Cina e Polonia parlano di vaccini e commercio

Pubblicato il 2 marzo 2021 alle 17:22 in Cina Polonia

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto una conversazione telefonica con il capo di Stato della Polonia, Andrzej Duda, il primo marzo, durante la quale ha offerto i vaccini cinesi a Varsavia, così come ha promesso di aumentare l’acquisto di beni agricoli polacchi.

La Cina e la Polonia sono legate da un partenariato strategico globale e, per Pechino, Varsavia è un attore importante sia nella regione dell’Europa centro-orientale, sia in seno all’Unione europea (UE), con il quale ambisce a sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali. Il presidente Xi ha ricordato la cooperazione tra i due Paesi nella lotta alla pandemia di coronavirus e ha affermato che, viste le circostanze attuali, le parti devono rafforzare la comunicazione bilaterale e la cooperazione pragmatica.

Dal punto di vista della lotta contro la pandemia, Xi ha annunciato che la Cina è disposta a condividere la propria esperienza e a fornire vaccini alla Polonia, in base alle necessità polacche e alle proprie capacità. Dal canto suo, Duda ha affermato che Varsavia intende collaborare con la Cina per combattere la pandemia e per contribuire alla cooperazione tra l’Europa centro-orientale e la Cina.

Dal punto di vista commerciale, invece, Xi ha fatto notare che, anche durante la pandemia, il volume del collegamento ferroviario Cina-Europa e delle merci inviate in entrambe le direzioni ha raggiunto nuovi livelli, rispecchiando l’interdipendenza della catena di approvvigionamento tra Cina e Polonia e tra Cina ed Europa, così come il potenziale della cooperazione economica. Xi ha quindi affermato che Pechino promuoverà l’importazione di più prodotti agricoli e alimentari di alta qualità polacchi nel quadro della cooperazione tra la Cina e l’Europa centro-orientale. Xi ha poi aggiunto che, una volta completato, anche l’Accordo globale sugli investimenti tra Cina e UE aprirà nuovi spazi per la cooperazione sino-polacca.

Infine, il presidente cinese ha ricordato l’incontro dello scorso 9 febbraio del summit “17+1”, creato nel 2012, tra la Cina e 17 Paesi dell’Europa centro-orientale, con l’obiettivo di fornire nuove alternative per l’economia. In tale occasione, Xi aveva promesso di potenziare il commercio e gli investimenti nell’area centro-orientale dell’Europa, così come di fornire vaccini, di fronte ad un crescente scetticismo europeo rispetto all’efficacia di tale meccanismo.

Pechino ha già fornito oltre un milione e mezzo di dosi alla Serbia e, dallo scorso 24 febbraio, l’Ungheria è stato il primo Paese dell’UE ad inoculare vaccini cinesi alla popolazione, dopo aver ricevuto 550.000 dosi. Infine, Pechino ha anche offerto al Montenegro una donazione di 30.000 dosi di vaccino.

Secondo analisti del Mercator Institute for China Studies di Berlino, la questione delle forniture di vaccini cinesi ha creato preoccupazioni in Europa in quanto la cosiddetta “diplomazia dei vaccini” starebbe riscuotendo successo nei Paesi europei interessati, rischiando di esacerbare le loro relazioni con l’UE. Al momento, nessuna casa farmaceutica cinese ha richiesto l’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per l’utilizzo e la distribuzione dei propri prodotti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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