Il presidente nigeriano esclude l’amnistia per rapitori e terroristi

Pubblicato il 26 febbraio 2021 alle 17:42 in Africa Nigeria

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Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha escluso la possibilità di concedere l’amnistia a rapitori e terroristi, e in generale, a coloro che sono responsabili della perpetua violenza nel Paese.

Secondo il quotidiano nigeriano Premium Times, il 25 febbraio, durante una riunione tra i governatori degli Stati del Nord per discutere dell’attuale quadro di sicurezza, Buhari ha dichiarato che il suo Governo non intende “rilasciare i criminali che costituiscono una minaccia per il Paese e per la popolazione”. La presa di posizione del presidente è arrivata dopo che alcuni leader delle regioni settentrionali della Nigeria hanno richiesto l’amnistia per i cosiddetti “banditi” pentiti. Il termine viene utilizzato dai nigeriani per riferirsi agli uomini armati che sono soliti effettuare furti di bestiame e rapimenti per riscatto, soprattutto nel Nord. Tra coloro che chiedono tale provvedimento per i banditi, è possibile citare il governatore dello Stato di Zamfara, Bello Matawalle, e un ecclesiastico islamico, Ahmad Gumi.

Stando a quanto riferito da Premium Times, Buhari ha dichiarato: “è tempo di trattare i criminali come criminali’. In questo contesto, il presidente ha ricordato che le problematiche relative alla sicurezza sono una delle cause principali della mancata emancipazione dei nigeriani dalla povertà e dalla privazione economica. In aggiunta, Buhari ha annunciato di aver sviluppato dei programmi per porre fine alla criminalità dilagante nel Paese. La presa di posizione del presidente Buhari arriva dopo che, il Governo federale ha dichiarato avvierà presto i processi contro 5.000 sospettati membri di Boko Haram, i quali si trovano in varie strutture di detenzione in tutto il Paese. L’operazione inizierà non appena l’esecutivo avrà delineato tutto il programma.

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è complesso, essendo caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi. Questi ultimi sono stati mobilitati dai pastori Fulani e gli agricoltori Hausa per proteggersi, poiché le due etnie si sono a lungo contese la terra e le risorse idriche. Il degrado ambientale dovuto al cambiamento climatico ha intensificato questo conflitto. Inoltre, l’intensificazione del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nella regione ha contribuito alla proliferazione di queste bande armate che hanno causato la morte di migliaia di persone. Questi gruppi effettuano principalmente furti di bestiame, rapimenti per riscatto, rapine a mano armata e saccheggio dei villaggi. Inoltre, prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Tuttavia, è sempre più comune la collaborazione tra i banditi e i gruppi armati jihadisti.

Il più importante gruppo terroristico jihadista che opera in Nigeria, soprattutto nella regione settentrionale, è Boko Haram, che è stato fondato nel 2002. L’organizzazione è nata come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Il Nord della Nigeria è regolarmente colpito sia da attacchi terroristici sia da sequestri. Il 23 febbraio almeno 10 persone sono state uccise e circa 60 ferite quando i militanti di Boko Haram hanno attaccato Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno, situata a Nord-Est del Paese. Il 15 febbraio, un gruppo di persone è stato sequestrato mentre transitava su un autobus nei pressi del villaggio di Kundu, nello Stato del Niger, in Nigeria occidentale. Il 22 febbraio, sono stati rilasciati 53 degli ostaggi, tra cui 20 donne e 9 bambini. Ancora prima, il 16 febbraio, sono stati rapite circa 42 persone, tra studenti e insegnanti, dal Government Science College a Kagara. La scuola è situata a circa 260 chilometri a Nord-Ovest dalla capitale nigeriana, Abuja, una delle regioni più colpite da questo genere di rapimenti. Circa due mesi prima, l’11 dicembre 2020, 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram.

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Julie Dickman

 

 

di Redazione

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