Italia: oggi i funerali di stato per Attanasio e Iacovacci

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 19:31 in Italia Rep. Dem. del Congo

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Si sono svolti oggi, giovedì 25 febbraio, i funerali di stato per l’ambasciatore italiano, Luca Attanasio, e il carabiniere, Vittorio Iacovacci, uccisi in un agguato in Repubblica Democratica del Congo. La cerimonia, cui hanno partecipato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e altri ministri del suo governo, si è svolta nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, una chiesa utilizzata per le funzioni religiose e le cerimonie ufficiali della Repubblica Italiana. Le bare, drappeggiate con la bandiera tricolore, sono state accolte da un saluto militare mentre venivano estratte dai carri funebri. Un soldato ha intonato “Onore ai caduti” e una banda militare ha suonato la marcia funebre all’ingresso delle salme nella chiesa.

“Questi fratelli hanno deciso di impegnarsi ad aiutare gli altri anche se ciò significava sacrificare la loro vita”, ha detto il cardinale Angelo De Donatis durante l’omelia. De Donatis, che è il vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma, ha sottolineato che queste morti dovrebbero spingere tutti ad “ascoltare il grido del popolo del Congo, crudelmente devastato dalla violenza mentre vede i suoi figli e le sue figlie morire ogni giorno”. 

Contemporaneamente, il personale diplomatico del Ministero degli Esteri ha voluto onorare il collega e amico Luca Attanasio scendendo nel piazzale antistante la Farnesina e raccogliendosi in silenzio. L’iniziativa, cui hanno preso parte in numerosi, è stata organizzata dai diplomatici che non hanno potuto assistere alla funzione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri causa Covid. Distanziati e con la mascherina si sono raccolti nel piazzale al momento d’inizio dei funerali di Stato.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, una fonte giudiziaria a Roma ha dichiarato che i risultati preliminari dell’autopsia hanno mostrato che sia Attanasio sia Iacovacci sarebbero stati colpiti due volte da fuoco incrociato in un apparente tentativo di rapimento. La versione ufficiale della presidenza congolese, al momento, sostiene che il convoglio sul quale viaggiavano i due italiani sarebbe stato fermato lungo la strada a Nord di Goma, nell’Est del Paese, il 22 febbraio, da sei uomini armati, i quali avrebbero ucciso l’autista e cercato di sequestrare gli altri passeggeri. A quel punto, l’esercito congolese e i ranger del vicino parco di Virunga sarebbero intervenuti scatenando uno scontro a fuoco, durante il quale i due italiani sarebbero rimasti uccisi. Il Ministero degli Interni della Repubblica Democratica del Congo ha accusato dell’attacco una milizia ribelle ruandese, di etnia hutu, nota con il nome di Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR). Questa è solo una delle centinaia di formazioni armate che operano nella parte orientale del Paese africano. Gli investigatori della polizia dei Carabinieri italiani sono volati in Congo per prendere contatti con le forze locali. Quando torneranno a casa, i pubblici ministeri italiani apriranno un’indagine completa.

Il governatore del Nord-Kivu, la regione dove è avvenuto l’attacco, ha chiarito che, per costringere le loro vittime a lasciare la strada e ad entrare nella boscaglia circostante, gli assalitori avrebbero prima ucciso l’autista e poi condotto il resto dei membri del convoglio nella foresta. Nelle fasi immediatamente successive, quando la pattuglia di ranger ha intimato agli aggressori di abbassare le armi, questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il militare dei carabinieri, uccidendolo, e contro l’ambasciatore italiano, ferendolo gravemente. Le forze dell’esercito avrebbero a quel punto evacuato Attanasio presso l’ospedale Monusco di Goma, dove sarebbe avvenuto il decesso a causa delle ferite riportate in seguito all’attacco. A riguardo, si specifica inoltre che il responsabile del convoglio avrebbe negoziato con gli assalitori per allontanarsi dall’area e portare i feriti in una zona sicura.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha più volte sottolineato che non sarà risparmiato “alcuno sforzo per arrivare alla verità” sulla tragica fine dei due uomini. La missione a Goma, secondo quanto specificato dal ministro davanti alla Camera dei Deputati, il 24 febbbraio, si sarebbe svolta su invito delle Nazioni Unite. Anche il percorso in auto, a bordo di un convoglio del World Food Programme (WFP), diretto a visitare un progetto di sostegno per l’alimentazione scolastica, sarebbe stato predisposto dall’organizzazione. Per questo, il ministro ha dichiarato di aver immediatamente chiesto al WFP a Roma e alle Nazioni Unite, riferendo direttamente con il segretario generale Antonio Guterres, di fornire un rapporto dettagliato sull’attacco al convoglio. “Sulla dinamica dell’agguato sono in corso accertamenti anche da parte della Procura della Repubblica di Roma. Una squadra dei nostri carabinieri del Ros, su delega della Procura, si è già recata a Goma per una prima missione investigativa. Mi risulta che ne seguiranno altre” ha aggiunto Di Maio, nel corso della sua informativa. Il ministro ha poi riferito di aver chiesto al segretario generale della Farnesina di restare in costante contatto con il direttore esecutivo del WFP per avere notizie sulla dinamica di quanto accaduto. “Dall’Agenzia ci attendiamo l’invio di un approfondito rapporto con ogni utile elemento relativo al programma della visita e le misure di sicurezze adottate a salvaguardia della delegazione”, ha affermato di Maio.

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Chiara Gentili

 

di Redazione