Qatar Petroleum firma un altro contratto da 1.9 miliardi

Pubblicato il 1 marzo 2021 alle 16:38 in Corea del Sud Qatar

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La Qatar Petroleum, un’azienda petrolifera statale qatariota, ha riferito, lunedì primo marzo, di aver siglato un contratto con la società coreana Samsung C&T Corporation per l’espansione degli impianti di stoccaggio e carico di gas naturale liquefatto (GNL) situati all’interno della città industriale di Ras Laffan. L’accordo si inserisce nel quadro del progetto North Field East (NFE), relativo al più grande giacimento di gas naturale non associato al mondo.

Stando a quanto specificato dall’azienda qatariota, il contratto siglato, dal valore di 1.9 miliardi di dollari, include operazioni di “ingegneria, approvvigionamento e costruzione” (EPC). A firmarlo sono stati il ministro di Stato per l’Energia, nonchè presidente e amministratore delegato di Qatar Petroleum, Saad Sherida al-Kaabi, e Oh Se-chul, Presidente e CEO di Samsung C&T, durante una cerimonia svoltasi, il primo marzo, nella sede della compagnia qatariota, alla presenza di alti funzionari di Qatar Petroleum e Qatargas. Come specificato dalla stessa Qatar Petroleum, il contratto, assegnato su base forfettaria, è il secondo di tipo EPC onshore per il progetto NFE. Il primo è stato raggiunto l’8 febbraio scorso con CTJV, la joint venture tra TechnipFMC and Chiyoda, e prevede la costruzione di quattro linee con le relative infrastrutture ad esse associate.

La sigla del secondo contratto in circa un mese per l’ampliamento degli impianti di stoccaggio e carico di GNL rappresenta un ulteriore importante traguardo per Doha, la quale mira ad aumentare la propria capacità di produzione di gas naturale. Inoltre, entrambi i contratti rappresentano il culmine di un lavoro di progettazione intrapreso  dall’inizio del 2018. Una volta completato, si prevede che il North Field East consentirà al Qatar di passare da 77 milioni a 110 tonnellate all’anno di GNL. La seconda fase di espansione, relativa al progetto North Field South (NFS), aumenterà, poi, ulteriormente la capacità di produzione  da 110 a 126 tonnellate entro il 2027.

Come evidenziato da al-Kaabi, i contratti consentiranno a Doha di rafforzare sempre più la propria posizione di maggiore e più affidabile produttore di GNL a livello internazionale. È stato lo stesso ministro a specificare che i contratti siglati prevedono l’espansione delle infrastrutture, già esistenti, necessarie a garantire operazioni di carico sicure e la consegna tempestiva di GNL ai “clienti internazionali in tutto il mondo”.

Il cosiddetto North Field ha riserve recuperabili che ammontano a più di 900 trilioni di piedi cubi standard, pari a circa il 10% delle riserve mondiali. Il giacimento, condiviso da Iran e Qatar, è situato al largo della costa Nord-orientale della penisola del Qatar e si estende su un’area di oltre 6.000 chilometri quadrati, pari a circa la metà della superficie terrestre del Paese del Golfo. Lo sviluppo di una risorsa di tal tipo è considerato un tassello rilevante per la crescita economica di Doha. Quest’ultima, per più di venti anni, è stata l’unica a investire nel North Field, in quanto le sanzioni statunitensi hanno impedito all’Iran di sfruttare il suo lato del giacimento, soprannominato da Teheran South Pars.

Le principali compagnie energetiche hanno atteso circa dieci anni per una nuova opportunità di investimento in Qatar, che ha fino ad ora congelato nuovi progetti di sviluppo per garantire che il North Field potesse mantenere i livelli di produzione previsti. Exxon, Shell, Total e ConocoPhillips partecipano ai terminali GNL in Qatar da quando il Paese ha intrapreso il viaggio per divenire uno dei maggiori attori del settore venti anni fa. Tuttavia, secondo fonti che hanno partecipato ai colloqui dell’8 febbraio, le prospettive per i prezzi di gas naturale hanno portato le principali aziende a ridurre le aspettative sul tasso di rendimento durante la fase di espansione in Qatar. A contribuire all’abbassamento delle aspettative, vi è anche l’avvio di progetti a livello internazionale, dal Canada al Mozambico alla Nigeria, che si prevede porteranno a una crescita dell’offerta nei prossimi dieci anni.

In tale quadro, risalgono al mese di febbraio i contratti firmati da Qatar Petroleum con acquirenti di Pakistan e Bangladesh. Con il primo, a lungo termine, la società qatariota si è impegnata a fornire al Pakistan 3 milioni di tonnellate annue di GNL, il che porta la quantità totale inviata da Doha a 6,75 milioni di tonnellate all’anno, fino al 2031. Il secondo accordo, invece, è stato firmato tramite la olandese Vitol e prevede la fornitura di 1,25 milioni di tonnellate annue di GNL al Bangladesh.

 

 
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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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