Le Filippine comprano i missili “killer di portaerei” dall’India

Pubblicato il 3 marzo 2021 alle 10:28 in Filippine India

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Le Filippine riceveranno dall’India forniture di strumentazioni belliche di vario genere, che comprendono anche i missili da crociera BrahMos, secondo quanto annunciato dalle autorità di Manila il 2 marzo.

In tale data, il Dipartimento di Difesa delle Filippine ha annunciato che il sottosegretario filippino alla Difesa, Raymund Elefante, e l’ambasciatore indiano a Manila, Shambu Kumaran, hanno firmato un accordo di attuazione, che prevede la fornitura di materiale di difesa e di equipaggiamenti militari dall’India alle Filippine. Alla cerimonia della firma, il segretario alla Difesa delle Filippine, Delfin Lorenzana, ha dichiarato che l’accordo del 2 marzo fornirà una guida per i due Paesi firmatari nel campo delle politiche e delle procedure per l’approvvigionamento in materia di difesa e fornirà un quadro legale di riferimento per le modalità di appalto governo-governo.

Lorenzana ha poi affermato: “Stiamo comprando missili da crociera BrahMos”, senza, però, aggiungere dettagli. I BrahMos sono i missili da crociera supersonici più veloci al mondo e sono stati realizzati dalla BrahMos Aerospace, una jointventure istituita dall’India e dalla Russia nel 1998, in territorio indiano. Il suo nome è un omaggio a due fiumi dei Paesi coinvolti, ovvero il Brahmaputra e il Moskva. Dal punto di vista tecnico, i missili possono essere lanciati da sottomarini, navi, aerei o da piattaforme terrestri, hanno una portata di 400 km e possono trasportare testate convenzionali fino ad un peso massimo di 300 kg. I BrahMos sono equipaggiati con tecnologie di tipo stealth, con sistemi di guida avanzati e viaggiano ad una velocità tre volte superiore a quella del suono. Grazie a tali caratteristiche, è pressoché impossibile che i loro target possano sfuggire loro o che possano intercettarli. Nell’ambiente della difesa, l’ordigno è conosciuto come “il killer di portaerei”.

Le Filippine avevano manifestato la propria intenzione di armarsi con i BrahMos già dal 2019. Nel mese di dicembre di tale anno, lo stesso Lorenzana aveva annunciato che Manila si stesse preparando all’acquisto di due batterie di missili BrahMos nel quadro del Programma di modernizzazione 2018-2022 delle Forze armate delle Filippine. Lorenzana aveva annunciato che il contratto d’acquisto sarebbe stato firmato tra il primo e secondo trimestre del 2020. Tuttavia, l’emergenza determinata dalla diffusione della pandemia di coronavirus ha imposto un ritardo rispetto a tali scadenze, spostandole ad inizio 2021. Oltre a questo, nel corso del 2020, anche problematiche economiche avevano determinato uno stallo nella fornitura del sistema missilistico indo-russo alle Filippine. Secondo quanto riferito da media indiani, di fronte a tali difficoltà, il governo di Nuova Delhi aveva quindi aperto una linea di credito a quello di Manila per un valore di circa 100 milioni di dollari.

Come sottolineato da Straits Times, il sistema missilistico BrahMos potrebbe incrementare la potenza di fuoco dell’Esercito filippino di fronte alle minacce ai propri domini territoriali marittimi, poste soprattutto da Pechino nel Mar Cinese Meridionale.

Cina e Filippine hanno rivendicazioni di sovranità concorrenti nelle acque del Mar Cinese Meridionale, che rappresentano il principale punto di attrito nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi. Nel 2013, le Filippine avevano denunciato la Cina alla Corte internazionale di giustizia per la costruzione di un’isola artificiale su alcune isole contese, che erano state militarizzate e dove erano stati depositati anche alcuni missili cinesi. Sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 10 dicembre 1982, il tribunale dell’Aia aveva invalidato le rivendicazioni della Cina con una sentenza emessa il 12 luglio 2016. Pechino, oltre ad essersi rifiutata di partecipare all’intero processo, aveva definito il suo esito uno scandalo e per tanto non lo ha mai preso in considerazione. Per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, in particolare, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero.

Di recente, le preoccupazioni di Manila sono poi crescite da quando, il primo febbraio scorso, è entrata in vigore la “Legge della Guardia costiera della Repubblica Popolare Cinese”. In base all’articolo 22 di tale testo, laddove si verificassero minacce imminenti alla sovranità nazionale, ai diritti sovrani e a quelli di giurisdizione cinesi in mare, la Guardia costiera della Cina avrà il diritto di “adottare tutte le misure necessarie”, compreso l’utilizzo delle armi. La legge prevede poi anche il diritto per la Guardia costiera cinese di distruggere strutture erette da altri Paesi nelle isole o scogliere rivendicate da Pechino e di ispezionare navi straniere che operano nelle acque che rientrano all’interno della propria giurisdizione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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