Iraq e Giordania verso la creazione della zona economica congiunta

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 13:57 in Giordania Iraq

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L’Iraq e il Regno hashemita della Giordania hanno accelerato le procedure per creare una “zona economica” al confine tra i due Paesi, che si prevede darà nuovo impulso alle relazioni tra i due attori coinvolti.

A riferirlo, un funzionario giordano “di alto livello” al quotidiano al-Araby al-Jadeed, il quale ha rivelato che Amman e Baghdad stanno per soddisfare i requisiti iniziali richiesti per la creazione della zona economica, la quale avrà un’estensione pari ad almeno 10.000 dunam. Tale nuovo impulso è stato dato dai recenti colloqui tra funzionari iracheni e giordani, tra cui quello del 13 febbraio scorso, che ha visto coinvolti il premier giordano, Bisher al-Khasawneh e il ministro dell’Industria e delle Risorse minerarie iracheno, Manhal Aziz. Quest’ultimo, il 23 febbraio, ha poi accolto a Baghdad la ministra giordana dell’Industria, del Commercio e per gli Approvvigionamenti, Maha Al Ali, la quale ha riferito che il proprio Regno desidera rafforzare i legami di cooperazione economica con l’Iraq, attraverso l’impiego di tutte quelle opportunità che consentano alle parti coinvolte di soddisfare gli interessi comuni.

In tale quadro, ha rivelato la fonte di al-Araby al-Jadeed in condizione di anonimato, la Giordania ha già definito la porzione di territorio che verrà inclusa nella zona congiunta, mentre l’Iraq sta completando le procedure in merito. Il costo per portare avanti la prima fase del progetto, e i relativi studi, è pari a circa un milione di dollari, mentre il costo totale per la realizzazione della zona economica non è stato ancora stimato con precisione, ma si pensa raggiungerà miliardi di dollari. Stando alle informazioni trapelate sino ad ora, i governatorati di Baghdad e Anbar si sono detti disposti a finanziare la somma iniziale, così da superare l’impasse e le problematiche in merito, mentre il Consiglio dei ministri iracheno ha riferito che offrirà incentivi volti a favorire lo sviluppo della zona. Tra questi, riduzioni sui prezzi dell’energia derivante da gas e derivati del petrolio, ed eventuali esenzioni da tasse e commissioni per progetti di investimento, i cui dettagli, però, verranno stabiliti in seguito. Al contempo, si prevede che il progetto della zona economica verrà esteso anche ad altri Paesi arabi, come l’Egitto, il quale sta già lavorando al fianco di Iraq e Giordania per favorire forme di integrazione economica in diversi settori, energia e industria in primis.

Inoltre, come riferito dalla fonte, sono diverse le aziende e gli investitori sia arabi sia stranieri che hanno mostrato interesse nel partecipare come sviluppatori del progetto, considerata l’importanza strategica ed eventuali benefici. Da parte loro, la Giordania e l’Iraq sperano che la zona economica contribuisca a rafforzare la cooperazione bilaterale in diversi settori, primi fra tutti il commercio e gli investimenti. Al momento, il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi non supera i 700 milioni di dollari all’anno. In tale quadro, il governo di Baghdad spera altresì di migliorare le condizioni di vita e le infrastrutture della regione di Anbar, sebbene vi siano personalità politiche irachene che si sono opposte al progetto.

Da parte sua, il capo della Camera di Commercio di Al-Ramtha, città situata nel Nord-Ovest della Giordania, Abd al-Salam Dhiabat, ha dichiarato ad Al-Arabi Al-Jadeed che la zona economica, se istituita secondo gli scenari e gli incentivi di cui si parla, rappresenterà “un incubatore per investimenti”, non solo giordani e iracheni, ma anche arabi e stranieri. Per molti anni, ha affermato Dhiabat, l’Iraq è stato il primo partner economico della Giordania, in quanto le esportazioni giordane sul mercato iracheno superavano, in precedenza, i due miliardi di dollari, mentre Amman riceveva petrolio iracheno a prezzi preferenziali, in quantità tali da soddisfare il fabbisogno interno del Regno.

Un esperto di economia, in un’intervista con al-Arab al-Jadeed, ha dichiarato che l’istituzione della zona economica rappresenta un progetto ambizioso, ma realizzarlo  non sarà semplice, alla luce delle condizioni interne dell’Iraq e all’opposizione già incontrata all’interno dei circoli politici. Ad ogni modo, estendere il progetto ad altri Paesi arabi potrebbe creare maggiori benefici e favorire legami di cooperazione e di integrazione industriale in diversi settori.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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