Nigeria: rilasciate le studentesse sequestrate nel Nord-Ovest

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 16:10 in Africa Nigeria

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Sono state rilasciate le studentesse rapite il 26 febbraio dal collegio nello Stato di Zamfara, nella parte Nord-occidentale del Paese.

Stando a quanto riferito da Al Jazeera English, il primo marzo, il governatore di Zamfara, Bello Matawalle, ha dichiarato che “tutte” le ragazze della Government Girls Secondary School di Jangebe sono state liberate e che nessun riscatto è stato pagato per il loro rilascio. Matawalle ha aggiunto: “Ho avviato un accordo di pace che ha portato ad un risultato positivo. Nessun riscatto è stato pagato a nessuno”. Inoltre, il governatore ha riferito ad Al Jazeera English che le studentesse sono state portate in una struttura sanitaria per dei controlli medici.

Il 26 febbraio, dopo il sequestro, la polizia ha constatato che in totale sono state sequestrate 317 ragazze. Tuttavia, il primo marzo, il governatore Matawalle ha riferito che “tutte” le studentesse sono state rilasciate, affermando invece che sono 279. In merito a questi dati discordanti, il portavoce dello Stato di Zamfara, Sulaiman Tanau Anka, ha dichiarato che alcune delle ragazze sono scappate nella boscaglia al momento dell’assalto, facendo così scendere il numero di quelle sequestrate a 279.

Secondo Ovigwe Eguegu, un’analista di Afripolitika, un centro di ricerca sulla sicurezza, i rapitori stanno prendendo di mira le scuole perché sono un obiettivo “facile”. Eguegu ha aggiunto: “I casi sono opportunistici. Questi rapimenti sono a basso rischio e ad alta ricompensa per i rapitori”. Inoltre, l’analista ha fatto notare che la maggior parte delle scuola nel Nord della Nigeria non sono nemmeno recintate e sono vicine a boscaglie in cui sono stanziati questi gruppi di criminali. Secondo SB Morgen, una società di consulenza di ricerca geopolitica con sede a Lagos, almeno 11 milioni di dollari sono stati pagati ai rapitori di questo tipo tra gennaio 2016 e marzo 2020.

Di fatto, quello del 26 febbraio è soltanto il più recente attacco da parte dei cosiddetti gruppi di “banditi”. Il termine viene utilizzato dai nigeriani per indicare gli uomini armati che sono soliti effettuare rapimenti per riscatto e furti di bestiame nel Nord della Nigeria, da ormai un decennio. Alcuni di questi gruppi hanno sviluppato forti legami con i militanti jihadisti, presenti nel Nord-Est del Paese.

Il 15 febbraio, un gruppo di persone è stato sequestrato mentre transitava su un autobus nei pressi del villaggio di Kundu, nello Stato del Niger, in Nigeria occidentale. Ancora prima, il 16 febbraio, sono stati rapite circa 42 persone, tra studenti e insegnanti, dal Government Science College a Kagara, a circa 260 chilometri a Nord-Ovest dalla capitale nigeriana, Abuja, una delle regioni più colpite da questo genere di rapimenti.

Circa due mesi prima, l’11 dicembre 2020, 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram, il più grande gruppo terroristico che opera in Nigeria. Il 14 aprile 2014, 276 studentesse sono state rapite in una scuola secondaria nella città di Chibok, nello Stato di Borno, dal medesimo gruppo. 

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi. Questi ultimi sono stati mobilitati dai pastori Fulani e gli agricoltori Hausa per proteggersi, poiché le due etnie si sono a lungo contese la terra e le risorse idriche. Il degrado ambientale dovuto al cambiamento climatico ha accentuato questo conflitto. Inoltre, l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone. Oltre ai rapimenti, questi gruppi prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Tuttavia, è sempre più comune la collaborazione tra i banditi e i gruppi armati jihadisti.

Il più importante gruppo islamista che opera in Nigeria, soprattutto nel Nord, è Boko Haram, fondato del 2002. L’organizzazione è nata come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Secondo The Guardian, nonostante diversi raid aerei e operazioni dell’esercito, i gruppi di banditi rimangono una potente minaccia in molte parti della Nigeria settentrionale. Alcuni Governi locali hanno firmato controversi e ambigui “accordi di pace” con tali gruppi. Altri hanno ammesso di averli pagati o di avergli offerto assistenza in cambio di tregua.

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Julie Dickman

di Redazione

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