Siria: l’esercito di Assad denuncia il sesto attacco di Israele del 2021

Pubblicato il 1 marzo 2021 alle 8:26 in Israele Siria

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Le forze dell’esercito siriano, affiliate al presidente Bashar al-Assad, hanno riferito di aver risposto a un attacco perpetrato da Israele contro il Sud di Damasco. Si pensa che l’obiettivo fosse colpire, ancora una volta, postazioni di milizie filoiraniane.

La dichiarazione delle forze di difesa aerea siriane è giunta nella sera del 28 febbraio. In particolare, dopo aver udito un’esplosione nei cieli della capitale, l’esercito ha dichiarato di aver affrontato il presunto attacco israeliano, intercettando e distruggendo la maggior parte dei missili lanciati contro le “vicinanze di Damasco”, i quali, a detta delle forze siriane, provenivano dalle alture del Golan. Il tutto si sarebbe verificato alle 22: 15 della sera del 28 febbraio. Al momento, Israele non ha rilasciato alcun commento a riguardo, ma, stando a quanto riportato da al-Arabiya, fonti israeliane hanno dichiarato che i raid sono stati lanciati contro obiettivi iraniani, e che questi erano da considerarsi una risposta all’esplosione del 26 febbraio, che ha interessato un’imbarcazione di proprietà di una società israeliana mentre navigava nel Golfo di Oman. Per Israele, dietro quest’ultimo accaduto vi è l’Iran, sebbene, ad oggi, le indagini siano ancora in corso. Parallelamente, fonti locali hanno riferito ad al-Jazeera che aerei da combattimento israeliani hanno sorvolato “intensamente” i cieli del governatorato di Quneitra, adiacente al Golan siriano, nel Sud-Ovest della Siria.

Quello denunciato il 28 febbraio ha rappresentato il secondo episodio di tal tipo che si è verificato a Damasco in meno di un mese, oltre ad essere stato il sesto attacco attribuito al “nemico israeliano” dall’inizio del 2021. Anche il 15 febbraio, l’esercito filogovernativo aveva dichiarato di aver risposto a una “aggressione israeliana” nei pressi della capitale siriana. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), ad essere state colpite dai raid del 15 febbraio sono state le postazioni della Quarta Divisione, situate nei pressi della strada che collega Damasco e Beirut, e quella della Prima Divisione, nei dintorni della capitale siriana. A detta del SOHR, oltre ai danni materiali, sono state riportate vittime umane, tra cui almeno 6 combattenti di nazionalità non siriana.

In tale quadro, uno degli ultimi attacchi più violenti si è verificato il 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Risale al 22 gennaio la dichiarazione di una fonte militare israeliana, la quale ha riferito che il proprio Paese è intenzionato a intensificare gli attacchi contro i territori siriani. Come evidenziato, nelle settimane precedenti erano stati condotti 3 attentati in 10 giorni, mentre ancora prima si verificava un attacco ogni tre settimane. Stando a quanto specificato dalla medesima fonte, poi, i raid israeliani mirano a colpire i sistemi missilistici e i radar convenzionali delle forze sia siriane sia iraniane, con l’obiettivo di prevenire eventuali attacchi futuri con “missili indiscriminati”. A tal proposito, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, il 26 febbraio, ha dichiarato che Israele sta effettuando operazioni quasi ogni settimana, al fine di impedire all’Iran di “trincerarsi” in Siria.

È dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Questo perchè, a detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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