Turchia-Afghanistan: 100 anni di relazioni diplomatiche

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 6:00 in Afghanistan Turchia

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La Turchia e l’Afghanistan hanno celebrato 100 anni di relazioni diplomatiche, il primo marzo. Il occasione della ricorrenza, il ministro degli Esteri afghano, Mohammad Haneef Atmar, ha sottolineato la necessità di un “consenso regionale” sul processo di pace afghano.

Durante la cerimonia che si è tenuta a Kabul per ricordare l’anniversario in questione, Atmar ha affermato che la Turchia ha avuto un ruolo chiave nella lotta contro il terrorismo e negli sforzi per la pace in Afghanistan, dopo il 2001, e dovrebbe mantenere tale ruolo anche in futuro. Inoltre, in risposta ad una domanda sulla sua possibile rimozione dal Ministero e sull’ipotesi di formare un nuovo esecutivo temporaneo, in cui includere i talebani, Atmar ha risposto che il Governo sta agendo sulla base di un accordo politico e che la priorità nel Paese rimane assicurare la pace. Nel frattempo, l’ambasciatore turco a Kabul, Oğuzhan Ertuğrul, ha affermato di sperare nella fine delle violenze e ha dichiarato Ankara continuerà a cooperare con Kabul, poiché gli sviluppi nel Paese sono strettamente correlati alla sicurezza e alla stabilità di tutta la regione. 

Anche il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, si è collegato in videoconferenza all’evento e ha dichiarato: “Continuiamo a contribuire alla sicurezza dei nostri fratelli e sorelle con i nostri soldati che operano all’interno della missione NATO fornendo addestramento e supporto all’equipaggiamento delle forze di sicurezza afghane”. Cavusoglu ha quindi aggiunto che i soldati turchi rimarranno nel Paese “finché vorranno i nostri fratelli afgani”. Per promuovere la pace, le autorità di Ankara hanno quindi sottolineato l’importanza di garantire lo sviluppo economico dell’Afghanistan, suggerendo di trasformare Kabul nel “centro dei progetti di connettività della regione”, sfruttando la sua posizione strategica “nel cuore dell’Asia”. 

Parlando poi del centenario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra Turchia e Afghanistan, Cavusoglu ha affermato che la storia e la cultura comuni hanno plasmato i legami tra i due Paesi. Sottolineando che entrambe le nazioni sono state l’una accanto all’altra nei periodi più difficili, il ministro turco ha ricordato che Ankara ha sostenuto l’Afghanistan durante il primo periodo della Repubblica, dopo la fondazione della Turchia, nel 1923. Cavusoglu ha poi evidenziato il fatto che molti insegnanti, medici e ufficiali turchi hanno aiutato nella costruzione delle sue istituzioni moderne tra il 1920-1960. Per fornire un esempio, ha ricordato il medico turco Kamil Urga, che “ha servito l’Afghanistan per 17 anni e ha gettato le fondamenta di quella che ora è la Facoltà di Medicina di Kabul”. Affermando che due Paesi “cooperano strettamente” su piattaforme internazionali e meccanismi multilaterali, Cavusoglu ha affermato che Ankara e Kabul hanno anche lavorato insieme nella lotta al terrorismo. Il ministro ha quindi riferito che, con uno sguardo al futuro, la Turchia ha aperto più di 100 scuole e fornito borse di studio a 4.000 studenti afgani. Infine, il ministro turco e Amir Mohammad Ramin, ambasciatore afghano in Turchia, hanno piantato due abeti rossi nel giardino del Ministero degli Esteri di Ankara, a simboleggiare la fratellanza tra le due nazioni. 

Le relazioni diplomatiche tra la Turchia e l’Afghanistan furono stabilite con la firma dell’Accordo di Alleanza Turchia-Afghanistan il primo marzo 1921. L’ambasciata turca a Kabul fu quindi la prima rappresentanza diplomatica ad essere inaugurata in Afghanistan dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1919. Successivamente, l’Afghanistan è stato il secondo Paese a riconoscere la Repubblica di Turchia, dopo l’Unione Sovietica, il primo marzo 1923. Successivamente, il rapporto tra i due Paesi si è andato intensificando grazie ad una serie di collaborazioni in vari ambiti. 

Secondo il governo afghano, nel 2021, ci sono almeno 6.6 milioni di rifugiati afgani nel mondo. Di questi, 200.000 vivono in Turchia, 474.000 negli Stati Uniti, 709.000 nei Paesi europei. La maggior parte dei rifugiati restanti vive in Pakistan e Iran, anche se molti di questi non sono stati finora identificati. Il 9 febbraio, Noor Rahman Akhlaqi, ministro afghano per i Rifugiati e il Rimpatrio, ha affermato che i talebani sono la principale fonte di sfollamento e ha aggiunto che decine di migliaia di afgani hanno lasciato il Paese negli ultimi 20 anni a causa della guerra fomentata dal gruppo militante. “Più aumenta la portata della violenza, più aumentano gli sfollati interni, questo fa crescere direttamente l’emigrazione, ma non riusciamo a fornire una cifra esatta al riguardo, perché queste migrazioni non sono regolari”, ha affermato Akhlaqi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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