Marocco-Germania: si incrinano i rapporti diplomatici

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 17:35 in Germania Marocco

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Il Marocco ha sospeso i rapporti con l’ambasciata tedesca a Rabat in segno di protesta contro la posizione di Berlino nella disputa sul Sahara occidentale. In una lettera pubblicata nella serata di lunedì primo marzo, il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, ha precisato che la decisione di interrompere i rapporti con l’ambasciata e le organizzazioni culturali tedesche è stata presa in risposta a “profondi malintesi” su “questioni fondamentali” per il Regno. “Il Marocco desidera preservare le sue relazioni con la Germania, ma questa è una forma di avvertimento che esprime disagio su molte questioni”, ha dichiarato un alto funzionario del Ministero degli Esteri in un’intervista con l’agenzia di stampa Agence France Presse. “Non ci sarà alcun contatto finché non avremo ricevuto risposte alle varie domande che abbiamo posto”, ha aggiunto.

Il Marocco ha ammesso di essere rimasto infastidito dalle critiche tedesche all’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, quando quest’ultimo ha riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara occidentale in cambio della decisione di Rabat di normalizzare le sue relazioni con Israele, il 10 dicembre 2020. Il Regno ha poi specificato, secondo quanto chiarito dal funzionario di Rabat, che anche l’esclusione del Marocco dalle discussioni sul futuro politico della Libia, durante la Conferenza di Berlino del 20 gennaio 2020, hanno pesato sulla scelta di interrompere temporaneamente i rapporti con la Germania. “Queste mosse hanno mostrato il disprezzo delle autorità tedesche”, ha sottolineato l’alto funzionario marocchino.

I due Paesi, finora, hanno sempre intrattenuto rapporti piuttosto buoni. Tre mesi fa, il ministro Bourita aveva elogiato “l’eccellenza della cooperazione bilaterale” tra Berlino e Rabat dopo che la Germania aveva impegnato 1,39 miliardi di euro a sostegno delle riforme finanziarie marocchine e delle misure per contrastare la pandemia di coronavirus. Berlino è uno dei maggiori donatori internazionali del Regno.

Nessun commento immediato è stato ancora rilasciato da parte dell’ambasciata tedesca a Rabat. Il Marocco ritiene da anni che le sue rivendicazioni di sovranità sull’ex colonia spagnola del Sahara occidentale non siano negoziabili. Questo nonostante nella regione operi, dal 1973, il movimento separatista del Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria, il quale cerca di stabilire uno Stato indipendente da quando si è concluso il dominio spagnolo, nel 1975. In quell’anno, il Marocco e il Fronte hanno iniziato a scontrarsi in una lunga guerra per il controllo della vasta area desertica, durata almeno 16 anni. Nel 1976, il Fronte Polisario ha annunciato unilateralmente la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui è stato dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui. 

La regione figura nell’elenco delle Nazioni Unite sui territori non autonomi, una denominazione assunta anche dall’Unione Africana (UA), dalla Corte internazionale di giustizia e dall’Unione europea. Ad oggi non si è ancora tenuto un referendum per l’autodeterminazione del Sahara occidentale ed uno dei punti più critici in questo senso rimane la formazione delle liste elettorali, soprattutto perché ci sono stati tentativi da entrambe le parti di modificare la demografia nell’area nel tentativo di influenzare i risultati. La regione ospita circa 500.000 persone, la maggior parte delle quali vive nella capitale, Laayoune.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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