USA: sanzioni contro la Russia per il tentato omicidio di Navalny

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 17:18 in Russia USA e Canada

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Il 2 marzo, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ai danni di individui ed entità russe per l’avvelenamento del rappresentante dell’opposizione, Alexei Navalny. 

I funzionari dell’amministrazione statunitense, guidata da Joe Biden, parlando con i giornalisti durante una videoconferenza, hanno riferito che la decisione di imporre queste sanzioni è stata presa in coordinamento con l’Unione Europea. Questi hanno ribadito la richiesta della Casa Bianca di rilasciare Navalny, che si trova attualmente in prigione. Le misure punitive rappresentano una risposta a ciò che i funzionari hanno definito un tentativo russo di “assassinare Navalny”, un’accusa che la Russia ha più volte negato. Uno dei funzionari che ha annunciato la notizia ha aggiunto che gli USA non stanno cercando di deteriorare, ma nemmeno di intensificare, le relazioni tra Washington e Mosca. “Riteniamo che gli Stati Uniti e i nostri partner debbano essere chiari e imporsi quando il comportamento della Russia supera i limiti rispettati dalle nazioni responsabili, e crediamo che questi debbano essere chiari”, ha aggiunto il funzionario. 

Il 44enne Navalny è uno tra i principali critici del presidente russo, Vladimir Putin. Il 20 agosto 2020, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk, città siberiana in cui si era recato per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali di settembre, a Mosca, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, Navalny è stato poi portato a Berlino dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha poi passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che l’avvelenamento fosse avvenuto attraverso un agente nervino sviluppato dalla Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando le sue accuse con alcune prove raccolte dal gruppo di ricerca Bellingcat e con registrazioni telefoniche che incriminerebbero una delle persone incaricate del suo assassinio. Tali accuse sono state respinte in toto da Mosca che si è altresì rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio. 

Dopo aver lasciato la Germania, al suo arrivo in Russia il 17 gennaio scorso, Navalny è stato arrestato in connessione a quelle che le autorità hanno definito “gravi violazioni” di una sentenza di detenzione sospesa, ricevuta nel 2014. Molti Paesi occidentali hanno sostenuto che la Russia abbia architettato le accuse a carico di Navalny. La Corte Europea per i diritti umani, ad esempio, ha affermato che si sia trattato di una mossa politica, sostenendo la posizione espressa dello stesso Navalny. Il predecessore di Biden, l’ex presidente Donald Trump, non aveva imposto alcun tipo di misura contro la Russia per il “caso Navalny”. Tuttavia, Biden ha adottato un approccio più duro con il presidente russo Vladimir Putin e ha affermato di aver intenzione di collaborare con gli alleati storici degli USA, in riferimento ai Paesi europei. 

Il 2 febbraio Navalny è stato condannato a quasi tre anni di carcere per aver violato la libertà vigilata e, il 20 febbraio, è stata bocciata la sua richiesta di appello. L’uomo è stato giudicato colpevole anche di calunnia per aver diffamato un veterano della Seconda guerra mondiale ed è stato multato di 11.500 dollari. In particolare, Navalny avrebbe definito “traditori e lacchè corrotti” i personaggi apparsi in un video di sostegno alle riforme costituzionali che hanno consentito a Putin di poter avere altri due mandati alla guida del Paese e, per questo, è stato multato. Navalny ha riferito al tribunale che tali accuse fossero un espediente per distrarre le persone dalle sue domande su Putin e suoi suoi alleati. 

A proposito delle sanzioni europee, Mosca ha accusato il blocco dell’UE di essere mosso da “stereotipi anti-russi”, a causa dei quali prima viene presa una decisione politica e, in seguito, si cercano “arbitrariamente” candidati per metterla in pratica. La dichiarazione ha altresì indicato che le nuove misure si inseriscono in un quadro di “aggravamento senza precedenti” di informazioni anti-russe relative alla visita nel Paese dell’Alto rappresentante europeo per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, la quale ha attirato diverse critiche da Bruxelles. Per il Ministero russo, dunque, le nuove misure si spiegano come una “compensazione” al presunto danno di immagine dell’UE di fronte alla comunità diplomatica.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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