaccino Pfizer e della cinese SinoVac. Il Paese ha anche approvato il vaccino anti Covid della Oxford-AstraZeneca con procedura di autorizzazione all’uso di emergenza. Lo ha reso noto il direttore dell’autorità sanitaria nazionale (INVIMA), Julio Cesar Aldana, il 24 febbraio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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