India-Pakistan: indetta una tregua nel Kashmir

Pubblicato il 25 febbraio 2021 alle 10:35 in India Pakistan

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Gli eserciti indiano e pakistano hanno concordato di attenersi rigidamente ad un accordo di cessate il fuoco lungo il confine de facto tra i due Paesi nella regione contesa del Kashmir, detto Linea di controllo (LoC), il 25 febbraio.

I direttori generale delle operazioni militari di India e Pakistan hanno avuto una conversazione attraverso la linea diretta di comunicazioni tra i rispettivi uffici e hanno concordato di rispettare rigorosamente tutti gli accordi, le intese e il cessate il fuoco riguardanti sia la LoC, sia altri settori, con effetto immediato, dalla mezzanotte del 26 febbraio. Nella dichiarazione rilasciata dall’Esercito pakistano, è stato poi specificato che il dialogo tra le parti è stato condotto in “un’atmosfera franca e cordiale”.

Dall’inizio del 2021, le forze indiane e pakistane avrebbero violato il cessate il fuoco almeno 175 volte, ferendo 8 civili. Secondo il Ministero dell’Interno indiano, nel 2020, Islamabad avrebbe violato il cessate il fuoco almeno 5.133 volte, causando le morti di 22 civili e 24 soldati e ferendo altre 197 persone. Sempre nel corso del 2020, secondo l’Ufficio Affari Esteri del Pakistan, invece, nell’area del Kashmir sotto il proprio controllo sarebbero morti almeno 28 civili e altri 257 sarebbero stati feriti a causa di scontri con armi leggere, mortai e artiglieria.

Secondo quanto dichiarato da un funzionario del governo indiano rimasto anonimo a Reuters, con l’accordo del 25 febbraio, le parti sperano di ridimensionare le tensioni, tuttavia Nuova Delhi non ridurrà l’impego di soldati lungo la LoC.

Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda il Kashmir, una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale dell’area, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e la zona a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

India e Pakistan hanno combattuto tre conflitti maggiori e altri minori dal 1947, anno in cui entrambi hanno ottenuto l’indipendenza dal dominio coloniale inglese. Due tra le guerre di maggiore portata avevano riguardato proprio la regione del Kashmir. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu ha istituito la LoC, dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che le parti, però, violano spesso. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare tali militanti.

Di recente, le tensioni si sono aggravate dal 14 febbraio 2019, quando un attentato suicida rivendicato dall’organizzazione terroristica nota come Jaish-e-Muhammad (JeM) nella zona indiana del Kashmir aveva causato la morte di 44 persone, tra membri del personale di sicurezza indiano e civili. Il successivo 26 febbraio, Nuova Delhi aveva quindi avviato un’operazione aerea nel territorio pakistano ma, il giorno dopo, Islamabad aveva abbattuto 2 jet indiani, catturando un pilota. Tale momento di accresciute tensioni era stato smorzato dalla riconsegna del pilota ma le relazioni bilaterali indo-pakistane sono rimaste tese.

A livello politico, la situazione era poi ulteriormente peggiorata da quando, il 5 agosto 2019, l’India ha revocato l’autonomia alla propria porzione di Kashmir e ne ha cambiano lo status amministrativo. Il successivo 31 ottobre 2019, Nuova Delhi ha poi pubblicato una nuova mappa del Paese in cui i territori contesi con Islamabad del Jammu e del Kashmir sono stati fatti rientrare nei cosiddetti Territori dell’Unione Jammu, Kashmir e Ladakh, insieme alle aree amministrate dal Pakistan del Kashmir, di Gilgit-Baltistan e di Azad Jammu. Il Pakistan aveva da subito protestato contro tali cambiamenti, declassando lo status delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e sospendendo gli scambi commerciali e il servizio ferroviario con l’India. Un anno più tardi, il 4 agosto scorso, il Pakistan ha poi pubblicato una nuova cartina politica del Paese nella quale ha inglobato parte del territorio conteso con l’India nel Kashmir, connettendo la LoC al confine con la Cina, così da includere nel territorio pakistano anche il ghiacciaio Siachen, che si trova al confine fra Cina, India e Pakistan ed è controllato da Nuova Delhi. Quest’ultima ha da subito respinto le modifiche pakistane, sostenendo che non abbiano basi legali.

Infine, lo scorso 24 novembre, il Pakistan aveva consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, un dossier in cui l’India era stata accusata di alimentare il terrorismo in Pakistan. La missione indiana all’Onu ha da subito respinto le accuse ricevute dal proprio Paese, aggiungendo che il Pakistan non può cambiare il fatto che sia esso stesso “l’epicentro del terrorismo”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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