Russia: perché i nuovi emendamenti sono una stretta sull’opposizione

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 10:04 in Russia

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Nel corso delle ultime settimane, la Duma di Stato, ovvero la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato diverse leggi ed emendamenti che, apparentemente ordinari, costituiscono in realtà un ulteriore giro di vite nei confronti dell’opposizione del Paese.

Il 10 febbraio, la Duma ha approvato all’unanimità, in prima lettura, una modifica dei termini e del prezzo della multa da pagare in caso di oltraggio a veterani di guerra. Tale progetto di legge poggia le basi principalmente sulla punizione per la riabilitazione del nazismo. Tuttavia, nell’ultima versione la pena è stata estesa anche alla diffusione di “informazioni consapevolmente false” sull’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale, per cui è stata prevista una multa fino a 3 milioni di rubli o la reclusione per un periodo fino a cinque anni.

Durante la seconda lettura in Parlamento, il 24 febbraio, i deputati hanno inoltre presentato emendamenti alla Commissione per la Costruzione dello Stato e la Legislazione volti ad introdurre la responsabilità per la diffusione pubblica di “informazioni consapevolmente false” sui veterani della Grande Guerra Patriottica, che sfociano nel penale quando vi è “l’umiliazione dell’onore e della dignità” dei difensori della Patria.

Tali modifiche hanno riunito parlamentari appartenenti a tutte le fazioni della Duma. Tra i suoi principali promotori vi è stata la vice presidente stessa della Camera, Irina Yarova, del partito Russia Unita (RU), ma le misure sono state altresì sponsorizzate dal primo vice presidente del Parlamento, Ivan Melnikov, del Partito Comunista russo (PC), dal deputato del Partito liberaldemocratico (PLDR), Andrei Lugova, e dal politico di Russia Giusta (RG), Mikhail Emelianov. “I cambiamenti nella legislazione hanno lo scopo di prevenire qualsiasi azione illegale volta a negare che i nostri antenati nella Grande Guerra Patriottica abbiano compiuto un’impresa che, indipendentemente dal passare del tempo, non perde il suo valore per i cittadini russi”, ha sottolineato Yarovaya.

Parallelamente, il 24 febbraio, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato un disegno di legge che prevede severe multe contro chi non rispetta la legge sull’uso di Internet e infrange i “diritti dei cittadini russi sul web”, compresa la censura dei media di Stato. Nello specifico, ignorare gli avvertimenti su tale violazione comporterà l’imposizione di una multa amministrativa per un importo che varia da 50.000 a 100.000 rubli per i normali cittadini. Il documento introduce, inoltre, sanzioni per l’infrazione della legge che ha conferito il controllo dei media russi a Roskomnadzor, il quale ha il diritto di bloccare o rallentare il traffico di risorse Internet che discriminano i siti di informazione del Paese.

Le nuove disposizioni legali in Russia vanno inquadrate in una cornice più ampia, che ha come sfondo il processo contro il leader dell’opposizione del Cremlino, Alexei Navalny. L’uomo è stato arrestato lo scorso 17 gennaio e condannato, il 2 febbraio, a 2 anni e 8 mesi di carcere per presunte violazioni della libertà condizionale in seguito a un caso risalente al 2014. In aggiunta a ciò, Navalny è stato anche accusato dal pubblico ministero russo incaricato di seguire il suo caso, Ekaterina Frolov, di aver diffamato un veterano di guerra. Per l’infrazione, Frolov aveva richiesto 3 anni e 6 mesi di reclusione, più una multa di 950.000 rubli. Tuttavia, la Corte Suprema aveva respinto l’istanza sul carcere, in quanto al tempo la legislazione russa non prevedeva ancora la pena, e aveva insistito per una punizione separata solo sotto forma di ammenda.

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Mariela Langone

di Redazione

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