Germania: a rischio sorveglianza il partito di estrema destra AfD

Pubblicato il 3 marzo 2021 alle 19:39 in Europa Germania

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Il servizio di intelligence nazionale tedesco (BfV) ha formalmente posto sotto sorveglianza il partito di ultradestra Alternativa per la Germania (AfD) accusandolo di sostenere posizioni “estremiste” che potrebbero costituire una minaccia per la democrazia. Lo ha riferito il quotidiano tedesco Der Spiegel, sottolineando che il partito rappresenta per i servizi interni un “caso sospetto”, le cui azioni cercherebbero di danneggiare la Costituzione del Paese. Se confermata, questa notizia significherebbe una pesante battuta d’arresto per l’AfD, che si approccia alle elezioni di settembre con sondaggi che già prevedono una perdita di sostegno causata dall’opposizione alle misure di blocco imposte durante la pandemia di coronavirus.

Un’effettiva decisione dell’agenzia di intelligence tedesca sul monitoraggio del partito a livello nazionale comporterebbe la sorveglianza di tutti i suoi leader e dei suoi deputati nella camera bassa del Bundestag. “Non siamo stati informati di alcuna manovra per aumentare le attività di sorveglianza contro di noi”, ha dichiarato il parlamentare dell’AfD Stefan Keuter. “Ma se questo fosse il caso, lo combatteremo in tribunale”, ha aggiunto. Il partito di estrema destra è entrato in Parlamento quattro anni fa, attirando quegli elettori che si opponevano alla decisione della cancelliera tedesca, Angela Merkel, di accogliere, nel 2015, più di un milione di rifugiati e richiedenti asilo. L’AfD possiede legislatori in tutte le 16 assemblee regionali della Germania. È stato oggetto di pesanti critiche da parte degli altri partiti, i quali sostengono che la sua retorica contribuisca ad un’atmosfera di odio che incoraggia la violenza politica.

Il co-leader dell’AfD, Joerg Meuthen, ha dichiarato che intende eliminare dal partito i membri sospettati di nutrire simpatie nei confronti dei gruppi di estrema destra dalla linea più dura e ha affermato che vorrebbe renderlo più appetibile per una parte più ampia dell’elettorato tedesco. Il Consiglio centrale degli ebrei in Germania ha accolto con favore la notizia. “La politica distruttiva dell’AfD mina le nostre istituzioni democratiche e scredita la democrazia tra i cittadini”, si legge in una nota dell’ente, che continua: “L’agenzia di intelligence nazionale ha fatto il passo giusto e necessario”.

I servizi segreti nazionali, nel 2019, avevano avviato una revisione del programma politico e dei discorsi dell’AfD con l’obiettivo di stabilire se fossero necessarie maggiori attività di sorveglianza, come intercettazioni delle comunicazioni del partito e controllo dei finanziamenti. L’AfD, tuttavia, aveva citato in giudizio il governo e, due anni fa, un tribunale tedesco aveva impedito all’intelligence di designare pubblicamente il partito come un “caso su cui indagare” in quanto ciò lo avrebbe posto in una posizione di svantaggio alle elezioni. La corte aveva però respinto la petizione dell’AfD che impediva al BfV di condurre una revisione di intelligence del più grande partito di opposizione del Parlamento nazionale. Il caso è ancora in corso in tribunale. Il mese scorso, i servizi interni hanno riferito al tribunale amministrativo della città occidentale di Colonia che non avrebbero monitorato i legislatori dell’AfD nei parlamenti nazionale, regionale ed europeo finché il caso non fosse stato sciolto. Il BfV, pertanto, rinuncerà per ora a mettere sotto controllo deputati del partito a livello regionale, federale ed europeo, così come i candidati alle elezioni di settembre 2021, limitandosi in caso ai membri del partito di livello inferiore.

Dopo che quattro anni fa è diventato il primo partito dichiaratamente anti-immigrazione ad entrare nel Parlamento tedesco, l’AfD diventa ora il primo partito ad essere sottoposto a monitoraggio dalla fine dell’era nazista, nel 1945. Una portavoce del BfV ha rifiutato di commentare, citando l’esistenza di un caso giudiziario sull’argomento. “L’agenda è chiara. Prima siamo un “caso su cui indagare”, ora un “caso sospetto” e sotto sorveglianza. Ad un certo punto ci sarà una richiesta per bandire il nostro partito”, ha detto Alexander Gauland, leader parlamentare dell’AfD. “Questa, grazie a Dio, sarà una decisione per la Corte costituzionale e non per il BfV”, ha aggiunto. Gauland e il co-leader dell’AfD, Tino Chrupalla, hanno dichiarato in una conferenza stampa di aver appreso della decisione, riportata per la prima volta dalla rivista Der Spiegel, dai resoconti dei media. I due hanno poi accusato i servizi interni di aver tentato di ridurre le loro possibilità alle elezioni nazionali di settembre.

L’AfD ha registrato il 12,6% di sostegno alle votazioni federali del 2017 diventando il terzo partito più grande del Bundestag. Tuttavia, il suo sostegno è sceso a circa il 9% nei recenti sondaggi. Quattro anni fa, il governo tedesco non è riuscito a mettere al bando il Partito democratico nazionale neonazista (NPD), che aveva vinto una manciata di seggi in una serie di assemblee statali regionali. La Corte costituzionale ha stabilito che, sebbene assomigliasse al partito nazista di Adolf Hitler, era troppo debole per mettere in pericolo la democrazia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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