La posizione della Russia sugli eventi in Armenia

Pubblicato il 26 febbraio 2021 alle 9:10 in Armenia Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, la sera del 25 febbraio, in cui è stata discussa la situazione a Yerevan.

Stando a quanto riferito dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Putin avrebbe chiesto a tutte le parti coinvolte nella crisi armena di mostrare moderazione e risolvere le controversie nel quadro della legge. Da parte sua, il servizio stampa del Governo di Yerevan ha dichiarato che il presidente russo ha espresso sostegno alle legittime autorità dell’Armenia, e si è augurato che la questione si normalizzi al più presto.

Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, ha approfondito la vicenda durante una telefonata con il proprio omologo di Yerevan, Ara Aivazyan, ribadendo che la situazione è un affare interno dell’Armenia, e la Federazione Russa si aspetta una soluzione pacifica.

La Duma di Stato ha auspicato che gli ultimi sviluppi a Yerevan non influenzino le relazioni del Paese con Mosca. In particolare, il capo della Commissione per gli Affari del CIS della Camera, Leonid Kalashnikov, ha ricordato che le nazioni dell’ex-URSS hanno subito vari cambiamenti nel corso degli anni, ma “nonostante tutti i passaggi di potere e le rivoluzioni che hanno avuto luogo”, la maggior parte è sempre interessata alle relazioni con la Russia. “Per l’Armenia questa situazione è particolarmente rilevante, ma in ogni caso non ci sarà mai alcuna forza anti-russa. In effetti, ha cercato di sollevare la testa un paio di anni fa, ma non ha ricevuto sostegno”, ha proseguito Kalashnikov. A detta del parlamentare, ci saranno sempre persone pronte ad incolpare Mosca per qualcosa, “ma la prevalenza dei cittadini armeni è interessata all’amicizia e alla cooperazione con la Russia”.

In tale contesto, Pashinyan ha definito Mosca il partner numero uno per il proprio Paese nell’ambito della sicurezza. Nello specifico, il primo ministro di Yerevan, durante una riunione con il proprio esecutivo, il 25 febbraio, ha riferito di voler rafforzare la cooperazione con la Russia nel settore della difesa, specialmente nel processo di riforma dell’Esercito nazionale.

La dichiarazione è giunta in un momento in cui l’Armenia ha assistito a una escalation di tensioni tra il premier e le Forze Armate del Paese. Nella giornata del 25 febbraio, lo Stato Maggiore dell’Esercito di Yerevan ha rilasciato un comunicato in cui i militari hanno richiesto le dimissioni di Pashinyan e del suo Governo. Tuttavia, il primo ministro ha descritto la mossa un “tentativo di colpo di Stato” e, in risposta, ha licenziato il Capo di Stato Maggiore e annunciato di voler riformare il sistema delle Forze Armate della nazione.

La Russia e l’Armenia sono stretti alleati e, le loro relazioni bilaterali, sono caratterizzate da legami politici di alto livello e da una collaborazione elevata nel settore della sicurezza. A tal riguardo, la cooperazione militare tra Mosca e Yerevan mira a garantire la protezione di entrambi gli Stati, il fianco meridionale della Comunità degli Stati Indipendenti (CIS), e la stabilità nel Transcaucaso. La partnership tra i due Paesi si basa anche sull’adesione all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), un’alleanza difensiva creata dai membri della Comunità, oltre alla partecipazione al sistema congiunto di difesa aerea del CIS. In aggiunta, la Russia mantiene a Gyumri, a Nord di Yerevan, la cosiddetta 102Base Militare, come parte del gruppo di forze transcaucasico della Federazione. Mosca si è altresì impegnata a fornire all’Armenia diverse armi e attrezzature militari. Tra i rifornimenti più rilevanti, l’8 dicembre 2015, la base di Erebuni, sempre parte del presidio 102, è stata rinforzata con 6 elicotteri di assalto avanzati Mi-24P e un aereo da trasporto Mi-8MT.

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Mariela Langone

di Redazione

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