Libia: in attesa del nuovo governo, i mercenari di Mosca violano la tregua

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 8:35 in Africa Libia

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Il premier libico ad interim, Abdul Hamid Dbebiba, presenterà la formazione della nuova squadra governativa in Parlamento oggi, giovedì 25 febbraio. Nel frattempo, i mercenari russi, alleati alle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), sono stati accusati di aver violato l’accordo di cessate il fuoco.

È stato il portavoce del nuovo governo unitario in fase di formazione, Mohammed Hammoda, a riferire che Dbeiba presenterà oggi il nuovo esecutivo alla Camera dei rappresentanti libica, la quale, così come stabilito in seno al Forum di dialogo politico, dovrà votarne la fiducia entro il 19 marzo prossimo. In particolare, si prevede che il premier terrà una conferenza in giornata a Tripoli, ma non sono stati ancora rivelati particolari dettagli sulla formazione dell’esecutivo che sarà chiamato a guidare la Libia in una fase di transizione, fino alle elezioni del 24 dicembre 2021. Ad ogni modo, stando a quanto riportato da Hammoda, priorità del governo sarà tenere le elezioni entro la data prestabilita e consentire al Paese di riconquistare la propria sovranità. Nel caso in cui il Parlamento libico, il quale comprende sia la Camera di Tobruk sia quella di Tripoli, non riuscirà a trovare un consenso per votare la fiducia della nuova squadra, Dbeiba potrà rivolgersi al Forum di dialogo politico, l’organismo, composto da 75 rappresentanti libici, formato a seguito dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020.

Tuttavia, il 24 febbraio, 84 membri della Camera dei rappresentanti, su un totale di 120, hanno espresso il proprio sostegno “incondizionato” al governo unitario, esortando gli altri colleghi deputati a raggiungere il quorum necessario a votarne la fiducia. Il nuovo esecutivo, è stato specificato dai membri del Parlamento, dovrebbe essere composto da ministri professionali, onesti e competenti. A ragione di ciò, Dbeiba è stato invitato a includere nuove personalità nella propria squadra. Anche il capo della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL), Jan Kubis, e l’ambasciatore statunitense in Libia, Richard Norland, il 24 febbraio, si sono detti a sostegno del futuro governo e degli sforzi profusi per porre fine alle divergenze interne alle istituzioni del Paese Nord-africano. Norland, in particolare, ha precedentemente invitato Dbeiba ad accelerare la formazione del governo, così da votarne la fiducia nel minor tempo possibile.

In un clima caratterizzato da mobilitazione e attesa a livello politico, la sala operativa dell’Operazione Vulcano di Rabbia, affiliata al governo di Tripoli, ha riferito, il 24 febbraio, di aver monitorato movimenti dei mercenari russi della cosiddetta Compagnia Wagner, i quali hanno coadiuvato l’LNA, guidato dal generale Khalifa Haftar, nel corso del conflitto libico. Una mobilitazione simile ha caratterizzato l’Ovest di Sirte, uno dei fronti di combattimento dove era stata prevista una “battaglia imminente” prima dell’annuncio di cessate il fuoco del 21 agosto 2020.

In particolare, sono stati visti otto veicoli militari e quattro auto cariche di munizioni, oltre a escavatori, droni e convogli di mercenari del gruppo russo, mentre questi si spostavano da Brega a Sirte. Un secondo convoglio è stato poi avvistato mentre viaggiava da Ajdabiya in direzione Ovest. Questo era composto da tre autobus oscurati, due veicoli muniti di munizioni e tre auto di sicurezza. A detta delle forze tripoline, i mercenari russi starebbero poi effettuando lavori di costruzione per un oleodotto posto all’interno delle trincee, da utilizzare per pompare petrolio da Sud a Nord, con il fine ultimo di esportarlo altrove via mare. A tal proposito, è stato evidenziato, simili operazioni mettono in luce il pericolo derivante da un eventuale controllo dei mercenari delle risorse libiche, petrolio in primis. Inoltre, secondo i membri dell’Operazione Vulcano di Rabbia, una mobilitazione di tal tipo rappresenta una violazione dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto il 23 ottobre a Ginevra dal Comitato militare congiunto 5+5. Il patto, oltre a prevedere una tregua presso i fronti di combattimento libici, ha stabilito altresì l’allontanamento di forze e mercenari stranieri dalla Libia, un’operazione che sarebbe dovuta avvenire entro 90 giorni dalla firma dell’intesa, ma la cui scadenza non è stata rispettata.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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