Accuse contro Hernandez: a rischio la cooperazione in materia di sicurezza tra USA e Honduras

Pubblicato il 26 febbraio 2021 alle 7:06 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernandez, ha affermato che le accuse dei pubblici ministeri statunitensi sui suoi presunti legami con la criminalità organizzata potrebbero mettere a rischio la cooperazione futura con Washington nella lotta al traffico di droga. Negli USA, i pubblici ministeri avevano affermato, in un deposito del tribunale federale di New York, il 5 febbraio, che Hernandez avrebbe utilizzato le forze dell’ordine e i funzionari militari honduregni per proteggere i trafficanti di droga come parte di un piano “volto a utilizzare lo spaccio per favorire una stretta, in termini di potere e controllo, sull’Honduras”. In particolare, secondo la procura, Hernandez avrebbe accettato una tangente da un milione di dollari dal boss della droga messicano, Joaquin “El Chapo” Guzman, condannato nel 2019 all’ergastolo in una prigione degli Stati Uniti. Il presidente, dal canto suo, ha negato tutte le accuse.

Parlando, mercoledì 24 febbraio, davanti al Congresso dell’Honduras, Hernandez ha affermato che i membri del cartello “Los Cachiros” lo avrebbero accusato ingiustamente nel tentativo di ottenere pene detentive più brevi. Il capo di Stato honduregno ha riferito ai funzionari statunitensi che credere a queste accuse potrebbe compromettere gli sforzi di sicurezza congiunti tra Washington e Tegucigalpa. “Se alcuni uffici negli Stati Uniti commettono l’errore di premiare i trafficanti di droga che danno false testimonianze, invece di aumentare le loro pene, allora la battaglia che abbiamo intrapreso insieme ai nostri alleati contro il traffico di droga potrebbe diventare insostenibile perché ci saranno serie perdite di fiducia”, ha dichiarato Hernandez, specificando che, qualora Washington dovesse prendere sul serio le accuse sul suo conto, “ciò significherà che prima o poi gli efficaci sistemi di cooperazione tra i due Paesi inevitabilmente crolleranno”.

Hernandez, al potere dal 2014, è uno stretto alleato degli Stati Uniti in America centrale. Tuttavia, le accuse contro di lui rappresentano una sfida per l’amministrazione Biden, che ha promesso di investire 4 miliardi di dollari in America Centrale per affrontare le cause profonde della migrazione dalla regione. All’inizio di questa settimana, un gruppo di senatori democratici ha proposto di adottare una legislazione che imporrebbe sanzioni a Hernandez per corruzione e violazioni dei diritti umani e che sospenderebbe l’assistenza stastunitense alla polizia e all’esercito honduregni. La mossa è stata decisa dopo che le accuse sui presunti legami tra il presidente del Paese centroamericano e i trafficanti di droga sono diventate più consistenti. 

Martedì 23 febbraio, il senatore Jeff Merkley, dell’Oregon, ha presentato un disegno di legge che isolerebbe Hernández, il quale negli ultimi anni ha fatto molto affidamento sul suo sostegno all’interno del governo degli Stati Uniti. “Gli USA non possono rimanere in silenzio di fronte alla corruzione profondamente allarmante e alle violazioni dei diritti umani commesse ai più alti livelli del governo honduregno”, ha affermato Merkley in una dichiarazione pubblica. “Il fallimento nel ritenere il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, i funzionari nazionali, i membri della polizia e i militari responsabili di questi crimini alimenterà la povertà e la violenza diffuse e costringerà più famiglie a fuggire dalle loro comunità in cerca di sicurezza”, ha aggiunto. La proposta di Merkley, denominata “Honduras Human Rights and Anti-Corruption Act of 2021”, chiede a Biden di imporre sanzioni a Hernández e di valutare se “il presidente è un trafficante di narcotici appositamente designato”. La legislazione ha anche il sostegno del senatore Patrick Leahy del Vermont, Richard Durbin dell’Illinois ed Elizabeth Warren, del Massachusetts, tra gli altri. Una tale designazione rappresenterebbe un vero scandalo per un presidente che cita spesso la partecipazione attiva dell’Honduras nella lotta al traffico di droga degli Stati Uniti. Il governo degli Stati Uniti, con questo disegno di legge, si opporrebbe altresì ai prestiti concessi alle forze di sicurezza dell’Honduras da parte delle banche multilaterali di sviluppo.

A inizio febbraio, Hernández aveva già apertamente negato qualsiasi connessione con il narcotraffico dopo che i pubblici ministeri statunitensi avevano presentato documenti in un processo sulla questione. Il fratello del presidente honduregno, Juan Antonio “Tony” Hernández, è stato condannato a New York per cospirazione in materia di droga nel 2019.

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Chiara Gentili

di Redazione

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