Immigrazione: i fatti più importanti di febbraio 2021

Pubblicato il 1 marzo 2021 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di febbraio 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, poco più di 4.000 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere la Spagna, con oltre 4.040 arrivi, seguita dall’Italia e dalla Grecia, con 590 arrivi. L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi due mesi del del 2021 ammonta a 221. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre del gennaio 2020, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra circa 9.000 stranieri e persero la vita in 229.

Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, dal primo al 26 febbraio, sono sbarcati 4.536 migranti. Si tratta di un aumento significativo rispetto ai 2.359 sbarcati in Italia nello stesso periodo del 2020. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono, tunisina, ivoriana, bangladese, guineana ed eritrea. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 398.

Il mese di febbraio si è aperto con l’accusa di quattro politici italiani contro la polizia croata, la quale ha impedito loro di accedere ad un’area al confine con la Bosnia ed Erzegovina, mentre questi cercavano di indagare sul trattamento dei rifugiati nella regione. I deputati, tutti membri del Parlamento europeo appartenenti al Partito Democratico (PD) italiano, avevano intenzione di raggiungere l’area tra la Croazia, uno Stato membro dell’UE, e la Bosnia, per valutare le condizioni in cui attualmente si trovano i richiedenti asilo bloccati al confine. Piero Bartolo, Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino e Alessandra Moretti hanno affermato e testimoniato che, sabato 30 gennaio, l’accesso al confine sarebbe stato loro rifiutato. Secondo i rapporti, agli eurodeputati è stato impedito di raggiungere l’area dopo che “decine” di poliziotti croati avevano creato una “barriera umana” sulla strada che porta al checkpoint. “La polizia croata ci stava aspettando e ha installato una barricata”, ha dichiarato Benifei durante un video registrato sulla scena. “Abbiamo deciso di attraversarla, ma decine di poliziotti minacciosamente armati hanno formato una barriera umana che ci ha impedito di passare”, ha aggiunto. Alla fine, i parlamentari europei sono riusciti ad entrare in Bosnia-Erzegovina e si sono recati a Bihac, una città al confine con la Croazia, dove hanno visitato il sito dell’ex campo profughi di Lipa, distrutto da un incendio il mese scorso.

Il 5 febbraio, la filiale libica dell’IOM ha dichiarato che circa 800 migranti, diretti in Europa, erano stati intercettati nel Mediterraneo, al largo del Paese nordafricano, e riportati indietro, nelle 24 ore precedenti. Più di 1.000 erano partiti dalle coste libiche, negli ultimi giorni, secondo quanto riferito dall’agenzia, e, coloro che sono stati fermati dalla Guardia costiera sono stati portati nei centri di detenzione della Libia.  Oltre a quelli intercettati dalla Guardia Costiera, altri 116 rifugiati sono stati tratti in salvo dalla Sea Watch, sempre il 5 febbraio, che la Ong ha definito “uno dei giorni più impegnativi da molto tempo, forse anche da anni” nel Mediterraneo centrale. Il capo missione internazionale di Sea Watch, Neeske Beckmann, ha dichiarato che l’aereo di salvataggio dell’organizzazione, Moonbird, aveva individuato otto barche in pericolo con diverse centinaia di persone.

Il 7 febbraio, i 422 migranti a bordo della Ocean Viking hanno ricevuto l’autorizzazione a sbarcare nel porto di Augusta. La nave ha iniziato lo sbarco nella mattinata dell’8 febbraio, sotto la supervisione e il coordinamento del prefetto della vicina città di Siracusa, Giuseppa Scaduto. L’Ong Sos Mediterranee, che gestisce la Ocean Viking, ha dichiarato in un comunicato che l’equipaggio della nave aveva salvato 424 persone in meno di 48 ore questa settimana. Il primo soccorso era iniziato nelle prime ore del 4 febbraio, quando aveva prelevato 121 migranti da un “gommone sovraffollato e in difficoltà”. Poche ore dopo, il team aveva completato “un secondo soccorso” portando in salvo 116 persone, tra cui 9 bambini di età pari o inferiore ai 12 anni. Il 5 febbraio era stata la volta della terza operazione di salvataggio. In quell’occasione, l’equipaggio della nave aveva individuato un’altra barca in pericolo con a bordo 71 persone, 11 delle quali minorenni. Poco dopo, la squadra a bordo della Ocean Viking aveva salvato altri 116 migranti, portando il totale delle persone soccorse a 424. Il 6 febbraio, una donna incinta e il suo compagno sono stati evacuati in elicottero a Malta, lasciando 422 persone in attesa dello sbarco. La maggior parte di quelli a bordo provenivano da Costa d’Avorio, Mali e Sudan. L’equipaggio della Ocean Viking ha dichiarato che diversi migranti si trovano in situazioni di salute precarie, di cui 8 sono risultati positivi al Covid-19. Sos Mediterranee ha assicurato che le persone infettate sono state isolate al fine di mitigare la diffusione del coronavirus a bordo. Tuttavia, ha ricordato l’Ong alle autorità, nonostante fossero state predisposte le dovute procedure per l’isolamento, i casi di Covid-19 rappresentavano “un ulteriore motivo per far sbarcare prontamente, in un luogo sicuro, i rimanenti 422 sopravvissuti, che si trovano in uno spazio limitato sul ponte di poppa”. L’equipaggio della Ocean Viking ha altresì specificato che le condizioni metereologiche nel Mediterraneo si stavano deteriorando.

