I Paesi europei sono sempre più interessati allo Sputnik V

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 9:55 in Europa Russia

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Slovacchia, Austria e Repubblica Ceca sono soltanto gli ultimi Paesi europei ad aver manifestato interesse nei confronti del vaccino russo Sputnik V. L’Ungheria lo ha già approvato lo scorso 7 febbraio, mentre Spagna, Francia, Germania e Grecia hanno espresso pareri positivi sulla sua efficacia.

Nello specifico, la Slovacchia è diventata la trentanovesima nazione al mondo, e la seconda nell’UE, ad approvare l’uso del farmaco prodotto da Mosca. A riguardo, il primo ministro di Bratislava ha espresso la sua gratitudine al ministro dello Sviluppo Industriale della Federazione Russa, Denis Manturov, e al capo del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, Kirill Dmitriyev, per la rapida risposta alla richiesta della Slovacchia. Le prime dosi sono state consegnate già il primo marzo. Stando a quanto riferito dal ministro della Salute di Bratislava, Marek Krychi, nel Paese l’uso del farmaco sarà autorizzato in circa due settimane dal Ministero nazionale della Salute, senza la previa registrazione presso l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).  

Lo scorso 28 febbraio, anche il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babis, ha dichiarato che Praga potrà iniziare a somministrare il vaccino russo prima del via libera dell’EMA. “Potrebbe essere sufficiente ricevere l’approvazione del regolatore farmaceutico ceco, l’Istituto Statale per il Controllo dei Farmaci”, ha indicato Babis. Parallelamente, sempre lo scorso 28 febbraio, il presidente ceco, Milos Zeman, ha riferito di aver inviato una lettera al presidente della Russia, Vladimir Putin, con la richiesta di consegnare il vaccino al proprio Paese il più presto possibile.

In aggiunta, durante un colloquio telefonico tra Putin e il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, lo scorso 26 febbraio, i due leader avrebbero discusso della possibile fornitura dello Sputnik V a Vienna. Tuttavia, il portavoce del Governo austriaco ha precisato che ciò potrebbe avvenire soltanto dopo l’approvazione ufficiale dell’EMA. In precedenza, lo scorso 7 febbraio, durante un’intervista al quotidiano Welt am Sonntag, Kurz aveva affermato che il suo Paese sarebbe persino pronto a organizzare la produzione di vaccini russi e cinesi, qualora questi fossero registrati presso l’Agenzia di Bruxelles.

Riguardo alla Grecia, il quotidiano locale Dimokratia ha pubblicato un articolo, lo scorso 4 febbraio, in cui suggeriva alle autorità del Paese di acquistare lo Sputnik V, in quanto potrebbe essere l’unico modo per salvare la stagione turistica in estate. Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha aperto all’uso del farmaco russo, ma soltanto dopo l’approvazione dell’EMA. Il ministro della Sanità spagnolo Carolina Darias, rispondendo a una domanda sull’acquisizione dello Sputnik V, ha affermato che il Governo è “aperto ed entusiasta” all’idea di usare qualsiasi farmaco approvato dall’Agenzia di Bruxelles, posizione altrettanto condivisa da Parigi.

La Russia è stata la prima nazione al mondo a registrare un vaccino contro il coronavirus, l’11 agosto 2020. Il farmaco è stato sviluppato dal Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica di Gamaleya in collaborazione con il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti.

Il 2 febbraio 2020, The Lancet, una rivista medica americana di fama mondiale, ha pubblicato i risultati della terza fase dei test clinici dello Sputnik V. Il vaccino si è dimostrato tra i più sicuri ed efficienti, con un’efficacia stimata dal 91,6% al 91,8% tra i volontari di età superiore a 60 anni. Nel dettaglio, il farmaco è costituito da due componenti. Il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, mentre il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Per raggiungere l’immunizzazione sono necessarie due dosi, somministrate con un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino.

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Mariela Langone

di Redazione

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