Francia: Sarkozy condannato per corruzione

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 6:38 in Europa Francia

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Un tribunale di Parigi ha giudicato l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, colpevole di corruzione, lunedì primo marzo, condannandolo a 3 anni di carcere, di cui 2 con la condizionale. Secondo la sentenza, il 66enne ex capo di Stato avrebbe tentato di corrompere un magistrato, dopo aver lasciato l’incarico presidenziale, in cambio di informazioni riservate su un’indagine a suo carico. Sarkozy è il secondo ex presidente della Repubblica ad essere condannato per corruzione, dopo Jacques Chirac.

Nello specifico, il leader francese, che ha ricoperto la carica di capo di Stato dal 2007 al 2012, secondo i pubblici ministeri, avrebbe offerto un lavoro a Monaco e vantaggi di carriera al giudice Gilbert Azibert, al fine di ottenere informazioni coperte da segreto istruttorio sull’indagine riguardante i finanziamenti illegali che Sarkozy avrebbe ricevuto dall’ereditiera di L’Oreal, Liliane Bettencourt, durante la sua campagna presidenziale, nel 2007. Ciò è emerso da una serie di intercettazioni tra l’ex capo di Stato francese e il suo avvocato, Thierry Herzog, dopo la scadenza del mandato presidenziale. Le intercettazioni erano state condotte in relazione ad un’altra inchiesta sul presunto finanziamento libico della stessa campagna elettorale.

Il tribunale parigino ha concluso che Sarkozy, lui stesso ex avvocato, era “perfettamente consapevole” di aver commesso tale azione illegale. Anche i suoi due coimputati sono stati giudicati colpevoli e condannati alla stessa pena. 

Sarkozy, dal canto suo, ha negato ogni illecito, affermando di essere stato vittima di una caccia alle streghe da parte dei pubblici ministeri che avrebbero usato mezzi eccessivi per curiosare nei suoi affari. L’ex presidente ha ora 10 giorni per presentare ricorso contro la sentenza. Tenendo conto dei 2 anni con la condizionale, la pena di un anno implica che Sarkozy difficilmente andrà in prigione, dal momento che tale misura in Francia si applica solitamente ai periodi di detenzione superiori ai 2 anni. Il tribunale ha altresì sottolineato che l’ex presidente avrà diritto a chiedere i domiciliari o potrà ritrovarsi a svolgere lavori socialmente utili. Il 17 marzo, Sarkozy affronterà un altro processo, insieme a 13 coimputati, con l’accusa di finanziamento illegale della sua campagna presidenziale del 2012. Anche in questo caso, l’ex capo di Stato nega le accuse e sostiene che le indagini contro di lui siano politicamente motivate. Oltre ad essere stato accusato di aver ricevuto milioni di euro dal dittatore libico Muammar Gheddafi per la sua campagna elettorale del 2007, Sarkozy è indagato anche per un caso di traffico di influenze durante le sue attività di consulenza in Russia.

Dopo aver vinto la presidenza all’età di 52 anni, Sarkozy era stato visto inizialmente come portatore di una dose di dinamismo, un uomo che aveva fatto colpo sulla scena internazionale e si era guadagnato il plauso del mondo del business. Durante il suo mandato quinquennale, Sarkozy aveva adottato una linea dura su immigrazione e sicurezza. Si era poi guadagnato il soprannome di “Thatcher gallico”, intraprendendo riforme a favore del mercato come l’innalzamento dell’età pensionabile, l’allentamento della settimana lavorativa di 35 ore e l’adeguamento del sistema fiscale per incoraggiare gli straordinari. Tuttavia, la sua presidenza è stata oscurata dalla crisi finanziaria del 2008 e, al termine del suo incarico, Sarkozy è risultato il presidente con il più basso indice di popolarità di qualsiasi precedente leader francese del dopoguerra. Dopo la sconfitta alla corsa presidenziale del 2012, contro il socialista Francois Hollande, che lo ha reso il primo presidente dai tempi di Valery Giscard d’Estaing (1974-81) a cui è stato negato un secondo mandato, Sarkozy aveva notoriamente promesso: “Non sentirete più parlare di me”. Eppure, i suoi continui problemi legali e le sue incrollabili aspirazioni politiche lo hanno reso ancora oggi molto noto al pubblico francese e non solo.

Nel 2014, è tornato in prima linea conquistando la leadership del partito conservatore Les Republicains (LR). Nel 2016, ha cercato nuovamente di concorrere per la presidenza, ma non è nemmeno riuscito a superare le primarie del partito. Nonostante la sconfitta, è rimasto molto popolare a destra. “Ho un legame speciale con i francesi. Può allungarsi, può irrigidirsi, ma esiste”, aveva dichiarato all’epoca l’ex presidente.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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