Grecia e USA alla ricerca di una maggiore cooperazione in materia di Difesa

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 19:43 in Grecia USA e Canada

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La Grecia sta cercando di rivendicare un ruolo più assertivo nel Mediterraneo orientale e nei Balcani anche attraverso il potenziamento della cooperazione in materia di Difesa con gli Stati Uniti. Atene e Washington, in particolare, sono in una fase avanzata delle trattative volte a rinnovare il cosiddetto Mutual Defense Cooperation Agreement (MDCA). Secondo quanto riportato dal quotidiano greco Ekathimerini, nelle ultime settimane, il governo ellenico ha tentato di combinare il rinnovo quinquennale dell’MDCA con l’inclusione del Paese nei programmi di Foreign Military Financing (FMF), simili a quelli riguardanti Egitto, Israele e Giordania.

Il fulcro dei colloqui con gli Stati Uniti ruota intorno alle discussioni sulla durata dell’accordo e sull’eventuale utilizzo di nuovi campi o basi militari. Finora, sono state considerate 23 location in totale, oltre a Souda, Stefanovikeio, Larissa, Alexandroupolis, dove Washington ha già stabilito la sua presenza. L’espansione dell’accordo sulla Difesa potrebbe dipendere anche dal piano della Grecia di acquisire nuove fregate. Gli Stati Uniti stanno aspettando una lettera di richiesta non vincolante (Letter of Request o LOR) da Atene per avviare una discussione più sostanziale sul tipo di nave che la Marina statunitense può offrire alla Grecia come soluzione temporanea in modo che i colloqui possano procedere. Il governo ellenico si trova attualmente a dover decidere tra varie proposte, tra cui quella statunitense, ma anche francese, olandese, italiana, spagnola, britannica o tedesca. Se venisse selezionata la proposta americana, ci sarà una disposizione specifica per lo sviluppo e la produzione congiunta della prossima generazione di fregate di classe American Constellation (FFGX).

Nel frattempo, continuano ad alternarsi progressi e battute d’arresto nei colloqui tra la Grecia e la Turchia per la rivendicazione delle acque contese del Mediterraneo orientale. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha specificato che le autorità elleniche non saranno “ingenue” nei dialoghi esplorativi con Ankara e che “non cadranno nella trappola di minare i rapporti ritirandosi dalle discussioni”. I suoi commenti sono arrivati mentre la Turchia veniva accusata da Atene di comportarsi in modo provocatorio conducendo esplorazioni energetiche nelle acque della regione.

Il Ministero degli Esteri greco aveva proposto ad Ankara che il prossimo ciclo di colloqui esplorativi sulla controversia riguardante i confini marittimi tra i due Paesi si svolgesse tra l’1 e il 5 marzo. Tuttavia, la Turchia non ha mai risposto all’invito. Se le riunioni dovessero andare avanti, il prossimo sarà il 62esimo round di colloqui greco-turchi, iniziati nel 2002 ma interrotti nel 2016 quando Ankara bloccò le discussioni. I negoziati sono ripresi nel gennaio di quest’anno sotto la pressione dell’UE, e della Germania in particolare, per disinnescare le crescenti tensioni nel Mediterraneo orientale.

Fino al 7 marzo, la Turchia sarà impegnata in una maxi-esercitazione navale nel Mar Egeo, dal nome Mavi Vatan, o “Blue Homeland”, che coinvolgerà una vasta gamma di risorse militari, tra cui 87 navi da guerra, 27 aerei, 20 elicotteri e droni. Alle attività navali prenderanno parte anche unità dell’Aeronautica militare turca, del Comando della guardia costiera e del Comando generale della gendarmeria.

Ankara si oppone alla crescente cooperazione militare tra Stati Uniti e Grecia. Le trattative tra Atene e Washington per prorogare di 5 anni il loro accordo di cooperazione in materia di Difesa e l’aggiunta di più basi militari sul suolo greco oltre a quelle già messe a disposizione per le forze statunitensi sono fonte di malcontento per il governo turco. Funzionari e media legati all’esecutivo di Ankara si lamentano soprattutto della presenza di militari USA nella città portuale di Alessandropoli. Washington ha in programma di inviare soldati e attrezzature lì per prendere parte all’imminente esercitazione di NATO Defender Europe 2021.

Alessandropoli si trova nella Tracia occidentale, una regione che ospita una cospicua comunità musulmana, l’unica minoranza ufficialmente riconosciuta in Grecia. Recentemente, la Federazione dei turchi della Tracia occidentale in Europa ha presentato una dichiarazione scritta al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite criticando l’atteggiamento delle autorità greche nei confronti delle popolazioni di origine turca. Al contempo, Ankara si è lamentata con Atene per la gestione della scoperta di un cimitero ottomano in un cantiere edile nella regione greca della Penisola Calcidica. Il 23 febbraio, il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato che la Turchia avrebbe dovuto essere informata quando sono state trovate circa 200 tombe nell’area. Tuttavia, fonti diplomatiche greche hanno respinto la denuncia definendola un altro tentativo di Ankara di creare una narrativa neo-ottomana in cui il governo di Recep Tayyip Erdogan figuri come il protettore di tutti i musulmani all’estero.

La Turchia sta infine concentrando parte della sua diplomazia sugli sforzi per screditare Atene in merito alla questione migratoria. Domenica 28 febbraio, il Ministero degli Esteri turco ha accusato il governo greco di allontanare illegalmente i migranti che tentano di attraversare il confine tra Grecia e Turchia. “I respingimenti e le pratiche illegali che la Grecia ha portato avanti in una politica sistematica, dove in alcuni casi è stata coinvolta anche l’Agenzia della Guardia di frontiera e costiera dell’UE (Frontex), continuano da anni”, ha scritto in un comunicato il Ministero, aggiungendo: “Negli ultimi quattro anni, più di 80.000 richiedenti asilo sono stati respinti nel nostro Paese”.

Le relazioni tra l’UE e la Turchia saranno al centro del prossimo vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, il 25 e 26 marzo, che vedrà sul tavolo la questione delle sanzioni ad Ankara e del rinnovo dell’accordo sulla migrazione, firmato tra le due parti il 18 marzo 2016.

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Chiara Gentili

di Redazione

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