L’11 febbraio, l’Unione Europea ha annunciato l’adozione di un piano da 7 miliardi di euro per stimolare l’economia dei Paesi partner nel Mediterraneo meridionale, aiutandoli nella ripresa dalla pandemia di coronavirus, nella stabilizzazione politica e nel contrasto all’immigrazione irregolare, puntando su transizione verde, giovani e donne. I Paesi in questione sono dieci e fanno parte della strategia di partenariato meridionale dell’Unione Europea. Si tratta di Algeria, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Siria e Tunisia. Questi Stati saranno finanziati tramite il cosiddetto NDICI, il nuovo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, che prevede fino a 7 miliardi di euro di aiuti per il periodo 2021-2027. I fondi saranno prelevati dal bilancio UE e potrebbero mobilitare, secondo le stime, fino a 30 miliardi in investimenti privati e pubblici nella regione nei prossimi dieci anni. “L’Europa vuole investire direttamente nell’economia e creare posti di lavoro e crescita nell’area del Mediterraneo soprattutto in vista della ripresa post-Covid”, ha spiegato il commissario UE per l’Allargamento, Oliver Varhelyi. Gli obiettivi prioritari di Bruxelles, tramite i nuovi investimenti in programma, sono quelli di ripristinare la sicurezza nell’area, “una delle più grandi sfide sorte dopo la primavera araba”, e combattere la “migrazione illegale”.

Il 14 febbraio, il ministro delle Migrazioni della Grecia, Notis Mitarachi, ha respinto accuse secondo le quali la Grecia starebbe costringendo illegalmente i migranti e i rifugiati ad abbandonare il proprio territorio, definendole notizie false promosse dalla Turchia. Mitarachi ha affermato che le accuse ricevute fanno parte di una più ampia strategia di notizie false promossa dalla Turchia, attraverso certe organizzazioni non governative e reti di trafficanti. Secondo quanto affermato dal ministro greco, le indagini condotte dall’agenzia per le frontiere dell’Unione europea (UE) Frontex e dalla Guardia Costiera greca non avrebbero confermato nessuna delle accuse rivolte ad Atene. Mitarachi ha poi ribadito che le frontiere greche sono controllate in base al quadro delineato dalla legge internazionale e dai valori europei. Prima del 14 febbraio, la Grecia ha più volte negato notizie diffuse da gruppi a sostegno dei migranti, secondo le quali Atene starebbe respingendo i migranti in Turchia, violando la legge internazionale.

Tra il 19 e il 22 febbraio, due navi mercantili e una nave di soccorso spagnola hanno portato in Sicilia più di 400 migranti. Il 22 febbraio, la nave da rifornimento offshore italiana Asso Trenta, con a bordo232 migranti, è approdata a Porto Empedocle. Tra le persone recuperate, circa 50 sono risultate positive al coronavirus. Dopo le procedure di identificazione, i minorenni sono stati trasferiti nel centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana, ad Agrigento, mentre gli adulti e i migranti contagiati sono stati imbarcati sulla nave quarantena “Allegra”. Qui dovranno osservare il regolare periodo di sorveglianza sanitaria anti-coronavirus. A coordinare le operazioni è stata la Prefettura di Agrigento. In un’operazione separata, avvenuta sempre il 22 febbraio, la nave di soccorso spagnola Aita Mari ha fatto sbarcare 102 migranti nel porto siciliano di Augusta, dopo il loro salvataggio, avvenuto il 19. Il gruppo comprendeva due donne incinte e un bambino di sette mesi. Infine, il mercantile “Vos Triton”, con a bordo 77 migranti e una salma, è arrivato nella serata del 22 febbraio a Porto Empedocle.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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