La Cina domina il mercato mondiale del 5G

Pubblicato il 26 febbraio 2021 alle 7:00 in Asia Cina

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Il vice ministro dell’Industria e dell’Informazione della Cina, Liu Liehong, ha rivelato che il proprio Paese è sede del 70% delle infrastrutture per il 5G a livello mondiale, durante la Conferenza sulla comunicazione mobile globale, organizzata a Shanghai, dal 23 al 25 febbraio. Al momento, gli investimenti cinesi nel settore supererebbero il 260 miliardi di yuan.

Secondo quanto dichiarato da Liu, le capacità della Cina continuerebbero a crescere e, al momento, il Paese ha realizzato oltre 718.000 stazioni di base per la rete 5G, che rappresentano il 70% del totale a livello mondiale. Tutte le principali città del Paese sono coperte dalla rete con oltre 200 milioni di terminal 5G, nel mercato cinese, invece, vi sarebbero 218 tipi di telefoni 5G e il 77% delle vendite di telefoni attrezzati con tale tecnologia avverrebbe in Cina, seguirebbero poi gli USA con il 7% e la Corea del Sud con il 4%.

In totale, ad oggi, i fornitori di prodotti e servizi per le telecomunicazioni cinesi hanno speso 260 miliardi di yuan per tecnologie di tipo 5G. Tra questi, oltre ai tre grandi gruppi di connessione wireless China Mobile, China Unicom e China Telecom, vi sarebbero anche operatori di rete specializzati in diversi settori che vanno dall’energia, alla medicina all’istruzione. Per quanto riguarda, invece, i consumatori, i clienti delle reti 5G utilizzano il 50% di dati in più rispetto agli utenti delle reti 4G.

Secondo analisti citati da Caixin Global, la posizione dominate della Cina nel settore del 5G sarebbe da ricondurre alla grande attenzione prestata al settore tecnologico da Pechino e all’abilità del Paese di attuare i propri piani grazie alla proprietà statale di attori chiave del settore. Tale posizione dominate sarebbe poi destinata a durare nel tempo, sebbene la porzione occupata a livello internazionale potrebbe diminuire con lo sviluppo di tale settore da parte di altri Paesi. La Cina ha iniziato a costruire la propria infrastruttura per il 5G nel 2019, dopo che il Ministero per l’Industria e la Tecnologia ha iniziato a rilasciare licenze.

Allo stesso tempo, gli USA avevano iniziato a limitare sia la diffusione delle tecnologie 5G cinesi a livello globale, sia le esportazioni statunitensi che potevano contribuire al settore. Ad esempio, l’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump,  aveva classificato l’azienda cinese Huawei come una minaccia alla sicurezza nazionale americana inserendola nella propria Entity List nel 2019, alla luce del suo legame con il governo e l’apparato militare della Cina, che aveva fatto avanzare ipotesi di spionaggio. Con tale mossa, era stato impedito alle aziende americane di vendere beni e servizi a Huawei, danneggiando notevolmente l’azienda, la quale ha ritenuto tale mossa basata su insinuazioni e presupposti erronei.

Più Paesi a livello internazionale hanno deciso di non concedere a Huawei i permessi per realizzare le proprie infrastrutture 5G e uno tra i casi più noti è stato quello del Regno Unito. Lo scorso 14 luglio, il governo del premier, Boris Johnson, aveva deciso di bandire Huawei dalle proprie reti 5G, ordinando alle società di telecomunicazioni di rimuovere le proprie apparecchiature entro il 2027, dopo che il NCSC (National Cyber Security Centre) aveva informato l’esecutivo di non poter più garantire la stabilità degli apparecchi Huawei da quando avevano dovuto cambiare i propri fornitori in seguito alle politiche statunitensi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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