USA-Messico: incontro “virtuale” tra presidenti

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 20:38 in Messico USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha incontrato, in videoconferenza, il suo omologo messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, lunedì primo marzo. Il leader della Casa Bianca, nel corso del vertice, ha sottolineato che il successo del Messico è cruciale per il continente e che il Paese è un vicino fondamentale per Washington. 

In un lungo colloquio in cui i due capi di Stato hanno discusso principalmente di immigrazione, coronavirus e rapporti commerciali, Biden ha aperto il dialogo ricordando alla controparte le sue quattro visite effettuate in Messico come vicepresidente. “Gli Stati Uniti e il Messico sono più forti quando stanno insieme”, ha detto all’inizio della videoconferenza. “Questo anche se non sono stati vicini perfetti gli uni per gli altri”, ha aggiunto, sottolineando comunque che durante l’amministrazione Obama, il Paese è stato considerato dagli Stati Uniti “alla pari”.

Lopez Obrador ha ringraziato Biden per aver ricordato l’esistenza di un rapporto basato sul rispetto reciproco e ha evidenziato i profondi legami culturali, storici e commerciali tra i due Paesi. “È importante per il Messico e dobbiamo continuare a cooperare per un ulteriore sviluppo basato sull’indipendenza e l’autonomia, potenziando ciò che i nostri popoli significano per noi”, ha detto il presidente messicano all’omologo degli Stati Uniti. Quello di lunedì primo marzo è stato il secondo incontro bilaterale di Biden con un leader straniero da quando è diventato presidente, il 20 gennaio. Il primo incontro è stato con il premier canadese Justin Trudeau.

I colloqui Biden-Lopez Obrador sono arrivati dopo quattro anni di tumultuose relazioni tra gli USA e il Messico sotto l’ex presidente Donald Trump, che ha chiuso il confine statunitense impedendo la migrazione, ha stracciato l’accordo commerciale Nafta tra Stati Uniti, Messico e Canada, e ha etichettato gli immigrati messicani come trafficanti di droga e “stupratori”. I flussi migratori e il commercio sono stati dunque gli argomenti al centro del vertice di lunedì. All’incontro virtuale si sono uniti anche i massimi funzionari diplomatici, della sicurezza e dell’immigrazione di entrambe le parti.

In una dichiarazione congiunta dopo il vertice, i due leader hanno concordato di lavorare insieme sugli sforzi di sviluppo economico nel Messico meridionale e nell’America centrale, due aree molto impoverite, nonché zone di origine della maggior parte dei migranti irregolari che cercano di entrare negli Stati Uniti. I due presidenti hanno anche deciso di lavorare insieme per combattere la pandemia di Covid-19, per rafforzare la cooperazione economica e affrontare insieme il cambiamento climatico, secondo quanto si legge nella dichiarazione.

Messico e Stati Uniti condividono un confine poroso, di quasi 3.200 km, centinaia di miliardi di dollari di scambi commerciali all’anno e un gran numero di spostamenti legali giornalieri. La frontiera, tuttavia, è anche oggetto di un enorme attraversamento illegale di centinaia di migliaia di richiedenti asilo, che cercano di entrare negli USA, nonché di grandi quantità di traffico illecito di droga da Sud a Nord. “Entrambi i leader hanno riconosciuto i numerosi contributi dei migranti alla forza economica, alla diversità culturale e allo spirito innovativo degli Stati Uniti e del Messico”, afferma il comunicato, che continua: “I due presidenti si sono impegnati in politiche di immigrazione che riconoscano la dignità dei migranti e l’imperativo di una migrazione ordinata, sicura e regolare ”.

La dichiarazione non ha riportato nulla di specifico su come dovrebbe procedere la cooperazione riguardo alla pandemia di coronavirus. Il Messico ha uno dei più alti numeri di vittime per Covid-19 al mondo, dopo gli Stati Uniti e il Brasile, e ha un disperato bisogno di una fornitura più ampia di vaccini. Alla domanda che chiedeva se Washington avrebbe inviato vaccini in Messico, Biden ha risposto: “Ne parleremo”.

Il presidente statunitense avrà bisogno dell’aiuto di Lopez Obrador per invertire la politica di repressione di Trump sull’immigrazione senza per questo incoraggiare un nuovo ed ingestibile flusso di richiedenti asilo. Il nuovo segretario di Washington alla sicurezza nazionale, Alejandro Mayorkas, ha dichiarato, lunedì primo marzo, che si sta impegnando a riunire i bambini migranti separati dai loro genitori e che avrà bisogno dell’assistenza del Messico. “L’obiettivo è sostituire la crudeltà della passata amministrazione con un processo di immigrazione ordinato, umano e sicuro”, ha affermato Mayorkas.

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Chiara Gentili

di Redazione

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