Sudafrica: redistribuzione delle terre confiscate durante l’apartheid

Pubblicato il 1 marzo 2021 alle 16:48 in Africa Sudafrica

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Il primo marzo, il governo del Sudafrica ha svelato un piano, da affidare ad un tribunale ad hoc, per accelerare la restituzione dei milioni di ettari di terra sottratti alla comunità nera sotto il regime dell’apartheid.

Due decenni dopo la fine del regime dell’apartheid, terminato nel 1994, ampie porzioni di terra privata sono ancora di proprietà della comunità bianca. Nonostante i numerosi ricorsi in tribunale, migliaia di rivendicazioni di terra sono ad oggi irrisolte. Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, il Governo sudafricano ha deciso di istituire il cosiddetto “tribunale della terra”, il quale avrà lo stesso potere dell’Alta Corte e dei giudici permanenti, in modo tale da potersi occupare della risoluzione delle dispute riguardo alla redistribuzione delle proprietà in questione. Il Ministero della Giustizia ha informato che il suddetto tribunale sarà più forte dell’attuale Land Claims Court, fondato nel 1996.

Un disegno di legge sull’espropriazione che delinea come queste terre potrebbero essere confiscate senza rimborso è stato presentato al parlamento per l’approvazione già nel 2020. Il provvedimento stabilisce che una proprietà può essere sequestrato dallo Stato senza rimborso nel caso fosse inutilizzata, abbandonata o rappresenti un rischio per la sicurezza. In questo contesto, il ministro della Giustizia, Ronald Lamola, ha dichiarato che il tribunale ad hoc si occuperà di tutte le controversie relative alla redistribuzione delle terre, incluse quelle che potrebbero derivare dal disegno di legge sull’espropriazione.

Secondo Reuters, i critici di sinistra del presidente, Cyril Ramaphosa, sostengono che l’African National Congress (ANC) al potere è stato troppo “timido” nel ridistribuire la terra, mentre quelli di destra avvertono che un’azione più “decisa” potrebbe spaventare gli investitori, facendo notare che le confische di massa della terra hanno distrutto l’economia dello Zimbabwe.

Il Sudafrica, uno dei Paesi africani con l’economia più sviluppata, dal 1948 al 1994 è stato governato da una minoranza di bianchi che ha instaurato il regime di apartheid, basato sulla separazione razziale. I Bantustan o “homelands”, stabiliti dal Governo durante tale regime, erano aree in cui la maggior parte della popolazione appartenente alla comunità nera veniva trasferita per impedire loro di vivere nei centri urbani del Sudafrica, al fine di rimuoverli permanentemente dal “Sudafrica bianco”.

Le prime elezioni multirazziali, avvenute nel 1994, dopo la fine dell’apartheid, hanno inaugurato un Governo di maggioranza guidato dall’African National Congress (ANC). Da allora il Sudafrica ha lottato per affrontare gli squilibri sociali causati dalla segregazione razziale in termini di ricchezza, istruzione e assistenza sanitaria. 

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Julie Dickman

 

 

 

di Redazione

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